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Fandango Libri, 08/10/2020
Abstract: 1 maggio 1947, Portella della Ginestra. Lucio ha 15 anni e con i genitori sta celebrando la festa del lavoro. In un attimo la folla viene crivellata di colpi, Lucio si ritrova coperto dal sangue della madre, accanto a lui anche il padre muore sotto i suoi occhi, tenendo ancora stretta la bandiera rossa. Lucio rapido la raccoglie e scappa. A compiere la strage, scoprirà subito dopo, è stato il bandito Giuliano, d'accordo con dei signori ben vestiti che il ragazzo non conosce. Ormai orfano, Lucio si imbarca clandestino su una nave, dove conoscerà Calogero Frangipane, ambiguo avvocato palermitano che lo prende sotto la sua protezione. Ed è a Napoli che, grazie a Frangipane, Lucio entra in strani giri, quello dei femminielli e dei piccoli delinquenti che cercano di sopravvivere, quello dei ricchi e dei malavitosi, di Lucky Luciano, degli americani e della destra eversiva del secondo dopoguerra. Ma è sempre a Napoli che Lucio si avvicina ai comunisti di Napolitano e Amendola, è a Napoli che scopre l'amore e compie la sua prima spedizione punitiva, tessendo un pericoloso doppio gioco tra le due parti – i neri e i rossi – impegnate in una sotterranea e violentissima guerra civile. A guidarlo il desiderio di vendetta contro tutti coloro che hanno causato la morte dei suoi genitori. Mimmo Rafele tesse il romanzo di formazione di una spia nell'Italia delle macerie postbelliche, ripercorrendo le tappe di un conflitto armato in cui il nostro Paese è stato una pedina in quella sanguinosa partita a scacchi che sarebbe diventata la Guerra Fredda. Un libro magnetico, avventuroso, una lettura indispensabile per chi ama le storie di spie e gli intrighi.
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Fandango Libri, 15/10/2020
Abstract: Dal 1863 Adèle Hugo, trentatré anni, seconda figlia di Victor Hugo, è nella sua famiglia la persona di cui si parla a bassa voce, con amici e conoscenti si evita di nominarla. Si è furtivamente imbarcata per Halifax, Canada, dove presta servizio il tenente Albert Pinson. Adèle nutre il desiderio ardente di sposarlo nonostante lui le abbia dato segni eloquenti del suo rifiuto. Anni prima, però, Pinson l'ha sedotta su una terrazza a strapiombo sul mare, poi nelle sale buie di Hauteville House, la villa di Guernsey dove Hugo, in esilio e addolorato per la morte della primogenita Léopoldine, organizzava sedute spiritiche per ristabilire un contatto con l'adorata figlia. Adèle e Pinson, in quei giorni di smarrimento e di segni arcani, sono stati amanti, finché il tenente ha deciso che Adèle non sarebbe mai stata la donna della sua vita, non l'amava più, rendendo inutile il consenso a sposarlo che Adèle era riuscita non senza sforzi a strappare al padre, così come si riveleranno inutili, anzi dannosi, i sotterfugi e le menzogne cui ricorrerà per riconquistare il tenente. Adèle annuncia ai suoi il matrimonio, una sua fantasia alla quale gli Hugo hanno inizialmente creduto. Quando scoprono che Adèle ha mentito, la ferita è inguaribile e suo padre non riesce a dominare il risentimento: per quanto libero dai pregiudizi, restava in lui affilata, esigente, granitica l'idea di rispettabilità borghese e di onore familiare che Adèle ha, ai suoi occhi, incrinato. Perduta la primitiva bellezza, ridotta in miseria, la giovane è ormai prossima alla follia. Questo libro raccoglie lettere inedite e stralci dei diari di Adèle e di Victor Hugo, documenti dai quali emerge il ritratto di una donna ribelle, caparbiamente anticonformista nella sua ricerca di un'autonomia rispetto alla celebre famiglia, e che ha scontato la sua sensibilità esasperata, la sua necessità di amare e, amando, di essere libera. A cura di Manuela Maddamma
