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Trovati 667283 documenti.
Milano : Piemme junior, 2010
Abstract: Danny è disperato. Ha una matrigna crudele che gli impone i compiti più ingrati e schifosi. Ecco perché è pronto a tutto pur di liberarsene, persino scendere a patti con un fantasma! Età di lettura: da 9 anni.
Il diritto di avere diritti / Stefano Rodotà
Laterza, 2012
Abstract: Di fronte ai grandi soggetti economici che sempre più governano il mondo, l'appello ai diritti individuali e collettivi è la via da seguire per impedire che tutto sia soggetto alla legge "naturale" del mercato. Nel 2000 l'Unione Europea si è data una Carta dei diritti fondamentali, la prima del nuovo millennio. Ma non bisogna fermarsi soltanto alle dichiarazioni formali. I fatti ci dicono altro: le donne e gli uomini dei paesi dell'Africa mediterranea e del Vicino Oriente si mobilitano attraverso le reti sociali, occupano le piazze, si rivoltano in nome di libertà e diritti, scardinano regimi politici oppressivi; lo studente iraniano e il monaco birmano, con il loro telefono cellulare, lanciano nell'universo di internet le immagini della repressione di libere manifestazioni, anche rischiando feroci punizioni; i dissidenti cinesi chiedono l'anonimato in rete come garanzia della libertà politica; le donne africane sfidano le frustate in nome del diritto di decidere liberamente come vestirsi; i lavoratori asiatici rifiutano la logica patriarcale e gerarchica dell'organizzazione dell'impresa e scioperano; gli abitanti del pianeta Facebook si rivoltano quando si pretende di espropriarli del diritto di gestire i loro dati personali. L'elenco potrebbe continuare a lungo perché la "rivoluzione dell'eguaglianza", mai davvero compiuta, è oggi accompagnata dalla "rivoluzione della dignità" e sta dando vita a una nuova antropologia, che mette al centro l'autodeterminazione delle persone...
L' asilo di Peppa / [testi Silvia D'Achille]
Giunti Kids, 2014
Abstract: Un titolo dedicato alle storie ambientate nell'asilo di Peppa, in compagnia di Madame Gazzella e degli amici Suzy, Danny, Pedro, Rebecca, Emily, Candy e Zoe. Età di lettura: da 3 anni.
Introduzione al diritto internazionale / Fulvio Maria Palombino
Nuova ed. riveduta e aggiornata
Laterza, 2021
Abstract: L’esposizione muove dalla scelta di trattare la soggettività dello Stato e la funzione normativa una di seguito all’altra. Si tratta di una necessità didattica, che corrisponde alla logica strutturale della disciplina. L’ordinamento internazionale è caratterizzato dall’interdipendenza tra i suoi elementi. Privo com’è di un legislatore, le norme che lo disciplinano vengono poste, mutano o si estinguono per effetto della volontà degli stessi soggetti che partecipano della vita di relazione internazionale e a cui quelle norme sono rivolte, in primo luogo gli Stati. Seguendo uno schema coerente con questa premessa, il volume analizza in modo denso, ma rigoroso, tutti gli aspetti istituzionali della materia: i soggetti e le fonti del diritto internazionale, i procedimenti di adattamento del diritto interno al diritto internazionale, i diversi regimi di responsabilità internazionale e i meccanismi di soluzione delle controversie.
Grammatica dell'assenso / John Henry Newman ; a cura di Bruno Gallo ; introduzione di Luca Obertello
Jaca book, 2005
Gia' e non ancora ; 418
Sinnos, 2016
Abstract: I bambini sono teneri, carini, divertenti, buoni. Ne siete sicuri?
Solferino, 2020
Abstract: Rosetta, con i suoi sedici anni e nell'animo il sacro fuoco del calcio. Giovanna, per cui l'avventura della squadra è anche un gesto politico. Marta, saggia e posata ma determinata a combattere per la libertà di giocare. E poi la coraggiosa Zanetti che dà il calcio d'inizio, la stratega Strigaro che scrive ai giornali, la caparbia Lucchi che stenta a vincere l'opposizione paterna... Sono le amiche che all'inizio degli anni Trenta danno vita al Gruppo femminile calciatrici milanese, la prima squadra di calcio femminile in Italia. Ma l'Italia di allora è fascista e man mano che il gruppo si allarga, diventa una vera formazione e comincia a far parlare di sé sui giornali, il regime entra in allarme. Certo, queste giovinette si sono date tempi di gioco più brevi e regole più leggere, assicurando di non voler compromettere la loro «funzione primaria» di madri. Scendono in campo con i calzettoni e la gonna nera per non offendere la morale. Ma sono comunque donne e il calcio è uno sport da maschi. Per tacere del fatto che Giuseppe, il marito di Giovanna, finisce nei guai con la polizia politica. Federica Seneghini racconta come un romanzo la storia di amicizia, di gioco e di lotta di queste pioniere del calcio, tra esaltanti vittorie, umilianti battute d'arresto, alleati inattesi e irriducibili nemici.
