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Trovati 185547 documenti.
Downton Abbey II : una nuova era / [directed by Simon Curtis]
Universal, 2022
Abstract: È la storia dei Crawley e i loro domestici alle prese con una troupe cinematografica che vuole girare un film muto a Downtown. Altri componenti invece partono per il sud della Francia, sulle tracce del passato della Contessa Dowager.
Corriere della sera : Associazione Bruno Munari : La Gazzetta dello sport, 2021-2022
Abstract: Con i laboratori per l’infanzia Bruno Munari invita i bambini a sviluppare la propria capacità espressiva in un percorso che, attraverso il fare e l’agire, permette loro di appropriarsi degli strumenti per scoprire la realtà. Partendo da un elemento quale è il segno, si capisce che il disegno deriva da un insieme di segni, ciascuno dei quali racconta una cosa diversa a seconda di come è tracciato, del gesto che lo produce, dello strumento che si usa, della superficie. Così i bambini possono avvicinarsi all’arte arricchendo la propria capacità immaginativa tramite il fare concreto.
La risorsa / Maria Elisabetta Ranghetti
EdiKiT, 2022
Abstract: Giovanna è una poliziotta intuitiva e caparbia, Lisa una giornalista in cerca di una chance lavorativa, Anna una fotografa intraprendente che realizza reportage in India e Veronica una mamma che si destreggia tra famiglia e lavoro; sullo sfondo scorre la vicenda di Daniela, donna di successo dai molti segreti a cui tutte sono legate. Cinque donne, cinque amiche le cui vite si intrecciano tra fatiche e gioie quotidiane. Muovendosi tra la Milano del terzo millennio e le alture himalayane del Ladakh, in questo suo libro Maria Elisabetta Ranghetti conduce il lettore in un viaggio dai risvolti gialli con un ritmo incalzante che travolge fino all'ultima pagina. La risorsa è un ritratto dell'Italia contemporanea, uno spaccato di vita in cui emergono domande profonde e verità nascoste; è un romanzo al femminile in cui si dipanano i temi del mobbing e della discriminazione di genere, dove si narrano le difficoltà della donna nell'affermazione della propria identità, ma anche una storia nella quale amicizia e amore aprono alla speranza.
Magari resto / [regia di] Mario Parruccini
Campi Bisenzio : Cecchi Gori, 2020
Abstract: Francesca sta per sposarsi con Lorenzo, ma non è affatto convinta della sua decisione. Qualcosa disturba profondamente quelli che dovrebbero essere i gioiosi preparativi per il giorno più bello della sua vita. Sua madre Rosa e sua zia Veronica invece non vedono l’ora che quel giorno arrivi e si danno un gran daffare per renderlo memorabile. Manca solo Luisa, la bella sorella di Rosa e Veronica, venuta a mancare molto tempo prima. Da pochi anni sono morti anche il padre di Francesca, lupo di mare innamorato della pesca e delle onde, e il suo migliore amico, a sua volta padre di Roberto, un ragazzo che il ristoratore Davide, amico dei due uomini scomparsi, vuole indirizzare verso il lavoro paterno.
[s.n.], 1992
Eagle Pictures : M2 Pictures, [2019]
Abstract: John Wick, ex killer professionista, ha lasciato la mala per sposarsi con Helen, ma dopo pochi anni sua moglie muore di malattia. Al funerale, il suo vecchio collega Marcus gli fa le condoglianze, ma John è sospettoso. Tornato a casa riceve l'ultimo regalo di Helen, un cane che la moglie gli ha lasciato perché abbia subito qualcuno da amare. A una stazione di servizio ha un diverbio con un giovane spregiudicato e invadente, Iosef, che vorrebbe comperare la sua auto, una Mustang d'epoca. Quella notte, Iosef e un amico irrompono a casa di John per fregargli la macchina, malmenandolo e uccidendogli il cane. Quando si riprende dalla pestata, John seppellisce il cane e parte per una vendetta in cui ritroverà a malincuore il vecchio se stesso e i fantasmi del suo passato
Eagle Pictures : Leone Film Group, [2024]
5: Italiani! / presentato da Aldo Grasso
[Roma! : Rai radiotelevisione italiana ; [Milano!, RCS Quotidiani [2009!
Il tuo simpatico amico Willy il coyote
[Milano] : Warner Home Video, [2009]
1900: voltas indré / I Legnanesi
[S.l.] : DelgaColor, [2013?]