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Fandango Libri, 15/10/2020
Abstract: Gli arbëreshë, ossia gli albanesi d'Italia, sono una minoranza linguistica e culturale presente nella parte meridionale della nostra penisola. Di questa antica comunità fanno parte circa 100mila persone e tra queste almeno l'80% parla o comprende la propria variante locale dell'arbëreshë, la lingua del gruppo. Gli italo- albanesi sono diffusi a macchia di leopardo in diverse regioni: Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e, soprattutto, Calabria, che ospita la comunità più numerosa a Spezzano Albanese, provincia di Cosenza. Da qui parte il viaggio di Tiziana Barillà alla scoperta di una comunità perfettamente integrata nel tessuto culturale calabrese, con una forte connotazione anarchica, che porta avanti da anni un esperimento di municipalismo libertario grazie alla Federazione Municipale di Base. Facendo capo alle teorie libertarie, Spezzano ha saputo essere una città del popolo, un'esperienza di forte controllo popolare e federalismo dal basso. A partire dalla nascita di comitati di lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati di quartiere che hanno ridato voce a Piazza Matteotti, storica piazza dei comizi e delle manifestazioni politiche e sociali della comunità e che sono riusciti, in forma assembleare, a incidere sul governo della città. Dopo Riace, Barillà torna a raccontare un mondo possibile che non è soltanto un sogno ma una solida realtà dove la politica torna a essere lo strumento con il quale si migliora la vita dei cittadini all'insegna della giustizia sociale, dell'accoglienza e della libertà.
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La scienza in tribunale 2. La vendetta. Omeopatia, diete miracolose, api friulane e altri disastri
Fandango Libri, 22/10/2020
Abstract: Eventi come la recente epidemia di coronavirus non fanno che rafforzare l'impressione che molti disastri (normativi, giudiziari, politici e comunicativi) potrebbero essere evitati se non si pretendessero dalla scienza e dagli scienziati risposte che non possono dare, e se per converso si facesse tesoro di quelle che sono in grado di dare. E i disastri non mancano davvero. Per esempio, Ilaria Capua, fra le più influenti scienziate e virologhe che ci hanno accompagnato in questi mesi di pandemia, è stata vittima illustre di un'inchiesta raffazzonata, anticipata con tanto di copertina scandalistica dell'Espresso ("Trafficanti di Virus") nell'ormai lontano 3 aprile 2014. Le indagini si sono protratte per anni senza che gli indagati venissero mai ascoltati. Inutile dire che alla fine tutto si è risolto in un nulla di fatto: nessun traffico di virus, nessuna epidemia dolosa – e anche nessuno che chiedesse scusa agli indagati. Un caso eclatante di sciatteria e ricerca di capri espiatori. Questo è solo uno dei casi raccontati nel secondo volume di La scienza in tribunale, insieme alle diete miracolose di Adriano Panzironi che promettono di far vivere fino a 120 anni (né più né meno), l'omeopatia, la misteriosa scomparsa delle api friulane, l'editing genomico, i vaccini in Parlamento e vecchie conoscenze come Stamina, Xylella (arrivata finalmente a un'archiviazione tutto sommato inaspettata) e il caso del terremoto dell'Aquila, rivisitato in modo peculiare da uno dei suoi protagonisti.
