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Impronte di nascita
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Libri Moderni

Grando, Monica <1981->

Impronte di nascita : iscrivere la propria storia attraverso le memorie perinatali : un viaggio per riconnettersi all'essenza e accendere la luce dell'anima / Monica Grando

Anima Edizioni, 2025

Abstract: Impronte di nascita ci accompagna in un viaggio profondo nei 27 mesi che vanno dal preconcepimento ai primi mesi dopo la nascita, per esplorare le memorie perinatali che ci hanno plasmati. Ogni capitolo intreccia intuizioni e strumenti pratici per futuri genitori, adulti in cammino e professionisti della relazione d’aiuto. Attraverso la consapevolezza di queste impronte, è possibile riscrivere il proprio vissuto, accogliere la propria storia con amore e ritrovare l’armonia con la propria essenza. Un invito alla guarigione e alla celebrazione della sacralità della vita.

Cambia tutto... e vinci!
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Libri Moderni

Patterson, James <1947- ; scrittore> - Leddin, Patrick

Cambia tutto... e vinci! : [come prendere il controllo del tuo futuro] / di James Patterson, Patrick Leddin ; traduzione di Allegra Panini

Longanesi, 2026

Nuovo Cammeo ; 738

Abstract: Vivi una vita piena di potenzialità, non di limitazioni: è questo il mantra di James Patterson, che di sicuro lo ha applicato alla propria esistenza. Milioni di libri venduti in tutto il mondo, premi prestigiosi, autore da Guinness dei primati per il numero di volte in cui è stato in cima alle classifiche: un successo del genere non capita per caso, è il frutto di mosse ben studiate e decisioni prese con attenzione. Oggi, per la prima volta, Patterson ha scelto di condividere con i lettori il suo segreto: cambiare tutto, sempre. Non accontentarti mai dello status quo, sfida la routine, affronta la paura dell'ignoto e trasforma il disagio in energia creativa: è questa la lezione più preziosa che Patterson ha appreso sul campo molti anni fa quando, all'apice di una brillante carriera nel marketing, decise di lasciare tutto per seguire la passione e dedicarsi alla scrittura. Un azzardo per qualcuno, una mossa strategica per chi, come lui, conosce il vero potere del rinnovamento e sa che, nel momento in cui rompi la routine – cambi tutto –, si sprigionano forze creative in grado di guidarti nella costruzione di una vita pienamente appagante. In queste pagine, accompagnato da un grande esperto di leadership come Patrick Leddin, Patterson firma un vero e proprio manifesto dell'arte di rivoluzionare tutto – la total disruption, come la chiamano gli americani. Il libro ne analizza le fasi attraverso storie coinvolgenti, esercizi pratici e un metodo facile e infallibile. Sei pronto a mettere tutto in discussione e a diventare l'artefice del tuo destino?

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita
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Libri Moderni

Giacobbe, Giulio Cesare

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita / Giulio Cesare Giacobbe

5. ed

Milano : Ponte alle Grazie, 2023

Abstract: A giudicare dal titolo, questo libro sembra una belinata, ma in realtà è serissimo: è infatti un manuale pratico di auto-prevenzione e autoterapia delle nevrosi, che si avvale di tecniche psicologiche orientali come lo yoga e il buddhismo zen (materia sera, no?) Dietro a questo titolo provocatorio si nasconde un manuale pret-à-porter che qualunque nevrotico dovrebbe tenere in tasca e non abbandonare mai, specie nei momenti peggiori. Esso utilizza tecniche yoga, buddhiste e zen, praticate da secoli dai nevrotici orientali ma esportabili anche a noi poveri uomini e donne dell'occidente. La nevrosi - in particolare la sua forma più diffusa, la nevrosi ansioso-depressiva di cui soffre oggi la maggior parte della gente – ci sommerge di ansie e paure che ci impediscono di gioire della vita e dei rapporti con gli altri. Eliminando il pensiero nevrotico (le seghe mentali), e ritornando a quella realtà da cui esso ci allontana (e questo libro espone le tecniche che ci permettono di farlo), noi impariamo a godere della vita e delle cose che ci stanno intorno e che ormai non vediamo quasi più. Il primo passo per avvicinarsi alla realtà e piantarla con la paranoia è ridere, e questa è la principale ragione - ma non l'unica - del linguaggio “indecente” e dell'umorismo con cui l'autore illustra le sue teorie.

La madre di tutte le domande
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Libri Moderni

Solnit, Rebecca

La madre di tutte le domande : riflessioni sul femminismo e il potere / Rebecca Solnit ; illustrazioni di Paz de la Calzada ; traduzione di Alba Bariffi

Milano : Ponte alle Grazie, 2026

Saggi

Abstract: Rebecca Solnit non si stanca di demolire i pilastri del patriarcato. Lo fa con precisione, lucidità, ironia e molta intelligenza, oltre che con l'eleganza che contraddistingue la sua prosa. Se in "Gli uomini mi spiegano le cose" aveva messo in luce la prepotente arroganza con cui gli uomini pensano di poter mettere a tacere le donne sul piano della competenza, della cultura, della conoscenza, qui Solnit affronta tra gli altri temi quello della condanna delle donne a essere per prima cosa ‘fattrici', unico modo in cui possano veramente realizzarsi. E dunque le donne si trovano spesso a dover rispondere alla domanda: perché non hai fatto figli? Come se fare figli fosse l'unica possibilità di realizzare un'esistenza e la felicità. Le donne, che vengono messe a tacere in mille modi, che hanno bisogno di narrazioni che non stigmatizzino la loro vita, non sono tenute a rispondere. Questa e altre resistenze compongono la mappa di questo libro che raccoglie – da social media, letteratura, cronaca e cultura popolare – storie di umiliazioni femminili e di aggressioni maschili perché raccontare le storie delle donne al mondo cambierà il modo in cui il mondo tratta le donne.