Oh, che uovo! / scritto e illustrato da Eric Battut
Ed. speciale per NPL
Bohem Press Italia, 2005
Abstract: Tre uccellini sgusciano fuori da tre uova diverse. Andranno d'accordo fra di loro? Una dolcissima storia del famoso Erico Battut per parlare di tolleranza ai più piccoli
Una sconfinata giovinezza [Videoregistrazione] / regia di Pupi Avati
: 01 Distribution, 2011
Abstract: Lino Settembre e sua moglie Chicca hanno condotto un'esistenza felice e appagata si a livello personale che professionale e anche la loro vita coniugale, nonostante la mancanza di figli, è scorsa serena e senza serie difficoltà per venticinque anni. Tuttavia, Lino ad un certo punto inizia ad accusare problemi di memoria che lentamente diventano sempre più gravi, compromettendo via via il quotidiano svolgersi delle sue attività. Dopo una serie di accertamenti, Lino e Chicca ricevono la ferale notizia che l'uomo è affetto da una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Con il tempo la malattia avanza e Lino si allontana sempre più dal presente vivendo una drammatica 'regressione', ma sua moglie, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono ed esclusione, decide di restare accanto all'uomo che ama ad ogni costo. "Gli eventi sono narrati dalla voce fuori campo della moglie che prima decide di andarsene, poi torna e vede il suo amore coniugale mutarsi in amore materno per l'uomo tornato bambino. Alla fine il malato fugge inseguendo l'infanzia (un cane, un amico che sapeva resuscitare le persone), si perde nella campagna, scompare. L'analisi della malattia che disgrega la mente è condotta con esattezza, pudore e sobrietà; tutta la parte della regressione all'infanzia è intensamente poetica. Il film è recitato benissimo. Oltre ai protagonisti molto bravi, bisogna ricordare Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, diretti in modo magistrale." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 8 ottobre 2010) "Una coppia mal assortita che però si ama da una vita intera affronta il nemico più terribile di tutti: la malattia. Non una malattia come le altre, che debilita e distrugge il fisico, ma un morbo invisibile che annacqua poco a poco le facoltà mentali, confonde epoche e giudizio, genera in chi ne è affetto uno spavento senza fine. Che spesso si sfoga in un'aggressività incontrollabile verso i propri cari. (...) Nel cinema di Pupi Avati nulla lasciava presagire un film sull'Alzheimer, malattia purtroppo endemica nei paesi più longevi. Tanto meno ci si aspettava un film così duro da un regista spesso considerato sentimentale. Eppure uscendo da 'Una sconfinata giovinezza' si finisce quasi per pensare che non ci fosse soggetto più vicino alle sue corde. Come se dietro i colori nostalgici di tanti suoi film apparissero di colpo dubbi, ripulse, rovelli ben più taglienti e contraddittori. Peccato che Avati non abbia impresso una sterzata decisa anche sul piano formale, asciugando l'impianto un po' abusato del suo cinema. A forza di voci narranti, dialoghi esplicativi, flashback virati seppia, musiche invadenti, sembra sempre che i sentimenti siano 'incorporati' nelle immagini. A un buon film chiediamo solo di raccontare, con pudore e nitore. I sentimenti ce li mettiamo noi." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 ottobre 2010) "Si può girare una storia tristissima senza deprimere lo spettatore? Evidentemente si, se il fine è stato quello di raggiungere uno specifico equilibrio tra il tono stilistico e la sostanza drammaturgica. Pupi Avati, del resto, va considerato un regista giovane perché più della sua carta d'identità fa fede la filmografia che ha appena superato la quarantina (di titoli): in 'Una sconfinata giovinezza' lo spettatore potrà ritrovare gli appigli consueti, andare sul sicuro, insomma, immergendosi nel microcosmo emiliano dell'eterno ritorno memoriale; ma, nello stesso tempo, ritrovarsi faccia a faccia con i motivi più aspri, le riflessioni più sconsolate, le ipotesi meno gratificanti di cui lo stesso itinerario audiovisivo si è nutrito più o meno in sottotraccia. (...) La sfida di Avati sta in questo gioco che rasenta l'enfasi per dimostrasi infine asciutto e struggente di flash involontari eppure inevitabili- accentuazione tragica e pessimista delle intermittenze proustiane ovviamente in gran parte affidato alle prove davvero ardue dei protagonisti. Fabrizio Bentivoglio è un Settembre (che, guarda caso, è il titolo di uno dei più bergmaniani film di Woody Allen) in grado di superare di slancio la facile immedesimazione da documentario medico e Francesca Neri incanta per come dà spessore alle sfumature più oscure e destabilizzanti del copione; ma spiccano nell'armonia d'insieme anche gli assoli di rodati interpreti dell'Avati-touch come Lino Capolicchio, Gianni Cavina, Erica Blanc e Serena Grandi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 08/10/2010) "I personaggi del cinema di Avati è come se uscissero ogni volta da un sacro sepolcro, tutti eleganti e incravattati alla maniera delle vecchie boutique del centro, si tolgono con la mano la polvere dagli abiti e dalle fonature vaporose (persino gli uomini), per poi riempire lo schermo. A sua volta, allo spettatore, il compito di scostare le ragnatele da una patina seppiata, cromaticamente fosca, che Tutankhamon Pupi impone, da un po' di tempo a questa parte, al suo immaginario su pellicola (le tonalità de 'Il papà di Giovanna' per intenderti). E se fino a ieri sminuivamo questa tetraggine espressiva, oggi la esaltiamo come segno estetico distintivo chiarissimo. Avati è come se imbalsamasse le sue paure, le sue ansie, i suoi traumi di gioventù, in questa sorta di evo moderno cattivo e cupo, impagliando personaggi alto borghesi che ad ogni stacco di montaggio producono un tintinnio di ori e gioielli. (...) Se solo in questa sede pensasse di più all'esplorazione dei propri incubi, si fidasse maggiormente della sua immaginazione, lasciasse andare a briglia sciolta il suo sconfinato giovanissimo subconscio, Avati sarebbe il nostro Lynch. Qualche euro in meno in cassa, qualche soddisfazione cinematografica in più." (Davide Turrini, 'Liberazione', 8 ottobre 2010) "'Una sconfinata giovinezza' è un Pupi Avati 'serio', con poche tracce dell'ironia che pure il regista sa spargere, quando vuole, a piene mani. E ci sembra un Pupi Avari 'minore', cosa inevitabile in una carriera che ha visto nascere, in 40 anni, 37 film e alcune serie televisive. Avati viaggia al ritmo di un film all'anno (ne ha girati 6 dal 2007 ad oggi). È impossibile che gli vengano tutti bene. (...) A leggere il film con attenzione, l'Alzheimer sembra una scusa, un grimaldello narrativo che Avati usa per regredire consapevolmente nel passato. Non che 'Una sconfinata' giovinezza sia un film nostalgico: è, piuttosto, pervaso da una profonda amarezza sul presente. E anche nei ricordi ci sono dolori, angoli bui, scheletri nell'armadio. Il tutto, però, è ampiamente prevedibile e anche gli attori sembrano recitare oberati dalla tristezza del film. È possibile che chi condivide la generazione e il benessere di Lino e Francesca si commuova; ma è più probabile che si esca dal cinema affranti, con il terrore di non ricordare dove si è parcheggiata l'automobile." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 8 ottobre 2010) "Sotto la soglia del 40° titolo, Avati cerca una magica, amara, fusione tra i poli del 'tempo d'una vita', richiamando la memoria mentre si sfalda. Emozione dolorosa in ogni nostro destino d'età, ma rapace quando penetra con la lancia di una malattia disgregante. (...) Decostruendo la mente di Lino, il film ricostruisce l'infanzia interiorizzata e racconta lo sgomento dell'amore davanti al più assurdo degli addii. Nel finale, una soluzione facile (l'incidente) e un paio d'incongruenze di sceneggiatura. Ma, anche per l'interpretazione superba di Bentivoglio e Neri, questo è un raro melò di prosa poetica sui confini dell'esistenza, sulle radici in dispersione. Cast centrato, lacrime certe." (Silvio Danese, 'Nazione, Carlino, Giorno, 8 ottobre 2010) "Il poetico titolo del nuovo Avati si riferisce al flashback minato dal morbo di Alzheimer di cui soffre il reporter Bentivoglio, sorvegliato dalla moglie Francesca Neri di cui finirà per diventare il figlio mai avuto. Dolorosa storia, perseguitata dalla musica, vista con un'umanità che ha radice nel cinema di Avati, specialista nel restituirci gli stupori dell'infanzia e l'odio amore servito in famiglia. Cast di prestigio e coraggio nell'affrontare nell'Italia da farsa un tema serio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 ottobre 2010) "Se l'Italia - di celluloide e non - è ridanciana non ci resta che piangere: lo sostiene Pupi Avati, con l'amore ai tempi dell'Alzheimer di Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri (bravi, ma invecchiati da ridere). Il suo Benvenuti è dunque all'eros coniugale trasformato dalla patologia in pietà materna e all'Emilia della sua infanzia, scovata dalla regressione ma ripersa dal cinema. Perché il retroterra memoriale è più sconclusionato che sconfinato: un bambino non ha il palato e così il film, che gioca il ping-pong tra passato e presente su campi palesemente incongruenti, incaponendosi su amicizia e iniziazione di un uomo che non diresti. Non solo, se il versante tecnico ¿ al netto dei grandangoli ¿ è meno infido dei precedenti, l'Italia qui e ora continua a rimanere in fuoricampo: prendere un treno per credere." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 7 settembre 2010) Note - FONICO: PIERO PARISI. - NASTRO D'ARGENTO SPECIALE DEL 65°. E' STATO INOLTRE CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER MIGLIOR SOGGETTO E SCENOGRAFIA.
Le mani di papà / Emile Jadoul
Babalibri, 2013
Abstract: Prima ancora che un bebè nasca ci sono le mani di papà ad attenderlo; mani che coccolano, che accolgono, mani che accompagnano, mani che aiutano a crescere. Finché, un giorno o l’altro, magari senza preavviso, arriva il momento in cui il bimbo lascia le mani di papà per muovere, da solo, i primi passi. Bravo Bebè!
La bara d' argento : romanzo / Ellis Peters ; traduzione di Elsa Pelitti
2. ed
Milano : Tea, 1993
2Teadue ; 83
Black Velvet, 2011
I Puffi. Collana blu : le storie dei Puffi ;
Il detective Warton / Russell E. Erickson ; illustrazioni di Javier Vazquez
Casale Monferrato : Piemme junior, 1992
Il sacco di Roma : 6 maggio 1527 : l'assalto dei lanzichenecchi / Antonio Di Pierro
Milano : Mondadori, 2002
Abstract: Lunedì 6 maggio 1527: Roma è assediata dai lanzichenecchi. Un immaginario cronista è sul posto, con il compito di raccontare ora per ora quella che già si preannuncia come una drammatica giornata. L'esercito imperiale di Carlo V, circa tremila uomini, è accampato sul Gianicolo e in piena notte i suoi comandanti danno l'ordine di prepararsi ad attaccare la città. Seguono fasi convulse con assalti all'arma bianca, manovre diversive, capovolgimenti di fronte, mentre all'infuriare della battaglia si contano migliaia di vittime.
Giulio Coniglio va in biblioteca / Nicoletta Costa
[Modena] : Panini ragazzi, copyr. 2002
Abstract: Cosa si può fare in una giornata di pioggia? Giulio Coniglio e il topo Tommaso si stanno proprio annoiando... Idea si può andare in biblioteca e leggere i libri.