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Fandango Libri, 29/10/2020
Abstract: Andrea Lanzetta ha 25 anni, una laurea in Matematica, due genitori apprensivi e un futuro incerto: ha abbandonato Napoli in fretta e furia per rifugiarsi a Milano, ma nonostante sia lì da mesi non ha ancora disfatto le valigie. Nella capitale del Nord, accetta i lavoretti che solo un ragazzo del Sud può fare bene – sostituto portiere, addetto alla sicurezza notturna in un supermercato, cameriere –, cercando di dribblare le insistenti telefonate della madre che vuole andarlo a trovare, vuole sapere se mangia, in sostanza vuole che torni a casa. Andrea però è fuggito da un amore che è finito di botto, un giorno, e a Milano cerca di cambiare pelle, per quanto per cambiare pelle dovrebbe prima capire che cosa vuole diventare. In questa incertezza da cui non riesce a salvarlo neanche la fissazione dei numeri, Andrea ricostruisce una versione di se stesso a nuove latitudini, aiutato da un improbabile portinaio che ricorda Lello Arena, da uno zio d'America che è il vero Tony Pagoda e da una donna che sa tenere a bada i suoi mostri. Quando tutto sembra aver trovato un posto, le conseguenze delle sue nonscelte e il calendario chiedono pegno: Natale, è tempo di tornare a casa e fare i conti con il passato. Diviso tra una Milano metropolitana e il richiamo di una Napoli pericolante, Andrea rappresenta una generazione in fuga dalle responsabilità e indolente, che sta abbastanza bene da non potersi lamentare, ma non bene abbastanza da essere felice. Spiedo rilegge il cliché del meridionale emigrato in un esordio dolceamaro, tenero e malinconico che tra le risate vi lascerà nel cuore un piccolo grumo colore del mare di Napoli.
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Fandango Libri, 12/11/2020
Abstract: Scopami è una dichiarazione di guerra ai bei sentimenti e all'eleganza. Con uno stile diretto, crudo, libero e con parole lacerate e laceranti Virginie Despentes narra, lasciandoci senza respiro, la storia dell'appassionata amicizia tra Manu e Nadine, ragazze perdute che s'incontrano per caso nella desolata periferia parigina. La prima si prostituisce, l'altra gira film pornografici, entrambe conducono un'esistenza grigia scandita dalla monotonia e dal rapporto di totale sottomissione agli uomini, dai quali subiscono soprusi e ordini categorici. Al giungere dell'ennesimo episodio di violenza da parte dei rispettivi amanti, le protagoniste si rendono conto di non avere più nulla da perdere e decidono improvvisamente d'abbandonare la città per vendicarsi. Al grido di "Bisogna abusare!" le due, dannate, erranti, come lupe attraverso i deserti intraprendono un "viaggio del cattivo gusto per il cattivo gusto" spinte dal rabbioso e disperato bisogno di dare, infine, agli altri un valido motivo per giudicarle.
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Fandango Libri, 11/01/2021
Abstract: Figura affascinante e oscura della storia egiziana, Akhenaton è stato oggetto – secondo gli archeologi – di numerosi tentativi di "cancellazione" delle tracce del suo breve regno, eppure, fortunatamente, ne rimangono a sufficienza per raccontare una straordinaria storia di incesto, eresia, androginia e di enorme culto della personalità. Come il celebre Caligola di Camus, Akhenaton di Dorothy Porter è un attraente e deforme megalomane che aveva tentato di edificare una religione eretica attorno a un Dio Sole, con se stesso al centro. Akhenaton è un romanzo in versi che, includendo poesie completamente autosufficienti, da un lato porta avanti la biografia di questo eccentrico faraone (cugino e marito di Nefertiti) che osò introdurre per qualche tempo il monoteismo in Egitto, dall'altro ci trasmette, modernissimamente, tutta l'ansia di una identità fratturata. Il risultato è imponente, coinvolgente, sensuale.
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L'isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina
Fandango Libri, 11/01/2021
Abstract: Buenos Aires, settembre 1979. Prima dell'ispezione della Commissione interamericana per i diritti umani viene smantellato in poche ore il centro di detenzione clandestina per gli oppositori politici costituito all'interno della Scuola di Meccanica della Marina. Nella notte, tutti i detenuti sono trasferiti in un'isola dell'arcipelago del Tigre, fino ad allora utilizzata come luogo di riposo dal Cardinale di Buenos Aires. Ad accogliere i prigionieri un cartello: El Silencio. Nell'isola di El Silencio i detenuti saranno vittime di un misterioso programma di "disintossicazione e rieducazione". Attraverso le agghiaccianti testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti dei desaparecidos, Horacio Verbitsky – uno dei più autorevoli giornalisti argentini, impegnato a denunciare i crimini del regime militare – ricostruisce per la prima volta la storia di questo terribile campo di concentramento finora nascosto al mondo. Con una prosa avvincente, Verbitsky parte da El Silencio per svelare retroscena inediti del rapporto che ci fu negli anni della "guerra sporca" argentina tra il regime militare e le gerarchie ecclesiastiche. L'inchiesta, che ha suscitato enorme clamore in Argentina, incrocia alcune delle figure più importanti del Vaticano, dal nunzio apostolico Pio Laghi al cardinale Jorge Bergoglio, fino ad analizzare il ruolo di Papa Paolo VI. Dopo aver raccolto nel suo precedente libro Il volo la sconvolgente confessione di Adolfo Scilingo, che eliminò numerosi oppositori politici lanciandoli in mare dagli aerei, Verbitsky firma una nuova, coraggiosa e documentata inchiesta che getta luce sull'assordante silenzio della Chiesa rispetto ad una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento.