La gentilezza dell'alpaca
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Libri Moderni

McCartney, Jennifer <1980->

La gentilezza dell'alpaca / Jennifer McCartney

HarperCollins, 2020

Abstract: Più intraprendente di un bradipo, più riflessivo di una lontra, l'alpaca è un po' il Dalai Lama degli animali, con moltissime virtù da insegnarci. Esiste forse un guru migliore? L'alpaca è saggio, educato, scrupoloso e gentile, lasciatevi ispirare da questo incredibile animale. L'alpaca: ecco a voi l'animale che può insegnarci a vivere meglio, in maniera più profonda e soddisfacente, o almeno a rilassarci e goderci le piccole cose. Le sue giornate sono fatte di una tranquilla contemplazione e di un'empatica e amichevole interazione con i suoi simili. È anche un animale pulito, organizzato e con una chioma davvero invidiabile. Questo libro raccoglie tutti gli studi scientifici applicati sui pregi dell'alpaca, sui benefici dell'aiutare gli altri, sul valore dell'osservazione, e anche molte citazioni e quiz per interiorizzare al meglio le caratteristiche di questo animale arruffato e applicarle nella nostra quotidianità, dall'amicizia all'amore, dalla casa al lavoro.

La filosofia della lontra
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Libri Moderni

McCartney, Jennifer <1980->

La filosofia della lontra / Jennifer McCartney ; traduzione di Claudia Lionetti

HarperCollins, 2019

Abstract: Le lontre sono degli animali tenerissimi, amano giocare, sonnecchiare, stare in compagnia e mangiare. Tutti ottimi motivi per prendere ispirazione da loro e dare un po’ di brio a un’esistenza spesso troppo grigia e seriosa. Perciò lasciatevi andare e riscoprite il vostro lato giocherellone, proprio come fanno le lontre. Giocherellone, curiose, chiacchierone e affettuose, le lontre sono proprio così! A loro piace osservare il mondo con occhi pieni di meraviglia, cercando sempre il divertimento, piccole gratificazioni immediate e qualche risata. Imparate da questi teneri animali a dedicare un momento della giornata solo per voi e divertirvi, ne trarrete dei benefici incredibili: meno stress e tanta felicità e creatività in più. Con questo libro potrete apprezzare la saggezza della lontra e provare un profondo senso di benessere. Concedetevi un po’ di sano spasso nella vostra quotidianità e sarete pronti a cogliere al volo ogni nuova opportunità, a godervi la vita da brave lontre!

Il libro delle emozioni
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Libri Moderni

Serreli, Silvia <1974->

Il libro delle emozioni / Silvia Serreli

Giunti, 2017

Abstract: Tea è felice! Ma qualche volta si arrabbia e si sente un po' strana. Altre volte invece succede qualcosa che la rende triste... però non dura tanto, per fortuna! La vita è così, piena di emozioni diverse! E visto che è importantissimo, fin da piccoli, sapere gestire le emozioni belle e brutte di ogni giorno, Tea arriva in soccorso dei suoi piccoli amici affrontando 5 emozioni diverse e dando qualche consiglio pratico per imparare insieme un modo per affrontarle.

Cuori di carta
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Libri Moderni

Puricelli Guerra, Elisa <1970->

Cuori di carta / Elisa Puricelli Guerra

San Dorligo della Valle (Trieste) : Einaudi ragazzi, 2012

Abstract: Tutto inizia con un messaggio lasciato dentro un libro da una ragazza. Un compagno di scuola lo trova e i due cominciano a scriversi senza incontrarsi mai. Non si firmano neppure con i loro veri nomi, ma come Una e Dan, i protagonisti del libro. Anche se non si riconoscono, forse si vedono tutti i giorni. È Una la rossa che sorride come se si fosse appena ricordata qualcosa di buffo? È Dan il biondino con gli occhi verdi da gatto che vedono dentro le persone? I due ragazzi cercano di scoprirsi attraverso quello che si scrivono, si punzecchiano, flirtano, e si rivelano uno all'altra come forse non sarebbero mai riusciti a fare di persona. A poco a poco, però, dalle loro parole emerge una realtà sempre pili strana e inquietante. Dove si trovano davvero Dan e Una? Che posto è l'Istituto che frequentano insieme a migliaia di altri ragazzi? Si tratta di un collegio? Di una scuola speciale? Di un riformatorio? E perché tutti i giorni devono prendere una medicina che cancella i loro ricordi? Dan e Una continuano a scriversi e a registrare tutto, finché la realtà, più cruda e feroce di qualsiasi storia nei libri, irrompe nelle loro vite e li costringe a uscire allo scoperto. Età di lettura: da 12 anni.

