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Sherocco. Le rivoluzioni del desiderio
Fandango Libri, 30/06/2023
Abstract: Cosa significa l'espressione "comunità LGBTQIA+"? Esiste davvero qualcosa che può fare da legame per un gruppo eterogeneo come quello formato dalle persone lesbiche, gay, trans, queer, non binarie? La varietà delle esperienze di vita e delle differenti forme di categorizzazione e di politicizzazione dell'"identità sessuale" sembrerebbero minare proprio il fondamento nella credenza dell'esistenza di "una comunità". Ebbene, il Festival transfemminista queer e antirazzista Sherocco è stato, al suo debutto, la prova incarnata della sua esistenza. Le rivoluzioni del desiderio raccoglie le voci dell3 protagonist3 che hanno animato il Festival e restituisce l'intensità e la radicalità dei dibattiti, delle analisi e delle emozioni che hanno fatto di Sherocco un cantiere di pensiero critico per contrastare i sistemi di potere che opprimono le donne, le persone non straight, le persone razzializzate.
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Fandango Libri, 21/07/2023
Abstract: Il romanzo somiglia al teatro perché somigliano entrambi alla vita. Il mondo intero è un palcoscenico, dice Shakespeare, e noi siamo gli attori. Dalla notte dei tempi, tutte le sere, le stesse favole si ripetono per il piacere del pubblico. A turno ognuno riconosce la propria, non importa quali delle storie stiano andando in scena davanti ai nostri occhi. La morale, amara, è sempre la stessa: privati di tutto ciò che è stato nostro, ciascuno, infine regnerà solo sui propri dolori, di cui non conserva che il ricordo, e il segreto. Ma quando gli attori al suono di fischi o di applausi tornano nei camerini, un'immagine persiste, che ognuno può dipingere, se lo desidera, dandogli per esempio l'apparenza di uno stagno dove, tra i fantasmi che fluttuano alla superficie, si possono distinguere le frecce infuocate di un qualche pesce d'oro che brilla nella luce che scema. Risuonano tre colpi. Silenzio in sala. Si alza il sipario. Dramma o commedia, lo spettacolo che racconta a tutti cosa ne è della propria vita sta per cominciare. La scena si svolge in Inghilterra verso la metà del Novecento. Un uomo, il più celebre dei primi ministri, sir Winston Churchill, posa per un altro che lo dipinge. Davvero, nel 1954, il Parlamento britannico ordina al pittore Graham Sutherland questo ritratto. Il romanzo racconta la storia dell'incontro tra questi due uomini: il primo è un artista d'avanguardia oggi un po' dimenticato, il secondo è una delle figure più leggendarie del ventesimo secolo. Sono opposti in tutto, salvo l'amore in comune per la pittura. Eppure, c'è qualcosa di più profondo che li avvicina. Suggestionato da una scena della serie tv The Crown, Philippe Forest scava tra le carte e ci rivela i segreti di uno straordinario dipinto perduto.
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Fandango Libri, 15/09/2023
Abstract: Incastonato a cinquecentocinquanta metri in mezzo agli Appennini, sotto al Monte Penna, Gualdo Tadino è la sonnacchiosa cittadina di provincia dove nel cuore degli anni '80 Luca – prossimo alla seconda media – vive da qualche tempo con la sua famiglia. Ha girato mezz'Italia per via del lavoro del padre, un tenente colonnello dell'esercito, ma ormai lui e la straripante sorellina Marica si sono ambientati. Luca ha due grandi passioni che nutre praticamente in solitaria, il metal di cui è un fan sfegatato, e la Guerra fredda… Il suo sogno è svelare un intrigo del Kgb sul territorio italiano, anche se a dire il vero le possibilità che succeda paiono poche. Almeno fino al giorno in cui strani movimenti sul Monte Penna non mettono in allarme Luca e il suo nuovo, grande amico Marco, anche lui metallaro convinto, con il primo disposto a tutto pur di scoprire quello che è sempre più convinto sia un avamposto di spie russe. Tra dischi, pedinamenti, fatti inquietanti e il primo amore (quell'Elisa che riuscirà perfino a distogliere Luca dalla sua missione), Andrea Garello dipana una trama esilarante e coinvolgente, una classica e struggente avventura tra l'infanzia e l'adolescenza, momento d'oro in cui tutto, ma proprio tutto sembra possibile.