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Fandango Libri, 21/01/2021
Abstract: Forse un tempo i genitori di Lapo ed Emma sono stati felici insieme. Ma quel tempo, se c'è stato, Lapo era troppo piccolo per ricordarlo, Emma non era ancora nata. Un tempo in cui Lucrezia, la madre ossessionata dagli attori hollywoodiani, non spariva di continuo dalle loro vite e Gioacchino, il padre medico, non si chiudeva nei propri silenzi. Tra Roma, la Calabria e la casa al lago, tra tradimenti e abbandoni, accompagnati dalle letture dei Peanuts e dall'invenzione di mondi lontani in cui rifugiarsi, i due fratelli Callipo crescono, sempre sul punto di vedere la loro vita sfasciarsi. Creano mondi fantastici dove Emma può semplicemente essere la "Piperita", sposa del principe Arturo, una bambina avventurosa piena di amici e di ironia. Il passare degli anni non muta la situazione a casa, ma in più ai tormenti soliti e alla cronica inappetenza di Emma si aggiunge la crescita. A 16 anni, grazie all'amico Amedeo, molto più disinvolto ed esperto di lui, Lapo conosce Greta, con cui scopre il sesso e l'amore. Anche Emma (in cui ormai non c'è più traccia della Piperita) si affeziona a Greta, ma nessuno dei due fratelli ha il coraggio di parlarle del proprio dolore, anche se pure Greta a modo suo fa parte della "confraternita dell'abbandono". Così, quando Lucrezia lascia ancora una volta la casa in cui vivono tutti insieme come in cattività, la situazione precipita. Sarà il legame tra fratelli, ancora una volta, a salvare Lapo ed Emma: soltanto insieme capiranno come le responsabilità e le colpe del loro disamore siano molto più difficili da attribuire di quanto non avessero pensato. Con una consapevolezza di scrittura inedita per la sua età, Francesco Mila racconta una storia di affetto e protezione, una storia di famiglia che ricorda la Morante di Aracoeli e che ci consegna intatto il desiderio di amore e la paura della vergogna di qualsiasi adolescente.
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Fandango Libri, 28/01/2021
Abstract: "Il Genio", così definì il New York Magazine Harold Brodkey, e lui, uomo schivo, cantore dei dolori dell'anima e del Sé, non mostrò mai di crederci troppo e tutto quello a cui si dedicò in vita lo fece nella speranza di essere scoperto poi, una volta morto. Eppure il suo universo narrativo è diventato leggendario, un liquido amniotico denso nel quale calarsi per esplorare l'intimità della coscienza in una riflessione sul mondo filtrata dai sensi e dal ricordo. E di ricordi tratta Amicizie profane, viaggio nella memoria apparso nel 1992, romanzo deliberatamente esplosivo, incompiuto, come se a raggiungerci oggi fosse un eco di Morte a Venezia di Thomas Mann. Figlio di uno scrittore americano espatriato nella città lagunare, Niles O'Hara è ancora un bambino quando, a metà degli anni Trenta, incontra 'Onni' Gallieni. Dopo la parentesi della guerra, si ritrovano adolescenti in una città trasformata, e il loro attaccamento diventa esclusivo e imbarazzante. Complicità, emulazione, narcisismo sono alla base di un gioco di tenerezza e morbosità, di sfida e fascinazione reciproca, che li conduce a esplorare tutta la gamma dell'amicizia, anche oltre il limite del rapporto fisico. Onni diventerà un famoso attore di cinema, e Niles uno scrittore di successo. Una storia d'amore nella incantata città dei Dogi, la storia di una passione antica che torna e monta con il montare delle acque, il racconto di un'amicizia fra due uomini, una seduzione che dura dall'infanzia alla maturità. Una ricerca incerta ma ardente dell'assoluto.