La Bella e la Bestia
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Videoregistrazioni: DVD

La Bella e la Bestia [Videoregistrazione] / regia di Bill Condon ; prodotto da Walt Disney

: Walt Disney studios home entertainment, 2017

Abstract: Villeneuve e' un paesino immerso nella provincia francese, dove la vita scorre lenta e monotona. Belle, figlia di Maurice, un eccentrico artista locale, sogna per se' una vita diversa. Un giorno, dopo essere stato attaccato da un branco di lupi sulla strada del mercato, Maurice trova rifugio in un castello in rovina, non sapendo che quel luogo oscuro e misterioso e' in realta' la dimora di una temibile Bestia. Il padrone del castello, su tutte le furie per l'intrusione, rinchiude il malcapitato in una torre gelida e Belle, preoccupata, si mette alla sua ricerca...

Il campo del vasaio
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Libri Moderni

Camilleri, Andrea <1925-2019>

Il campo del vasaio / Andrea Camilleri ; con una nota di Salvatore Silvano Nigro

Palermo : Sellerio, copyr. 2008

Abstract: Su un terreno nei dintorni di Vigàta, buono solo per ricavarne creta per i vasai, viene trovato il cadavere di un uomo. Sfigurato, squartato, chiuso in un sacco affiorato dopo una forte pioggia. Non si sa chi sia lo sconosciuto, ma nel frattempo una donna del paese denunzia la scomparsa del marito, un colombiano di origini siciliane, imbarcato su navi di lungo corso che fanno la spola tra il Sud America e l'Italia. È a quel punto che il commissario Montalbano si ricorda del racconto del Vangelo - il tradimento di Giuda, il pentimento, i trenta denari scagliati a terra e poi utilizzati per comprare il campo del vasaio per dare sepoltura agli stranieri. Semplici coincidenze? Il corpo della vittima è stato smembrato in trenta pezzi, il terreno in cui è stato ritrovato è buono per i vasai, il colpo di pistola alla nuca nel codice d'onore sta a significare tradimento, senza contare che il morto era uno straniero. Ma le convergenze sembrano costruite con troppa arte e anche se il delitto ha tutte le caratteristiche di un omicidio di mafia, Montalbano sente odore di bruciato. I tradimenti nel romanzo non si contano: quello di Mimì, nei confronti di Beba ma anche dell'amico e superiore Salvo con cui sgomita per avere un ruolo da protagonista nelle indagini, quello di Dolores, la bellissima moglie del morto ammazzato, quello dello stesso commissario che è costretto a barcamenarsi tra segreti e bugie per giungere alla verità.

Olive Kitteridge
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Libri Moderni

Strout, Elizabeth <1956->

Olive Kitteridge / Elizabeth Strout ; traduzione di Silvia Castoldi

Fazi, 2009

Abstract: In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi. Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana - e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi.

Porco Rosso
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Videoregistrazioni: DVD

Porco Rosso [Videoregistrazione] / regia di Hayao Miyazaki

: Luckyred homevideo, 2011

Abstract: Alla fine della prima guerra mondiale gli aviatori, ormai disoccupati, diventano "pirati del cielo" seminando il terrore con l'attacco delle rotte navali sull'Adriatico. Marco Pagot, alias Porco Rosso, per via del suo volto che per effetto di un misterioso incantesimo si è tramutato nel muso di un maiale, è un cacciatore di taglie che, con il suo biplano rosso fuoco, si presta a contrastare i pirati e a recuperare quanto viene da loro rubato. I Pirati del cielo, stanchi di essere perennemente inseguiti da questo "giustiziere" a pagamento, decidono di eliminarlo. Per farlo si servono di Donald Curtis, un bellissimo aviatore americano privo di scrupoli. L'incontro tra i due rivali avviene in un ristorante dove Marco è a cena con Gina, un'affascinante cantante di cui l'aviatore è sinceramente innamorato. Anche Curtis rimane senza fiato dinanzi alla bellezza di Gina e cerca in ogni modo di conquistarla. Quando l'aereo di Marco viene abbattuto, ad aiutarlo accorre Fio, la figlia 17enne del costruttore di aerei innamorata di lui che gli offre di aiutarlo se potrà accompagnarlo nella sfida decisiva contro Curtis. E quando il prestante aviatore inizia a corteggiare anche Fio giunge l'ora della battaglia. "Arriva con grande e inspiegato ritardo (diciotto anni) in Italia un cartone animato molto divertente e romantico di Miyazaki con un eroe palesemente ispirato al Barone Rosso, ambientato in Italia nel 1929. (...) Il disegno spettacolare e incantevole contribuisce al fascino del suino." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 novembre 2010) "La matita del maestro dell'animazione disegna i cieli dell'Italia 1920, striati di nuvole pastello dove i fantasmi dei piloti caduti evaporano come fantasmi di luce. Il cartoon forse più personale dell'autore del 'Castello errante di Howl', fondatore del celebre Studio di Tokyo, la fabbrica di 'Anime' che ha influenzato il cinema di carta e di pixel. (...) Questo capolavoro del 1992 concentra tutte le passioni del suo creatore, amante dei paesaggi mediterranei ed esperto in aereonautica, eredità della famiglia che costruiva apparecchi militari (...) durante il secondo conflitto mondiale. (...) C'è in questo film dell'assurdo l'idea di una metamorfosi rigenerante, forme in movimento che si scambiano i ruoli, macchine pensanti e divinità della Terra entità vivente, la Gaia di James Lovelock. Quello di Miyazaki è l'universo dell' 'altro assoluto'." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 12 novembre 2010) Note - EVENTO SPECIALE ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005). - PRESENTATO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010) NELLA SEZIONE 'OCCHIO SUL MONDO|FOCUS - RETROSPETTIVA STUDIO GHIBLI'.