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Un certo bisogno di socialismo
Fandango Libri, 19/09/2023
Abstract: Berlino, agosto 1961. Per fronteggiare l'emorragia di cittadini dalla DDR verso l'Ovest, in accordo con l'Urss i dirigenti del Partito comunista della Germania Est pianificano e realizzano in una manciata di giorni la costruzione del primo e più longevo muro europeo, a dividere quella che nel cuore di tutti i tedeschi è la sola e unica capitale. In una notte vengono srotolati chilometri di filo spinato, che in un paio di giorni viene sostituito da mattoni. A osservare le operazioni c'è un'analista e ideatrice di wargame, l'americana Katherine Wheeler, l'unica donna in servizio presso la Missione diplomatica statunitense a Berlino, che vede realizzarsi sul campo ipotesi di guerra che non aveva previsto: non un'aggressione dell'Est contro l'Ovest, con un conseguente scontro nucleare, ma una chiusura totale dei confini, la creazione di una cesura impermeabile. Per le strade, i cittadini delle due Germanie dovranno scegliere da quale parte stare, con famiglie che si separano, persone che restano e altre che tentano la fuga. A decidere dei loro destini, la politica internazionale, da una parte Mosca e dall'altra Washington, e in mezzo quella tedesca, incarnata dal sindaco di Berlino Ovest Willy Brandt, deciso a non accettare la divisione definitiva della città. Dopo Il sentimento del ferro, Giaime Alonge racconta un altro momento cruciale della storia europea in un libro attualissimo, in cui le vicende del nostro continente fattesi carne e sangue, volti e destini individuali annunciano il futuro che oggi stiamo vivendo.
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Fandango Libri, 25/08/2023
Abstract: Il tempo dell'infanzia, quello dei denti di latte e dello stupore per la scoperta di ciò che ci circonda, non passa, nel romanzo di esordio di Silvia Calderoni, si dilata, invece, come in un incantesimo, e tratteggia i pannelli di un'infanzia non conforme a Lugo, un piccolo paese della provincia italiana. Vedere, udire. Il campo sensoriale si apre. Agli occhi della protagonista la realtà si offre come spaventoso oggetto di indagine, nulla è in fondo come sembra, tutto va studiato, analizzato, sezionato, tutto è perimetro di proiezioni di sé, proiezioni che – nell'impossibilità di comunicare con i propri simili – offrono la possibilità di trovare quell'interlocutore che nella realtà manca. Silvia bambina abita e oscilla tra due regni, il primo, quello della veglia, il secondo, quello del sonno e del sogno, e in entrambi crea minuziosamente un mondo al quale aggrapparsi, dove fantasia e ricordi si intersecano e le permettono di salvarsi dal caos della natura o, semplicemente, dalla banalità del quotidiano. In questa cornice, dove anche l'oggetto più insignificante sembra custodire un segreto e sprigionare luce, i contorni delle figure dei genitori sono sfumati, e così le amicizie, non contano le cose ordinarie ma quelle che la protagonista colleziona e usa per costruire il proprio universo, al tempo stesso originale e qualunque. Ogni scenario diventa luogo di apparizioni stranianti, di giochi, nessuno spazio è neutro e, come l'infanzia di tutti noi, si apre al terrore e alla felicità estrema. Con una scrittura scarnificata e poetica Silvia Calderoni racconta un'infanzia non edulcorata, un'infanzia che è già una vita adulta. Un libro indefinibile, inedito, umanissimo.