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Fandango Libri, 18/02/2021
Abstract: Un giorno qualsiasi Fausto Albini è sulla spiaggia, con un bastone disegna un cerchio, forse ha un ricordo e si sente male. Portato d'urgenza al Pronto Soccorso, viene ricoverato nel reparto dei Disturbi affettivi, quello per i cittadini di DF con problemi di rotondità sentimentale. Insieme a lui, Manlio Cuzzocrea che ha pianto per giorni senza un motivo, Andrea Razzone scoperto a leggere e Angelo Siani che sogna ossessivamente la madre che non ha mai conosciuto. Evidentemente, il sistema di DF – che prevede bambini tolti ai genitori, mogli a rotazione, nessuna aspirazione e nessuna libertà di scelta – non funziona più come un tempo. Di fronte all'aumento dei focolai di empatia incontrollata, il governo del presidente Bussoli nel chiuso della sua impenetrabile cittadella fortificata si dice preoccupato: è impossibile governare un popolo che prova paura e desideri, i casi di disturbi affettivi in aumento rappresentano un pericolo. Intanto a confermare a Fausto Albini l'esistenza delle emozioni sarà l'incontro con la dottoressa Anna Cordio che ha in carico il suo caso e per la quale sentirà un sentimento indicibile e proibito: l'amore. Quando Fausto e i suoi compagni si renderanno conto che dietro la mancanza di empatia potrebbe esserci un disegno politico, dall'ospedale partirà il primo nucleo della resistenza, il cui scopo è solo uno: liberare le emozioni, riportare nel mondo l'empatia, dare voce a un "nuovissimo testamento", anche a costo di rimetterci la vita. Giulio Cavalli torna nella DF di Carnaio per raccontarci con lucidità e poesia le contraddizioni di una società che ci anestetizza alle emozioni e ci priva della curiosità di sognare.
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Fandango Libri, 25/02/2021
Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1952 e vincitore del National Book Award l'anno successivo, Uomo invisibile è uno dei romanzi che hanno cambiato la letteratura statunitense. Il protagonista di questa storia ambientata nell'America bianca degli anni Quaranta non ha nome né cognome, nessuno si accorge di lui, la sua esistenza viene negata, quello che conta è solo il colore della sua pelle e la sua appartenenza a una "razza". Ellison racconta il passaggio dall'idealismo alla rabbia, il disincanto di un giovane umiliato sia nel Sud razzista che ad Harlem, e insieme il turbamento che deriva dalla violenza, dall'impossibilità di affermarsi, dall'essere demonizzato dai razzisti e idolatrato come un trofeo dai comunisti che in quegli anni iniziano ad alzare la voce. Con uno stile letterario, altamente simbolico, tra Melville e Dostoevskij, Uomo invisibile – qui proposto in una nuova traduzione a cura di Francesco Pacifico – è la prima testimonianza del dramma irrisolto degli afroamericani, è la fotografia delle scintille che hanno incendiato l'America di Donald Trump. Uno dei romanzi più audaci e abbaglianti del Novecento.