La memoria dell'acqua [Videoregistrazione] = El boton de nacar / regia di Patricio Guzman
: CG Entertainment, 2017
Abstract: Un bottone di madreperla incrostato nella ruggine di una rotaia in fondo al mare: è una traccia dei desaparecidos di Villa Grimaldi a Santiago, il grande centro cileno di detenzione e tortura sotto la dittatura di Pinochet. Un fiume che scorre e il tintinnio delle cascate: è la canzone dell'acqua alla base della cultura dei Selknams, popolazione nativa sudamericana trucidata dai colonizzatori. Due massacri, e la memoria dell'acqua: sono le chiavi narrative per raccontare la storia di un Paese e delle sue ferite ancora aperte, per percorrere il Cile e la sua bellezza, il Cile e la sua violenza.
Corriere della Sera, 2004
Un Palco all'Opera. Omaggio alla Scala ; 7
Corriere della Sera, 2004
Un Palco all'Opera. Omaggio alla Scala ; 6
Il principe abusivo / un film di Alessandro Siani ; Christian De Sica ... [et al.
01 Distribution, 2013
Una SETTIMANA da Dio [Videoregistrazione = Bruce Almighty / regia di Tom Shadyac
Abstract: Bruce Nolan, un reporter televisivo di Buffalo, è scontento della sua vita nonostante la sua popolarità e l'amore di Grace, la sua fidanzata. Alla fine di una brutta giornata, in cui è stato prima licenziato e poi lasciato da Grace, Bruce inizia a prendersela con Dio, schernendo le Sue divine capacità. Ma inaspettatamente Dio risponde apparendogli sotto forma umana. Dona a Bruce alcuni poteri e lo sfida a farsi carico di tutto il lavoro divino per vedere se riesce a fare meglio di Lui. "Tom Shadyac e Jim Carrey ancora insieme. Il primo veniva dalla regia del disastroso 'Dragonfly' e il secondo dal flop 'The Majestic' di Frank Darabont in cui, però, era notevole. Hollywood è spietata e i due, nonostante un passato glorioso, dovevano resuscitare le loro carriere. Ecco allora che nasce 'Una settimana da Dio', commedia massimalista in cui Shadyac batte il ciak e dice all'attore: 'Fai il matto' come ai tempi del loro fortunato 'Ace Ventura'. E Carrey esegue. A volte alla grande, a volte no. Dipende tutto dall'ispirazione del momento. Il risultato è gradevole, spensierato ed edificante". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 maggio 2003) "'Una settimana da Dio' è esattamente il film che gli americani vogliono vedere; quindi il suo successo, per quanto straordinario, non stupisce. Intanto perché è edificante, un po' come lo erano - ma ci vuole altro che Shadyac - i film di Frank Capra cinquanta o sessant'anni fa. Poi perché Jim Carrey con il suo repertorio di smorfie e gesti compulsivi: un po' in bilico fra i primi tempi, quando faceva Ace Ventura, e le prove più impegnative degli ultimi anni: comunque divertente e bravo a conquistarsi la nostra simpatia malgrado i difetti del personaggio che rappresenta. Ben coadiuvato, anche, dal resto del cast: un Freeman dal sorriso divino, tutto vestito di bianco come si conviene all'Altissimo; Jennifer Aniston, graziosa con moderazione; un buffo cane incontinente, che annaffia a tormentone il salotto di Bruce e Grace. Chi è curioso di conoscere il Paradiso, poi, sappia che somiglia pari pari a quello di un noto spot del caffè". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 31 maggio 2003) "'Una settimana da Dio' è un film modestissimo, pieno d'ingenuità spiritualiste e situazioni melense a malapena compensate da dettagli bizzarri e guizzi farseschi; l'attore canadese vi profonde il meglio e il peggio di sé, una doccia scozzese di smorfie insopportabili, avvitamenti burattineschi e freddure demenziali, una performance di grande vigore fisico penalizzata dagli intermezzi, per così dire, filosofici". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 giugno 2003)
IO, robot [Videoregistrazione / regia di Alex Proyas
Abstract: Il detective Del Spooner è chiamato a investigare sulla morte del dottor Miles Hogenmiller, un brillante scienziato della U.S. Robotics che stava lavorando a un nuovo tipo di robot, chiamato 'Sonny', dotato di un cervello simile a quello umano. Con l'aiuto della dottoressa Susan Calvin, psicologa esperta di intelligenze artificiali, deve cercare di svelare il mistero che si cela dietro quello che apparentemente sembra essere un omicidio commesso per mano di un robot... "L'australiano Proyas ('Dark City', 'Il corvo') sa prendere lo spettatore alla gola giocando su due fondamenti del terrore: l'Indistinto (nugoli di robot assassini, come lo sciame di piovre di 'Matrix 3' o i mostri infiniti di 'Aliens'); e il Diverso, anzi il quasi-umano e in quanto tale ancora più inquietante. Onore al robot disegnato da Patrick Tatopoulos, che non solo sogna e conta balle, ma soffre di accessi di collera violenta, come il più imperfetto degli umani. Ed esprime sentimenti come inganno, malizia, minaccia, intesa, tristezza... Altro che nascita della coscienza (e rivolta degli schiavi, come già in 'Metropolis' o 'Fight Club'). Il vero tema del film è la nostra capacità di simulare e riprodurre le emozioni più intime. A che scopo? Forse 'Io, robot' non parla del futuro, ma del presente." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 ottobre 2004) "Il regista australiano Alex Proyas ('Dark City', 'Il corvo') si confronta in 'Io, robot' con un must della fantascienza, riveduto e corretto da classici moderni come 'Star Wars', 'Terminator' o 'A.I. Intelligenza Artificiale' e, costeggiando la routine d'azione rinforzata dagli effetti speciali, propone uno spettacolo abbastanza riuscito e divertente. Certo la densità concettuale di Isaac Asimov, racchiusa nell'omonima raccolta di racconti (1941-1950), viene scavalcata da un copione che ne sfrutta solo le atmosfere e si sviluppa in modo autonomo; eppure l'aggiornato intrigo poliziesco conta sul notevole ritmo di sparatorie e inseguimenti e su di un'ingegnosa combinazione degli elementi visivi e scenografici basilari del genere. (...) L'aspetto più trito del film riguarda il ribellismo alla 'Metropolis' dei robot e l'annesso volantino anti-industriale; anche se, a pensarci bene, il più ferrigno e leninista del lotto è proprio il palestrato protagonista, a sua volta in parte robot, che non si fida delle lattine, reagisce, s'accanisce e schiaccia le loro aspirazioni libertarie. (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 ottobre 2004) "Se la pagina di Asimov è densa di umori di sessant'anni fa, il film di Proyas lo è di quelli degli ultimi venti. Ma una trovata di sceneggiatura salva il film dalla banalità: mettere accanto alla robopsicologa un poliziotto manesco e mammone, cacciatore di robot, visibilmente discendente di vecchi schiavi e visibilmente ostile ai nuovi. Infatti il neoarrivato la libertà non vuol sempre condividerla ulteriormente. E poi c'è sempre qualcuno prima e dopo nella scala gerarchica. Chi è dopo non è necessariamente migliore di chi è prima. E viceversa. Tenerlo presente rende 'Io, robot' qualcosa di più del rifacimento di 'Blade runner', ma non lo rende un bel film." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 22 ottobre 2004) "Associata a quella di Asimov, la fantasia visionaria di Alex proyas ('Il corvo', 'Dark City') avrebbe potuto fare grandi cose. Invece il regista si è limitato a confezionare un film d'azione ad alta tecnologia mettendo il pilota automatico: buon senso della logistica dell'inquadratura, inseguimenti mozzafiato, un migliaio di effetti visivi; ma, sostanza, poca. Senza aspettarsi riflessioni risolutive circa 'evoluzione delle macchine e i loro rapporti con l'umano, qualcosa di più del solito blockbuster sembrava legittimo aspettarselo. Né 'Io, robot' si sforza di aprire parentesi sul fronte sentimentale, dato che i rapporti tra il poliziotto e la sua assistente Susan sono meccanici come il resto. In un mondo di robot umanizzati e di star umane utilizzate come robot, il migliore in campo è l'attore sconosciuto Alan Tudyk, la cui mimica fa muovere il robot NS-5, creatura integralmente digitale." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 ottobre 2004) "Sul tema del mondo dei robot, incubo obbligatorio del nostro futuro, si sono provati tutti, da Sordi (la sua 'Caterina', per uso domestico) a 'Terminator', dalla Kidman meccanica al prossimo 'Sky Captain'. Ma è su 'Io, robot' che s'accende la querelle: ispirato più al cine soggetto di 'Hardwired' che a 'Iniziativa personale', un racconto di Asimov ripubblicato da Mondadori, il film di Alex Proyas, il dark autore del 'Corvo', si vanta dei mille effetti visivi speciali (cui va aggiunta la pubblicità pochissimo occulta). Nonostante le tre leggi kantiane robotiche del libro, esso rischia di confondersi tra i troppi film al computer dove vince l'etica del trucco, le suadenti visioni di una società clonata a misura di robot, che saranno anche direttori d'orchestra. (...) Agendo solo con le macchine, anche il film è meccanico, senza sangue né polso e si concede le solite stravaganze spettacolari come il lungo inseguimento d' auto. 'Io, robot' è un involucro vuoto dal rumore metallico, seducente come traiettoria futurista di linee, grafica e rumori. Sembra una macchina celibe che non induce in tentazione né filosofica né sentimentale: qualche stupore però nessuna commozione." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 ottobre 2004) Note - CANDIDATO ALL'OSCAR 2005 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI (JOHN NELSON, ANDY JONES, ERIK NASH, JOE LETTERI).
The Lego Movie 2 [Videoregistrazione] : una nuova avventura / directed by Mike Mitchell
: Warner Bros. Entertainment Italia, 2019