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Fandango Libri, 29/09/2023
Abstract: Autrice trans-femminista, Daisy Letourneur introduce in questo saggio rivoluzionario un elemento nuovo e ancora poco valorizzato nel panorama degli studi di genere, facendo di Uomini non si nasce uno snodo essenziale per approfondire le grandi mutazioni contemporanee. La decostruzione della femminilità è sempre stata al centro del pensiero e degli studi femministi, a partire dalla famosa frase di Simone de Beauvoir: "Donna non si nasce, lo si diventa". La decostruzione della mascolinità o, più in generale, gli studi sulla mascolinità hanno invece fatto più fatica a diffondersi nonostante la centralità della discussione nel dibattito sulla fine (o meno) del sistema binario patriarcale, su cui si fonda, da millenni, la nostra società. Ebbene, Letourneur riesce nel difficile compito di affrontare la mascolinità dalla prospettiva femminista di donna trans, posizione privilegiata che le permette di utilizzare la propria esperienza come esempio vivente della destrutturazione dell'identità dominante. L'autrice si propone di esplorare e mettere in prospettiva le diverse forme di mascolinità attingendo al lavoro di pensator3 di spicco, da Judith Butler a Monique Wittig, ma anche di autrici più popolari come la fumettista svedese Liv Strömquist o la giornalista Victoire Tuaillon. Attraverso le semplici domande: "Cosa significa essere un vero uomo? E uno falso? Un uomo etero può essere femminista? I maschi decostruiti sono il futuro del femminismo?". Letourneur costruisce un saggio divertente, a tratti sardonico, con l'aiuto di caricature e aneddoti, per insegnare agli uomini del futuro come diventare veri alleati del nuovo femminismo.
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Fandango Libri, 06/10/2023
Abstract: Per quale ragione alcuni vantaggi vengono considerati equi e parte del gioco e altri invece vengono considerati iniqui e regolati? Quando Caster Semenya cominciò a gareggiare, non c'erano regole in vigore che vietassero la partecipazione alle competizioni sportive alle donne con alti livelli di testosterone. Oggi non è più così e avere alti livelli di testosterone è considerato un vantaggio iniquo. Le protesi conferiscono ai corridori o ai saltatori in lungo un vantaggio o uno svantaggio sugli atleti che non usano tecnologia assistiva? La Corte Suprema per lo Sport (Cas) permise a Pistorius di competere alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Nel 2015 l'atleta tedesco di salto in lungo Markus Rehm saltò 8,40 metri ai Campionati Internazionali Paraolimpici di Doha, in Qatar. Una simile misura gli avrebbe assicurato la medaglia d'oro, alle Olimpiadi di Londra, di fronte al britannico Greg Rutherford. Ovviamente, Markus Rehm, che nel frattempo si è migliorato e salta 8,64 metri, ha il desiderio di competere con i migliori al mondo. Ma non può, perché la federazione sportiva pretende che l'atleta dimostri che le protesi non gli conferiscono un vantaggio, cosa pressoché impossibile in pratica. Chi decide, e su quale base, quando una disabilità diventa una super abilità? Inoltre, le biotecnologie e la terapia genica sono in grado di potenziare le capacità performanti. Come influiscono sul futuro dell'umano e dello sportivo? Quando valicare un limite che sembrava invalicabile diventa una questione di doping? Questo libro mira a esaminare in modo critico le politiche internazionali che regolamentano la partecipazione di atleti e atlete alle competizioni sportive. L'obiettivo è avviare una nuova riflessione filosofica sulle tecnologie assistive e genetiche che migliorano le prestazioni fisiche.
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Il tormento e lo scudo. Un compromesso contro le donne
Fandango Libri, 19/05/2023
Abstract: Questo è un libro sull'aborto e sulla legge che lo regolamenta nel nostro paese: la legge 194 del 1978. Perché parlare ancora di aborto e della legge 194? Rispondere alla domanda è facile: la possibilità per le donne di interrompere volontariamente la gravidanza è da molti sentita ancora oggi, nel nostro paese, come potentemente scandalosa; l'applicazione della legge 194 è quotidianamente ostacolata e la legge stessa è minacciata da tentativi di limitarla, se non cancellarla. E perché rileggere oggi un libro scritto nel 1981, in occasione del referendum abrogativo che si proponeva di cancellare di fatto il diritto all'aborto? In questo libro Laura Conti difende, innanzitutto, la legittimità della pratica dell'aborto e afferma che la decisione in merito spetta esclusivamente alla donna. Al tempo stesso, analizza la legge 194, di cui contesta i criteri che regolamentano l'accesso all'aborto, basati su assunti antiscientifici e frutto di compromessi tra principi inconciliabili; mostra come la legge non accolga realmente la legittimità della pratica e della scelta femminile e limiti drammaticamente la possibilità di abortire. Laura Conti ci costringe, dunque, a confrontarci con i termini di questa legge, con le ragioni esplicite e implicite della sua tortuosa struttura e con le possibili alternative. L'operazione è fondamentale ancora oggi: è infatti necessario conoscere la legge nel dettaglio e metterla in discussione per andare oltre. A 45 anni dall'approvazione della legge 194 e a 30 anni dalla morte di Laura Conti, riproporre questo libro, con l'importante curatela di Caterina Botti, non è dunque una scelta anacronistica, ma un prezioso contributo a un dibattito più che mai attuale.