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Fandango Libri, 11/03/2021
Abstract: Se Chibundu Onuzo intitola ironicamente il suo secondo romanzo Benvenuti a Lagos, è perché Lagos a differenza della maggior parte delle altre città, non ha un cartello di benvenuto. Più che a una città infatti si ha accesso a un mondo, vero e proprio microcosmo dove duemila anime, ogni giorno, si riversano dalle campagne per realizzare i propri sogni. Cinque i protagonisti di questa fiaba moderna, tutti in cerca di un nuovo inizo. Chike Ameobi è un militare che viaggia con Yemi, suo subalterno: disertori incapaci di metabolizzare lo sterminio di civili perpetrato dal loro comandante sul delta del Niger. Lungo il cammino incontrano Fineboy, combattente di un gruppo di ribelli, che sogna di diventare un DJ radiofonico a Lagos. Incontrano anche la sedicenne Isoken, che salveranno dallo stupro di Fineboy e dei suoi compari ribelli, il cui padre si pensa sia stato ucciso dai guerriglieri. E infine la splendida Oma, donna in fuga da un marito ricco ma violento. È un promettente abbrivio dickensiano e, come in Dickens, le cose si complicheranno in fretta. I cinque decidono di rimanere insieme. Non hanno nulla di ciò che serve per sopravvivere a Lagos, né soldi né conoscenze. Però hanno la speranza. Si sistemano in un edificio abbandonato che, a quanto pare, non è mai stato ufficialmente espropriato. Il proprietario, il ministro dell'Istruzione Chief Sandayo, piomba lì una notte in fuga dalla "guardia di finanza", con una borsa contenente 10 milioni di dollari in contanti. I cinque occupanti decidono di appropriarsi del bottino e di tenere prigioniero il ministro. Ma che fare di tutti quei soldi? Il gruppo decide di usarli per edificare un'utopica Città del Sole.
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Una lepre con la faccia di bambina
Fandango Libri, 18/03/2021
Abstract: Pubblicato nel 1978, Una lepre con la faccia di bambina è frutto dall'esperienza, partecipe e sofferta, di Laura Conti, che all'epoca era consigliera e segretaria della Commissione sanità ed ecologia del Consiglio regionale lombardo e seguì personalmente, giorno per giorno, gli sviluppi del disastro di Seveso. Il romanzo racconta l'amicizia fra Marco, un dodicenne di Seveso, e Sara, sua coetanea figlia di immigrati meridionali che abita insieme alla sua numerosa famiglia vicino alla fabbrica Icmesa. Dopo l'incidente Sara consegna a Marco la sua gatta Carmelina, che sta molto male, per salvarla dall'abbattimento di tutti gli animali nella cosiddetta "Zona A", quella più vicina al disastro. Marco accetta, ma la gatta purtroppo peggiora e muore dopo pochi giorni. Nonostante gli abitanti di Seveso si illudano che il pericolo sia ormai alle spalle, all'evacuazione della Zona A segue molto presto quella della Zona B, dove si trova la casa della famiglia di Marco. Verranno tutti trasferiti in un hotel a spese della regione. Qui si incrociano i destini delle due famiglie tra problemi legati alla perdita del lavoro, pettegolezzi e paure per le possibili malformazioni fetali, con un finale potente e scandaloso per l'epoca: l'aborto clandestino. Dopo il successo in libreria con numerose ristampe, il libro è stato per molti anni tra i più consigliati nelle letture per le scuole. Un classico da riscoprire per una maggiore consapevolezza degli effetti dell'inquinamento e dei disastri ambientali. Una lettura coinvolgente e ricca di motivi di riflessione in tempi di pandemia e cambiamento climatico.
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Laura non c'è. Dialoghi possibili con Laura Conti
Fandango Libri, 18/03/2021
Abstract: Laura Conti non c'è. È morta il 25 maggio 1993, ma se fosse ancora viva avrebbe 100 anni, ed è così che la immaginano le autrici Barbara Bonomi Romagnoli e Marina Turi. Una donna pungente, divertente e con ancora tante cose da dire al mondo. Perché nonostante Laura Conti sia scomparsa dai grandi discorsi ambientalisti ed ecologisti della sinistra italiana degli ultimi trent'anni, le sue parole, il suo pensiero e le sue riflessioni sono ancora qui, a disposizione di tutte e tutti. Un libro fatto di dialoghi impossibili che diventano reali grazie alla forza della narrativa e dell'immaginazione. Sette incontri con altrettante donne con le quali affrontare i temi a lei cari: la pandemia e il lavoro, i disastri ambientali, la vita e la salute delle donne, l'ecologia, la caccia e l'aborto. Un libro che ci permette di conoscere una delle pensatrici più importanti del nostro paese, considerata a ragione la fondatrice dell'ambientalismo scientifico in Italia che per ragioni incomprensibili non ha trovato posto nei libri di storia e nel nostro patrimonio culturale.