Avatar
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Videoregistrazioni: DVD

Avatar [Videoregistrazione] / regia di James Cameron

: 20th Century Fox home entertainment, 2010

Abstract: Jake Sully, ex-marine ferito e paralizzato dalla vita in giù durante un combattimento, per partecipare a un programma chiamato 'Avatar', grazie al quale avrà nuovamente un corpo sano, arriva sul pianeta Pandora, abitato dalla razza umanoide dei Na'vi. Tuttavia, a sua insaputa Jake sarà reclutato per invadere il pianeta e ben presto si troverà costretto a scegliere se combattere per gli invasori o unirsi alle forze indigene. "Hanno detto che 'Avatar' era la terza rivoluzione del cinema, dopo il sonoro e il colore. Un'esagerazione, certo: e tuttavia il kolossal sognato-realizzato da Cameron è un'esperienza di cinema totale, assoluta; 166' senza un solo minuto di noia, (...) rappresentano anche la summa di tutto il cinema post-moderno. Dal western (la storia, in fondo, è una parafrasi di quella di 'Pocahontas'), al film di guerra nella jungla, all'intero repertorio del fantasy e della fantascienza. Dove il pianeta Pandora diventa un mondo parallelo non indegno delle tolkieniane Terre di Mezzo rese celebri dal 'Signore degli anelli'." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 16 gennaio 2010) "Molto, molto bello: e intelligente, divertente, commovente. Avatar, termine derivante dal sanscrito che significa 'incarnazione'. (...) Si sa che il regista ha aspettato per anni che lo sviluppo della tecnologia gli permettesse di girare Avatar come voleva. Il processo chiamato «performance capturing» e i progressi compiuti nell'animazione dalla società Weta del regista neozelandese Peter Jackson glielo hanno consentito: il risultato è straordinario. Certo, la tecnologia è andata più avanti del moralismo: le donne azzurre di Pandora portano tutte il reggipetto." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 gennaio 2010) "Il tema non è nuovo (anche se le idee cui quegli alieni si ispirano sembrano aggiornate dalle tendenze New Age) e così la polemica contro i conquistatori d'ogni epoca pronti a cancellare le civiltà che li hanno preceduti, ma se il film piacerà (e già si sa che piace) il merito è quasi soltanto di quei mondi persi nello spazio in cui l'azione si muove. Non solo quei curiosissimi alieni che, pur con una lingua propria, parlano anche inglese, ma una serie variopinta di animali feroci e fantasiosi che si agitano in scenari colorati resi anche più vistosi dagli effetti di profondità che la 3D vi suscita in mezzo. I ritmi, spesso incalzanti, possono suggestionare, le immagini, in cifre d'incubo, possono conquistare (almeno la vista). Questo voleva Cameron e questo ottiene. Il resto, almeno a me, interessa poco, ma non mi sostituisco al pubblico." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 10 gennaio 2010) "Un successo che suona l'allarme per i columnist intergalattici, i «moderatori» dell'immaginario, scesi numerosi sulle colonne dei giornali per imbrigliare le pulsioni violente del pubblico di massa, e pronti a denunciare l'estremismo infantile di 'Avatar'. Per ristabilire l'ordine (ir)reale costituito e riconfermare il loro status di sentinelle della cultura, ricorrono a concetti come stereotipo, favola, manicheo, che detto per il cinema, con disprezzo, fa ridere. Decodificata da almeno un secolo di visioni, la narrazione simbolica ha i suoi linguaggi ed eroi, i suoi rimandi alla memoria collettiva. Le armi spuntate dei centristi non avranno la meglio, ma se è giusto «spaventarsi» davanti ad 'Avatar', è meglio recuperare la capacità di «vedere». Anche con i molesti occhialetti in 3D." (Marluccia Ciotta, 'Il Manifesto', 15 gennaio 2010) "La trama di 'Avatar'? Niente di particolarmente originale, con quel po' di panteismo che fa tanto new age alla moda (e non sono poche le critiche in questo senso, piovute sulla pellicola dalla stampa americana). (...) Non è comunque, per fortuna, il succo della storia o il suo fine a contare in un film come 'Avatar'(...). E la maestra tecnica, a dir poco superba, di Cameron, che per questo film ha speso quattro anni di lavoro. Mai abbiamo assistito, in un film di fantascienza, a scene così insolite, così suggestive. Non c'è un momento di pausa in un lungometraggio anche troppo lungo. (...) Non tutto nell'opera di Cameron è adatto agli spettatori più giovani; piacerà invece agli adolescenti e a molti adulti, che seguiranno senza mai distrarsi i notevoli effetti speciali inventati dal regista e valorizzati dal 3D." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 10 gennaio 2010) "Tanta stupefacente tecnologia da incantare, ma poche emozioni vere, emozioni umane per intendersi, in un mondo di alieni pur eccezionalmente immaginato e rappresentato. Tuttavia l'attesissimo film di James Cameron 'Avatar' (...) non deluderà le aspettative degli appassionati del filone fantascientifico. Infatti con 'Avatar', la pellicola più costosa della storia (oltre 400 milioni di dollari, lancio compreso), la magia del cinema si rinnova in tutta la sua forza immaginifica. Del resto la rilevanza del film sta nell'impatto visivo più che nella storia, piuttosto scontata, e nei messaggi peraltro non nuovi, già al centro, talvolta con ben altro spessore, di diverse pellicole alle quali il regista si richiama più o meno apertamente, da 'Piccolo grande uomo' a 'Balla coi lupi', da 'Un uomo chiamato cavallo' a 'Pocahontas'. L'innovativo 3D, unito alla rivoluzionaria tecnica 'performance capturing' che coglie anche le espressioni degli attori per trasporle in animazione digitale, porta l'esperienza visiva a livelli mai visti. A cominciare dalla qualità dell'ambiente in cui si svolge l'azione, con una tridimensionalità che non punta a 'bucare' lo schermo, ma a rendere la scena avvolgente, con una profondità che avvicina molto alla realtà e una maggiore nitidezza di dettagli. D'altra parte Cameron ha tenuto questo progetto nel cassetto per 10 anni - la prima idea è del 1995, la realizzazione è iniziata nel 2005 - proprio perché allora non c'erano i mezzi tecnici per rendere sullo schermo quanto da lui immaginato. E siccome è uno sperimentatore, il regista non si è limitato a usare tecniche di computer grafica già conosciute, ma ne ha inventate altre. E il risultato è affascinante. (...) Cameron punta, dunque, su un racconto di portata universale, facilmente condivisibile nella sua semplicità ed efficacia, che narra un evento più volte ripetutosi nella storia dell'umanità: le violenze e i soprusi, non di rado sfociati in genocidio, compiuti da civiltà considerate più avanzate per soppiantare o sottomettere, per smania di potere e ancor più per interesse, le culture indigene. Un tema che negli Usa si riflette nel mito della frontiera e nella guerra dei bianchi contro le popolazioni dei nativi, ma che può essere fatto risalire ad altre colonizzazioni e adattabile anche a più recenti guerre. Ma Cameron, più concentrato sulla creazione del fantastico mondo di Pandora, sceglie un approccio blando; racconta senza approfondire e finisce per cadere nel sentimentalismo. Il tutto si riduce a una parabola antimperialista e antimilitarista facile facile, appena abbozzata, che non ha lo stesso mordente di pellicole più impegnate su questo fronte. Analogamente il sotteso ecologismo si impantana in uno spiritualismo legato al culto della natura che ammicca non poco a una delle tante mode del tempo. La stessa identificazione dei distruttori con gli invasori e degli ambientalisti con gli indigeni appare poi una semplificazione che sminuisce la portata del problema. Ciò detto, resta l'indubbio valore del film per il suo eccezionale impatto visivo. Se serviva una nuova frontiera per il cinema di fantascienza, 'Avatar' l'ha segnata, spostandola molto in avanti. E il record di incassi - che peraltro appartiene a un altro lavoro di Cameron, 'Titanic' (1997) - potrebbe essere superato. Del resto lo spettacolo vale il prezzo del biglietto." (Gaetano Vallini , 'L'Osservatore Romano', 10 gennaio 2010) "Denso di cinema che fu, da 'E.T.' al 'Soldato blu', da 'Star Wars' a 'Matrix' e prodigo del cinema che sarà. (...) 'Avatar' riporta la Settima Arte al centro della scena (non solo mediatica) globale: già capitolo fondamentale della Storia del Cinema e fenomeno di costume, veste eco-pacifista, predica la connessione alla Rete Natura e offre all'alieno il primo privilegio dell'uomo: dare il nome. Perché, anche su Pandora, lo è un altro." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto quotidiano', 14 gennaio 2010) "Che 'Avatar', il super-mega-maxi-kolossal di James Cameron quanto a trama fosse un po' deboluccio si sapeva, e della cosa si era malignato più che abbastanza. Ma che il plot del campione di incassi di quest'anno fosse la storia di 'Pocahontas' coi nomi e poco altro cambiato no, non l'aveva immaginato nessuno." (Marco Gorra, 'Libero', 12 gennaio 2010) "Record di copie in 3D, 414, praticamente il 100% del territorio, 932 copie in totale: almeno il primo dei record da battere 'Avatar' l'ha già superato. La corsa a ostacoli della favola fantascientifica green, buonista, ecologicamente corretta firmata James Cameron comincia finalmente anche in Italia con molti traguardi davanti." (Alessandra Magliaro, 'L'Eco di Bergamo' 15 gennaio 2010) "Ma 'Avatar' non è già più solo film. Porta infatti la firma di James Cameron, che lo considera a tuffi gli effetti una costola del suo film blockbuster, il videogioco 'Avatar', (...) I nonni illustri furono, nientemeno che i Fratelli Lumière, che misero a punto nei primi anni Venti del Novecento quell'immagine stereoscopica che oggi ritrova profondità di visione grazie agli occhiali polarizzati. Ciò che però fa di 'Avatar' una pietra miliare del cinema contemporaneo è anche un'idea della rappresentazione che stravolge abitudini consolidate, sul piano dell'immaginario, del colore, della costruzione d'ambienti e racconto. Da questo punto di vista si ricollega ad alcuni passi fondamentali della storia della settima arte." ('La Provincia', 15 gennaio 2010) "Dell'imponente kolossal di James Cameron 'Avatar' (14 anni di lavorazione, almeno 300 milioni di dollari di investimento) è inutile scrivere più di un abbozzo di trama, vista la complessità, o meglio la profondità della storia che, l'hanno detto tutti, ha rivoluzionato l'idea di cinema finora vigente. Mettendo, essenzialmente, la tecnologia più avanzata a completo servizio dei sentimenti. Operazione riuscita in pieno, accolta da noi umani come un dono divino, e che ha diverse ragioni per essere