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Fandango Libri, 14/11/2023
Abstract: A un passo dalle elezioni, la placida vittoria di Valerio Corti – uomo forte dei Conservatori – è minata da una vera e propria epidemia di donne, di donne ammazzate a casa, dai mariti, dagli amanti, dagli ex fidanzati, donne fatte a pezzi da compagni devoti. Ma il candidato premier non intende occuparsene, perché le donne sono sempre morte, perché le donne per bene, normali, le madri di famiglia, le fidanzate discrete non corrono rischi. Oltre ogni strategia politica però pare che la strada della sua incoronazione a presidente del consiglio sia lastricata di sangue, con l'opinione pubblica che chiede conto e le poche voci delle attiviste che gridano al massacro. Ma c'è davvero un'epidemia di donne? C'è davvero un problema? E che cosa succede quando la politica, un'intera classe politica, uno Stato, il problema non sono in grado di risolverlo? Con I mangiafemmine Giulio Cavalli firma la sua opera più radicale e provocatoria, con lo stile riconoscibile di un narratore raffinato che non ha paura di raccontare un mondo che già c'è. DF è ora più che mai lo specchio oscuro di una società in cui non vorremmo mai guardarci.
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Fandango Libri, 03/11/2023
Abstract: Questo libro non è una biografia, ma piuttosto una galleria di tutti i momenti che hanno reso Yannick Noah uno dei più grandi tennisti francesi di tutti i tempi. La sua brillante carriera, culminata nella vittoria al Roland Garros del 5 giugno 1983, viene ricostruita in modo commosso e incalzante attraverso gli incontri e i suoi allenatori, come Patrice Hagelauer, che lo ha seguito per undici anni. Yannick, un giovane "café au lait" (come amava definirsi, nato da madre bianca e padre nero) che ha iniziato dal nulla e ha costruito la propria carriera quasi da solo, con un fisico acrobatico, atletico, vincente, con una personalità carismatica, eclettica, con la determinazione che gli ha permesso di inventare un modo di allenarsi molto moderno, lontano dai media. Quello che rimane della vita di un grande tennista, di un vero campione, si ritrova nel presente: Noah è stato ed è tuttora un uomo poliedrico e pieno di sfumature. Dopo l'abbandono dei campi e un periodo da capitano della squadra francese di Coppa Davis, si è esibito come cantante e artista. Sempre però accompagnato da un tratto distintivo: non si è mai distaccato dalle sue origini africane. L'ennesima riprova nel 2017 quando, dopo la scomparsa del padre, ha ereditato il ruolo di capo villaggio del distretto di Etoudi, in Camerun, suo paese d'origine, dove in prima persona si occupa del benessere di bambini e anziani, trascorrendo lì dai sei ai sette mesi all'anno. La storia di un mito che ha segnato il tennis europeo e mondiale e di un uomo alla continua ricerca della propria strada.