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Fandango Libri, 25/03/2021
Abstract: Romanzo autobiografico e saggio a un tempo, Una strada senza nome – titolo tratto dal Libro di Giobbe – è un'opera a parte nel percorso letterario di James Baldwin che in queste pagine tesse e intreccia, in un crudo arazzo, fatti temporalmente e geograficamente lontani. La questione razziale è il fil rouge. Scritto, come l'autore tiene a farci notare, dal 1967 al 1971 tra New York-San Francisco-Hollywood- Istanbul-Saint-Paul-de-Vence, grazie al punto di vista del viaggiatore e alla distanza che ha potuto prendere dai fatti vissuti e conosciuti, il libro attiene un discorso, che a tratti ha quasi il tono di un sermone, intimo e storico in quanto Baldwin ci riconduce alla sua infanzia e agli avvenimenti della fine degli anni Sessanta (in particolare gli assassinii di Evers, Malcom X e Martin Luther King) per testimoniare e denunciare la violenza e l'ingiustizia che nascono e crescono nell'odio razziale. Apparso contemporaneamente nel 1972 in Francia, Inghilterra e America, questo documento resta di grande attualità, continuando la questione razziale a essere uno dei problemi più importanti e urgenti nel mondo occidentale. Straordinarie le pagine personalissime in cui James Baldwin tratteggia in vividi dettagli l'epoca vissuta a Harlem da bambino, giorni nei quali la sua coscienza si modellava troppo presto, giorni di eventi che segnarono per sempre dolorosamente il suo cuore.
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Fandango Libri, 01/04/2021
Abstract: Marlowe Jensen a 17 anni è appena tornata a scuola e a un vita "normale" dopo aver ricevuto un cuore di ricambio. Solo che la vita normale non è normale come avrebbe pensato: se prima del trapianto non era la reginetta della scuola, certo non lo diventa dopo, quando tutti la guardano come "la ragazza che doveva morire" e tutti le stanno con il fiato sul collo appena muove un passo. Poi è ossessionata dal contattare la famiglia del suo donatore anonimo, a cui scrive lettere senza ricevere risposta e di cui a un certo punto ricostruisce l'identità. A complicare il suo reinserimento ci sono la madre vegana integralista che la porta ai picchetti davanti al negozio del macellaio di zona, lo stravagante e adorabile fratellino Pip che si veste tutte le mattine come Dawid Bowie, le nuove amiche Carmen e Zan Cheung e poi Leo, il figlio del macellaio che si vendica delle manifestazioni che fa insieme alla madre e che la punzecchia con scherzi diabolici. Ma che significa una vita normale? Chi era il ragazzo di cui ha preso il cuore? Con un cuore in prestito è possibile innamorarsi? Alla ricerca di un suo posto nel mondo e di un'identità che le calzi, Marlowe imparerà a cavarsela da sola e a farsi guidare dal suo nuovo cuore nella sfida più difficile del mondo: amare e farsi amare.
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Fandango Libri, 08/04/2021
Abstract: L'anima della festa è una dark comedy cupissima ambientata a Milano. Tutto ruota intorno a Mia che giovane espatriata americana è arrivata nella capitale del Nord all'inizio degli anni 2000 per tuffarsi nel mondo della moda e della vita notturna milanese. È venuta in Italia per sfuggire ai suoi problemi ma ne ha trovati solo di nuovi e più glamour. Coinquiline che come lei mangiano solo junk food per risparmiare i soldi per un cocktail, case che sembrano baracche ma costano come suite, lavori molto cool ma super precari, fidanzati inaffidabili. Mia si abbandona agli alti e bassi che la droga e gli uomini possono offrire, solo per rimanere sempre e di nuovo sola con se stessa. Puoi perdere l'innocenza se non l'hai mai avuta? Tragico, divertente e acuto: Hacic-Vlahovic crea un romanzo Beat per la generazione di Instagram. La regina della festa vi lascerà in hangover e un timbro VIP sul cuore.