ritenuta epocale. Una su tutte: un film del genere non può essere fruito che davanti al grande schermo, magari provvisti di occhiali 3D. Essendo il film in questione imperdibile per ogni tipologia di pubblico, il sillogismo si traduce nei record di incassi già registrati da Avatar e nella sconfitta del download illegale. L'idea commovente di milioni di spettatori che si staccano dal pc ed entrano nei cinema (forse per la prima volta) si sposa poi con la natura stessa della pellicola, volutamente didattica e semplice da decifrare. Ecologia, pacifismo, altruismo, lealtà. Concetti inflazionati nella moderna industria culturale, ma mai dosati con la certezza matematica di avere per le mani un così dirompente strumento di massa. Vogliamo credere che, se fra i bambini del mondo di oggi si aggirasse un futuro Hitler, la visione di 'Avatar' sia capace di neutralizzare ogni suo malvagio proposito." (Diego Carmignani, 'Terra', 15 gennaio 2010) "E adesso, povero cinema? Che sarà adesso del cinema, specialmente di quello povero, dopo che James Cameron ha di nuovo colonizzato la nostra immaginazione come all'epoca fece con 'Terminator'? Sembra essere passato un secolo, e forse cinematograficamente è così. (...) 'Avatar' è un film grandioso ma anche un grande film. Il che non significa che ci abbia strappato l'applauso. Ma è difficile rimanere impassibili di fronte a qualcosa che ci sembra destinato a lasciare il segno nella storia del cinema. Non è un caso se anche uno dei critici più scettici come Roger Ebert ha ammesso che dopo essersi seduto in sala ha ricevuto la stessa impressione provata nel 1977 durante la visione di 'Star Wars' (e di essere stato costretto a ricredersi come per 'Titanic'). Il fatto è che il regista Cameron riesce quasi sempre a mantenere ciò che promette. Si può non essere d'accordo sulla sua scelta tecnologica così dannatamente estrema, sul fatto che dopo aver visto per la prima volta un film in 3D abbia dichiarato che non avrebbe mai più realizzato un film normale così decretando la fine, dal suo punto di vista, del cinema tradizionale (ebbene sì, per noi è sempre viva il 2D! ). Ma poi dimostra immancabilmente di essere in grado di padroneggiare le nuove tecniche di ripresa come nessun altro. Non solo, dimostra anche di saperle portare sempre un pò più oltre. Ma c'è anche un'altra cosa in 'Avatar' che ci dà la sensazione di trovarci di fronte a una svolta. (...) due fratelli che si danno il cambio (al paraplegico viene promessa come ricompensa una costosissima operazione per il recupero della funzionalità degli arti inferiori) sembrano rappresentare il passaggio di testimone tra un cinema che muore e un altro che sta nascendo. Ma questi per nascere ha bisogno di entrare in un altro corpo e di abbandonare il proprio, ormai difettoso, superato. Per questo è necessario che l'anima, che comunque del corpo è elemento fondante, trasmigri con tutti i suoi ricordi in un corpo nuovo più efficiente. Si muore (il corpo umano muore), e ci si migliora (si diventa avatar). Il concetto vi sarà ancora più chiaro dopo avere visto il film. Come diceva Caterina Caselli «non sarà facile ma sai, si muore un po' per poter vivere». In fondo l'evoluzione (e il cinema non fa eccezione) risponde a delle regole: ci si migliora, a volte, ma sempre si cambia." (Alessandro Boschi, 'Liberal', 15 gennaio 2010) "Piacerà a quelli che vanno al cinema come al parco delle meraviglie. Gli occhi e le orecchie sono appagati per due ore e 40 minuti di fila, senza rilevanti interruzioni. James Cameron, mai rimasto indietro nel progresso tecnologico (come era evidente anche nel suo unico flop, 'Abyss' ) qui supera gagliardamente ogni suo exploit precedente. Tra effetti cromatici, battaglie, mostri antidiluviani, 'Avatar' arriva alla frontiera di tutto quanto è stato tecnicamente possibile nell'anno di grazia 2009. Difficile, anzi impossibile, offrire spettacolarmente oggi qualcosa di meglio della favolosa pietanza messa in tavola dal redivivo James. Difficile, anzi possibile, oggi. Ma non nel 2012 o nel 2013. La tecnica, non possiamo dimenticarlo, fa in questi anni passi da gigante. Il 'non plus ultra' odierno è destinato a diventare pressoché obsoleto nel giro di pochissimo tempo. Dieci anni fa, quando Ridley Scott introdusse il digitale nel kolossal ('Il Gladiatore') sembrò il balzo in avanti del secolo, e oggi quei livelli possono essere raggiunti anche da una produzione a medio budget. (...) Ma il difetto maggiore, quello che non pone Avatar all'avanguardia del cinema, ma semmai alla sua preistoria, è il conflitto individuale, il disegno dei personaggi. Cosa ha fatto diventare subito la settima arte un'arte popolare? L'emozione, il coinvolgimento coi personaggi. Cameron è riuscito sempre a coinvolgere: con la madre di 'Terminator', l'astronauta di 'Aliens' , i naufraghi di 'Titanic'. Qui però ha manovrato solo pupazzetti: innamorati grullamente disneyaini, stregoni di favola e un comandante dei marines, trucido e unidimensionale come lo incontri solo in un cattivo da fumetto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 15/01/2010) "Se la domanda fosse «vale la pena di vederlo», la risposta sarebbe sì, naturalmente. Con la raccomandazione dì cercarvi lo schermo più grande possibile e l'apparato audio/video al massimo livello. Qualora v'interessi andare al sodo e sapere se il film è bello, la risposta è ancora un sì convinto. Se a questo punto però pretendereste la notizia di un nuovo capolavoro firmato James Cameron, dobbiamo optare per il no: per niente apocalittico, polemico o malevolo, ma pur sempre un no. 