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Fandango Libri, 20/10/2023
Abstract: Laura è una donna di quarant'anni, ha due figli piccoli e un marito lontano, una casa da gestire e tutto il tempo che le serve, forse anche più del tempo che le serve, dato che da due anni non lavora, non lavora affatto. In teoria, si è sempre impiegata in campo "creativo", senza orari, a progetto, ma i progetti da un po' non entrano, non si concre- tizza niente e, pur non essendo spinta da una stringente necessità economica, Laura non sa più come passare le proprie giornate, perché ha ragione Adriano Olivetti: "Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è an- cora per molti tormento, tormento di non averlo", e Laura comincia a percepirlo sulla pelle, sotto gli occhi, nelle giunture. Cerca di riorganizzare la propria vita senza paletti, in un tempo esteso e non scandito dal lavoro, fa sport, legge, dorme, dorme molto, cammina, attraversa Roma a piedi cercando di sfinirsi, di sfiancarsi per non pensare, per non passare tutto il tempo a capire quale identità le sia rimasta in una società che definisce l'individuo e gli dà cittadinanza solo attraverso il lavoro. Che cosa rimane a un essere umano quando il lavoro scompare? In che modo il lavoro definisce noi stessi e la nostra visione della vita, anche quando non C'è e tutti sembrano farcene una colpa? Un diario semiserio e quasi drammatico, una voce cristallina e disincantata che snuda un presente nevrastenico e rende più umano l'essere umano.
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Fandango Libri, 08/12/2023
Abstract: Quando Pinar Selek incontrò il famoso giornalista armeno Hrant Dink, assassinato nel 2007, lui la soprannominò affettuosamente "l'insolente".Aveva ragione: è insolente ovunque, in Turchia e in Francia. Sociologa, scrittrice, militante antimilitarista, femminista e attivista libertaria, Pinar Selek è nota soprattutto per la repressione che ha subito per mano del sistema giudiziario turco per oltre 20 anni.In questo libro ripercorre la sua vita, la sua infanzia, le sue lotte con gli oppressi: i bambini di strada di Istanbul, le prostitute, i curdi, le donne armene.Racconta le torture e la prigione, ma anche la creazione di un laboratorio di artisti di strada, di una cooperativa femminista e di una piattaforma di ecologia sociale.Oggi vive in esilio in Francia dove continua la sua ricerca universitaria, ma soprattutto la sua lotta per abbattere barriere e aprire strade creative verso una società diversa.Guillaume Gamblin, che ha conosciuto a Lione in seno al movimento alternativo e che è diventato suo amico, ci invita a incontrare questa "donna dalle mille vite", la cui energia è contagiosa.
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Fandango Libri, 19/01/2024
Abstract: Un Durchgangslager, un campo di transito nazista durante l'inverno del 1944.L'ufficiale delle SS che ne assume il comando concede sperimentalmente ai prigionieri la possibilità di un'esistenza meno disumana: ma l'operazione si ritorce contro di lui, determinando il suo fallimento.La macchina nazista ha leggi fatali, cui non è dato sfuggire, e la vittoria, sia pure nella morte, sta dall'altra parte della barricata.Pur essendosi dedicata con diverse pubblicazioni allo studio della storia della Resistenza, Laura Conti era convinta che i materiali documentari, anche memorialistici, fossero spesso inadeguati a trasmettere ciò che di indicibile era insito nella realtà della vita e della morte nei campi nazisti.Da qui la decisione di scrivere questo romanzo, pubblicato nel 1965, ispirato alla propria esperienza nella Resistenza e nel Lager di Bolzano dove era stata imprigionata dall'inizio di settembre 1944 alla fine di aprile 1945. I numerosi personaggi sono ricreati con la fantasia ma ancorati alla drammatica esperienza vissuta.Le dinamiche del campo di concentramento sono ricostruite non solo attraverso i rapporti di potere tra carcerieri e prigionieri, ma anche attraverso i rapporti complessi e spesso contraddittori che si instaurano tra i prigionieri, attraverso i loro ragionamenti e le loro emozioni.Le storie dei diversi personaggi sono rielaborazioni di situazioni, voci e immagini rimaste impresse nella memoria dell'autrice, in una molteplicità di punti di vista, tra ricordi e rimpianti, paure e speranze.