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Fandango Libri, 15/04/2021
Abstract: Questo libro insegue un desiderio: un linguaggio che non riduca le persone a categorie. Immaginiamo che la lingua sia un museo, dove si impara a conoscere presente e passato, oggetti e idee, sensazioni e sentimenti, e si imparano anche i nomi delle cose. Nelle sue sale, alcuni di noi camminano indisturbati, sono le persone "normali", coloro a cui non viene assegnato un nome unico che li definisca; altri invece sono etichettati, catalogati, ricondotti a gruppi – la donna, il musulmano, il gay, la lesbica, la persona disabile, il nero, l'ebreo – che ne semplificano la complessità. Kübra Gümüsay esplora la questione di come il linguaggio modella il nostro pensiero e determina la nostra visione politica. Dimostra come le persone diventano invisibili come individui se sono sempre viste come parte di un gruppo e possono esprimersi solo come tali. Ma come possono le persone parlare davvero come persone? E come possiamo tutti noi – in un momento di discorsi sempre più violenti e pieni di odio – comunicare gli uni con gli altri in modo diverso? Attraverso la lingua e l'uso spesso inconsapevole che se ne fa, Kübra Gümüsay racconta la società contemporanea che si dice multiculturale, e chiarisce come l'unico modo per usare la lingua in senso realmente democratico sia comprenderne le valenze politiche e capirne i meccanismi. Cosa significa legittimare come fossero opinioni discorsi razzisti, xenofobi, violenti che colpiscono le minoranze, le donne, le persone marginalizzate? Cosa significa per chi non è nella "norma" dover spiegare continuamente se stesso, le proprie scelte, la propria religione, il modo in cui ci si veste e chi si ama? In un saggio lucido e schiettissimo, a partire dalla propria esperienza e da quella dei molti con cui si è confrontata negli anni, Gümüsay rimette la lingua al centro del nostro agire politico e denuncia come l'incitazione all'odio, la violenza verbale abbiano conseguenze che nessuno può permettersi di non prendere in considerazione.
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Fandango Libri, 15/04/2021
Abstract: Andrea Delvento alla soglia dei trent'anni è il "capitano coraggioso" del Teramo Calcio. Nato nell'hinterland milanese ma di origini calabresi e rimasto presto orfano, ha fatto di tutto per diventare un calciatore, non un campione, ma tanto da poterci vivere. Dopo una partita memorabile e la promessa che qualcosa finalmente cambierà, Andrea ha un incidente che gli stronca la carriera. Tornato in Lombardia, si sente messo da parte, accumula rabbia e dopo una rissa si ritrova in carcere. È lì che incontra compare Raffaele, che gli offre la sua protezione. Quando esce, in cambio, gli chiede di consegnare un messaggio. E la sua vita ha una svolta. Andrea, diventato involontariamente un messo di 'ndrangheta, inizia la sua scalata nell'Onorata Società. A seguire le tracce della malavita in Lombardia è il colonello Alberto Ricci della caserma di Monza, che intercetta casualmente i primi movimenti di Andrea, e da lì, pezzo su pezzo, ricostruisce la mappa 'ndranghetista nel Nord Italia, tra funerali di notabili, appalti truccati, sversamenti, riciclaggio di denaro sporco, omicidi, carichi di droga, viaggi all'estero e settori deviati delle istituzioni. Tra loro due, in un continuo rimando tra Lombardia e Calabria, affiorano le vite di altre persone: un giovane giornalista di Reggio, un imprenditore brianzolo e sua moglie, un magistrato depresso, una ex modella dell'Est e tanti altri che, in un racconto corale, vengono risucchiati in un'unica infinita spirale. In un libro avvincente e documentatissimo, che prende spunto della maxi indagine "Crimine - Infinito", Barbarossa & Benelli raccontano le molteplici ramificazioni di una miliardaria rete criminale, partendo dalla strage di Duisburg in Germania, la prima