'Avatar', rigorosamente da vedersi nella profondità di campo suggestiva (ma non sconvolgente) garantita dal 3D, riflette più di una curiosa contraddizione dell'autore. (...) Una specie di parabola new age o neo hippy inserita nell'ingranaggio colossale e rutilante di un blockbuster di ultima e costosa generazione. Certo davanti a un film che aspira a essere di culto è un po' pedante concentrarsi sulla trama, che dovrebbe e vorrebbe essere a rimorchio di una scrittura inventiva, alcuni personaggi memorabili e un 'quid', spesso misterioso, di saggezza, suspense ed emozione. (...) E' del tutto evidente come la chiave narrativa si rispecchi nei classici film pro indiani della Hollywood progressista: purtroppo, però, in quelli che si limitano a rovesciare banalmente il razzismo - da «Soldato blu» a «Pocahontas» - piuttosto che in quelli tormentati e anti-manichei come «Piccolo grande uomo» o «Un uomo chiamato cavallo». (...) il perno principale su cui ruota 'Avatar' resta, infondo, l'ex marine, interpretato solo diligentemente dall'australiano Sam Worthington (...) per noi, paradossalmente, il vero difetto di 'Avatar' è quello di fare prevalere le vecchie solfe del selvaggio buono & onesto sull'imprevedibile vertigine dei sentimenti futuribili." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 10 gennaio 2010) "A leggerlo con una certa attenzione, di là dalla spettacolarità degli effetti e dalla seduzione del 3-D, 'Avatar' conferma una legge costante del grande cinema americano: dietro ogni blockbuster che si rispetti non c'è solo l'industria, di solito tacciata di cinismo (ammesso che investire per incassare sia un crimine), ma un intelligente connubio fra tradizione e modernità. Almeno a partire dalla saga di 'Guerre Stellari', dalla tradizione deriva il mito, la modernità ci mette le tecnologie e le tematiche di attualità. In queste operazioni, certo, i plot soffrono di una certa ripetitività, il lieto fine è d'obbligo, e noi non crediamo mai sul serio che l'eroe ci lasci la pelle. E però è dai blockbuster che si comprende la temperatura emotiva dell'America, ciò che alla gente sta più a cuore. E maggiore è la risonanza fra la storia raccontata e il sentimento della gente, maggiore è il successo. (...) 'Avatar', oltre i trucchi e il digitale, è, da un lato, un omaggio critico alla Storia americana, dall'altro un grido d'allarme in chiave ecologista. (...) Completa il quadro un'iconografia dichiaratamente new-age, fatta di corpi filiformi e asessuati (...). Come dire: carichi di sensi di colpa per i danni arrecati in passato, in un momento di crisi, per scongiurare nuove sciagure, ci aggrappiamo alla saggezza degli antichi. La nuova sfida di Hollywood sta dunque in questa domanda di fondo: ci salverà dalla catastrofe un'inedita alleanza fra progressismo e misticismo? A giudicare dai risultati di Copenaghen si direbbe proprio di no. Ma perché disperare? Dopotutto, chi l'ha detto che il lieto fine esiste solo al cinema?" (Giancarlo De Cataldo, 'Il Messaggero', 10-01-2010) "'Avatar' non è semplicemente un film, o kolossal che dir si voglia: è una cosmogonia, una battaglia tra mondi. Tra vecchi e nuovi mondi, tra umani-invasori e alieni-indigeni, tra liberal e conservatori, tra ragione e sentimento. Una cosmogonia spazio-temporale ambientata in uno spazio extraterrestre e in un futuro remoto ma con evidenti implicazioni storiche ed etiche con il passato recente e il presente che viviamo, soprattutto nell'emisfero nord-occidentale. Per questo, il film ha aperto il famigerato vaso di Pandora delle letture politiche. 'Avatar' è un meraviglioso tripudio di forme biologiche fantasiose (...). Si presenta ai nostri occhi poco avvezzi al 3D, come un incubo affascinante, troppo bello per non trovare poi banale e sciatto il mondo reale, la first life. Irrompe nel nostro immaginario collettivo di ieri, di oggi e di domani. (...) Film avventuroso e reazionario, intriso di valori patri e cavallereschi, amato dalla destra, capolavoro visivo del genere fantasy, dove però, al cinema, poco era lasciato alla fantasia, perché le immagini 'computerizzate' sono sature di particolari. Nella fantascienza di 'Avatar', invece, il meraviglioso è più stilizzato, meno inverosimile, perché possibile, futuribile." (Luca Mastrantonio, 'Il Riformista', 14/01/2010) Note - GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR FILM DRAMMATICO E PER LA MIGLIOR REGIA. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR COLONNA SONORA E CANZONE ORIGINALE. - OSCAR 2010 PER: MIGLIORE FOTOGRAFIA, SCENOGRAFIA ED EFFETTI VISIVI (JOE LETTERI, STEPHEN ROSENBAUM, RICHARD BANEHAM, ANDREW R. JONES). IL FILM AVEVA OTTENUTO ALTRE SEI NOMINATION: MIGLIOR FILM, REGIA, MONTAGGIO, COLONNA SONORA, MONTAGGIO SONORO (CHRISTOPHER BOYES E GWENDOLYN YATES WHITTLE), MISSAGGIO SONORO (CHRISTOPHER BOYES, GARY SUMMERS, ANDY NELSON E TONY JOHNSON). - CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - NASTRO D'ARGENTO 2010 COME MIGLIOR FILM IN 3D.