L'amuleto d'ambra : romanzo / Diana Gabaldon ; traduzione di Valeria Galassi
Milano : Corbaccio, copyr. 2004
Abstract: Scozia, 1945. Claire Randall, infermiera militare, attraversa un magico cerchio druidico e, misteriosamente, si trova catapultata nelle Highlands del 1743, straniera in una terra dilaniata dalla guerra e dalle faide dei clan rivali. È il 1968 e dopo vent'anni di silenzio durante i quali Claire non ha svelato a nessuno il suo segreto, torna con la figlia Brianna, una splendida ragazza dai capelli color del rame, alla Collina delle Fate, il luogo incantato dove è cominciata la sua avventura. Qui cerca il coraggio di raccontarle il suo viaggio nel tempo e il suo amore per un guerriero scozzese che in un'altra vita e in un'altra epoca l'aveva conquistata. E sarà nel tentativo di ritrovare il suo amato che Claire si ritufferà nelle vertigini di un passato che dalle terre desolate e solitarie della Scozia l'aveva portata sino alla sfarzosa corte di Versailles. Ma il cammino che dovrà percorrere sarà lungo e non privo di ostacoli e di sorprese... James e Claire consumano la loro ardente e avventurosa storia d'amore fra campi di battaglia e manieri cupi e misteriosi, consapevoli che Claire si sarebbe ben presto trovata davanti a una scelta difficile: seguire il suo uomo perdendosi definitivamente nel passato, o tornare a un presente che ormai non le appartiene più...
La morte a Venezia = Der Tod in Vendig / Thomas Mann ; a cura di Marino Freschi
Torino : Einaudi, copyr. 2004
Abstract: Una Venezia estiva ammorbata da una peste incombente ospita l'inquieto Gustav Aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha costruito vita e opera sulla più ostinata fedeltà ai canoni classici dell'etica e dell'estetica. Un sottile impulso lo scuote nel momento in cui compare sulla spiaggia del Lido la spietata bellezza di Tadzio, un ragazzo polacco. Un unico gioco di sguardi, la vergogna della propria decrepitezza, la scelta di imbellettarsi per nasconderla, sono i passi che scandiscono la vicenda. In pieno Novecento, Thomas Mann ha colto e rappresentato la grande cultura borghese in via di dissoluzione, in un'opera emblematica che fonde la perfezione formale con la rappresentazione degli aspetti patologici di quella crisi.
Vol. 1: Sarti Antonio fra gente perbene
2005
Fa parte di: MACCHIAVELLI, Loriano. Racconti / Loriano Macchiavelli ; a cura di Massimo Carloni e Roberto Pirani
Abstract: Loriano Macchiavelli è considerato da molti il padre vivente del giallo italiano, con trent'anni di attività narrativa apprezzata da pubblico e critica. Molte delle sue avventure, soprattutto i racconti o i romanzi brevi pubblicati su periodici a partire dagli anni Settanta, sono poco conosciuti o introvabili. Con questo volume, il primo di una trilogia, gli Oscar Mondadori hanno deciso di riproporre ai lettori l'intera produzione breve di Macchiavelli.
Babalibri, 2012
Abstract: Questi papà moderni vanno sempre di fretta! Spesso, di mattina, vanno a lavorare così spediti che hanno appena il tempo di dare un bacio superveloce al loro bambino e già si sono precipitati fuori dalla porta. E di sera, quando finalmente tornano dal lavoro, spesso sono attaccati al telefono ed è molto fortunato se il loro bambino può ricevere un bacioespresso prima di andare a nanna! Sono dei papà ad alta velocità! Però, in mezzo a tanta fretta, c’è anche qualche bambino che non ci sta!
L'Ippocampo, 2013
Abstract: L'anno che sta vivendo il quindicenne Mickey Bolitar non potrebbe andare peggio. Dopo aver assistito alla morte di suo padre e al ricovero di sua madre in un centro di disintossicazione, è costretto a vivere con lo zio Myron e a cambiare scuola. Con il nuovo college arrivano anche nuovi amici e nuovi nemici. Per fortuna di Mickey, arriva anche una nuova, grandiosa fidanzata, Ashley. Per un po' sembra che quel disastro senza fine che è la sua vita stia finalmente migliorando - finché Ashley scompare senza lasciare traccia. Deciso a non perdere un'altra volta una persona importante, Mickey si mette alla sua ricerca e viene così in contatto con un mondo squallido in cui capisce che la sua ragazza, dall'apparenza così dolce e timida, non è affatto quello che dice di essere. E nemmeno lo è il padre di Mickey di cui non si capisce poi se sia davvero morto. Ben presto il ragazzo viene a conoscenza di una cospirazione così spaventosa da far sembrare i problemi della scuola uno scherzo - e lo porta a porsi molte domande sulla sua vita, che fino ad allora credeva di conoscere.