I ragazzi della via Pal
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Libri Moderni

Molnár, Ferenc <1878-1952>

I ragazzi della via Pal / Ferenc Molnar ; tradotto da Mario Brelich

Firenze ; Milano : Giunti junior, 2011

Abstract: Per gli adulti il deposito di legname tra i palazzi della periferia di Budapest è solo un vasto terreno abbandonato. Ma per i ragazzi della via Pál è molto di più: è il regno incontrastato della loro fantasia e dei loro giochi. Finché, un brutto giorno, una banda rivale decide di impossessarsi di quel campo. Tra i due gruppi si scatena una vera guerra. E mentre si susseguono i tradimenti, gli atti di eroismo, i drammatici colpi di scena, la realtà degli adulti finisce per dare una conclusione del tutto inaspettata alla battaglia.

Amburgo
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Libri Moderni

Murphy, Paul <1956->

Amburgo / Paul Murphy

Milano : Morellini, 2007

Abstract: Perfetta per chi ha poco tempo a disposizione e desidera ottenere il massimo dalla propria visita, questa guida fornisce utili indicazioni su una città scoperta dagli italiani grazie ai voli low cost. Tutte le dritte per vivere lo spirito di Amburgo, dai locali notturni, alle gite nei canali, fino alla zona del porto e alle eleganti boutique del centro. Con una veste ricca di immagini e di facile consultazione, fornisce tutte le indicazioni utili alla visita della città, a un prezzo davvero low cost.

Magritte
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Libri Moderni

Salvagnini, Sileno <1953->

Magritte / Sileno Salvagnini

Giunti, 2017

Piccolo canguro
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Libri Moderni

Genechten, Guido van <1957->

Piccolo canguro / Guido van Genechten

[Torino] : Giralangolo, copyr. 2007

Abstract: Il mondo è grande, molto più grande del marsupio di Mamma Canguro, ma Piccolo Canguro pensa che niente sia così confortevole, comodo e caldo, e non ne vuole sapere di uscire a scoprire tutto quello che offre il mondo fuori. Almeno finché non vede qualcosa che lo interessa molto, ma molto di più del marsupio: un canguro come lui che salta così bene e così in alto da fargli venir voglia di uscire e cominciare a esplorare il mondo! Età di lettura: da 4 anni.

L'inferno di Treblinka
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Libri Moderni

Grossman, Vasilij <1905-1964>

L'inferno di Treblinka / Vasilij Grossman ; traduzione di Claudia Zonghetti

Milano : Adelphi, 2010

Abstract: La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage - fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell'autunno 1944 - da un inviato d'eccezione.

The one
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Libri Moderni

Cass, Kiera <1981->

The one / Kiera Cass ; traduzione di Anna Carbone

[Milano] : Sperling e Kupfer, 2014

Pandora

Abstract: La Selezione che ha cambiato per sempre la vita di trentacinque ragazze sta per concludersi. E l'emozione e la confusione del primo giorno, quando America Singer ha percorso la scalinata del Palazzo, sono ormai solo un ricordo. Di certo America non avrebbe mai immaginato di arrivare così vicino alla corona, o al cuore del principe Maxon. Eppure per lei non è stato facile. Divisa tra i suoi sentimenti per Aspen, guardia a Palazzo e suo primo amore, e la crescente attrazione per Maxon, ha dovuto lottare con tutta se stessa per essere dov'è ora. A un passo dalla fine della Selezione, America però non può più permettersi incertezze. Deve scegliere. Prima che qualcuno lo faccia per lei.

L'albero di Natale del signor Vitale
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Libri Moderni

Barry, Robert <1931-2012>

L'albero di Natale del signor Vitale / Robert Barry ; traduzione di Chiara Carminati

Marameo, 2020

Abstract: «Un bel mattino freddo l'abete di Natale giunse nel giardino del Signor Vitale. Era un esemplare davvero prodigioso: robusto e verde acceso, enorme e rigoglioso». Un albero di Natale così grande che il signor Vitale, senza saperlo, potrà condividere con tutto il vicinato... Un classico della letteratura inglese per bambini, pubblicato originariamente in una versione a due colori (in nero e verde).