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Fandango Libri, 02/02/2024
Abstract: Il 12 settembre 1923 Antonio Gramsci propone la fondazione di un giornale durante una riunione del Comitato Esecutivo del Partito Comunista d'Italia, un giornale che si proponeva di rappresentare la sinistra, gli operai e le istanze del Partito da poco fondato. Il 12 febbraio 1924, cinque mesi dopo quella proposta, a Milano esce il primo numero dell'Unità, testata che reca sotto il titolo la scritta: Quotidiano degli operai e dei contadini. Da quel lontano 1924 sono trascorsi cento anni. Una storia scritta con le pagine inchiostrate del quotidiano che più di tutti ha rappresentato il desiderio delle italiane e degli italiani di sentirsi parte di una comunità solidale. L'Unità la si mostrava orgogliosi sottobraccio, ci si riconosceva, si commentavano gli articoli ad alta voce al bar. Roberto Roscani, da giovane militante del Pci, entra a far parte della redazione romana dell'Unità nei primi anni Settanta e ci rimane fino al duemila, quando il giornale chiude improvvisamente. Quello che chiudeva, dopo non poche contorsioni e crisi, era il più diffuso giornale di partito in Italia e nell'Europa occidentale. Attraverso i ricordi, la memoria di chi il giornale l'ha costruito e contribuito a diffondere, gli incontri con i direttori che si sono susseguiti, la cronaca delle riunioni di redazione, i casi che hanno fatto storia, dal delitto Pasolini all'allontanamento di Calvino, passando per la pubblicazione de Il dottor Živago fino al "caso Maresca". Un racconto corale perché una sola voce non può bastare per rappresentare la pluralità di posizioni, idee, fantasie che hanno prodotto l'appassionante storia di 100 anni dell'Unità.
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Fandango Libri, 02/02/2024
Abstract: Nessuno sa il mio nome è la seconda raccolta di saggi di James Baldwin pubblicata per la prima volta nel 1961 e scritta durante la sua permanenza in Europa, quando la distanza dagli Stati Uniti, fortissimamente voluta, gli aveva permesso di riflettere in modo nuovo sulla condizione delle persone nere in una società dominata dai bianchi. Trascendere la sterile categoria di blackness, sia essa quella imposta dal mondo bianco o quella eretta a scopo difensivo dalla comunità nera, divenne il nucleo dell'opera di Baldwin come scrittore. Voleva impedire a se stesso di "diventare semplicemente un nero; o anche semplicemente uno scrittore nero". Sapeva che "il mondo tende a intrappolarti e a immobilizzarti nel ruolo che interpreti", e sapeva anche che per lo scrittore nero poco importa se questa trappola abbia confini di odio o di scomoda gentilezza. Non conosci il mio nome perché non puoi vedermi, dicono questi saggi. "Vedi solo la maschera che mi hai fatto indossare." Se la politica della razza e la segregazione dominano la prima parte del libro, nella seconda i saggi su Gide, Bergman, Wright e Mailer rappresentano per Baldwin il tentativo di scoprire il proprio "nome", esaminando i mondi interiori di altri artisti. Invita l'America a guardare se stessa, ad abbattere i propri miti e ritrovare la capacità di vedere al di là delle categorie. Ampiamente elogiato al momento della pubblicazione, Alfred Kazin lo salutò, su The Reporter, come "la biografia spirituale di qualcuno che spera, affrontando più di una bestia sulla sua strada, di vedere se la sua paura è del tutto necessaria". Nessuno sa il mio nome, riletto oggi in una edizione rivista e aggiornata, stupisce per l'attualità e la potenza, quella riconosciuta dei classici senza tempo.
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Fandango Libri, 09/02/2024
Abstract: Lettere a una nera di Françoise Ega, pubblicato postumo nel 1978, rappresenta un'inquietante testimonianza del nostro tempo. Nata in Martinica, Ega si trasferì a Marsiglia negli anni Cinquanta.Nel 1962, il desiderio di scrivere la colse quando, leggendo Paris Match, scoprì il destino di Carolina Maria de Jesus, una scrittrice brasiliana proveniente da una favela.È a questa "sorella" sconosciuta che si rivolge scrivendo il suo diario dal 1962 al 1964, e il resoconto intimo si trasforma in uno struggente manifesto contro la schiavitù moderna.È il diario di una donna che decide di farsi assumere come domestica per testimoniare i rapporti di potere che si instaurano, nel privato di una casa, tra una donna borghese bianca e la "sua" domestica nera. Le lettere di Ega provano da un lato un'esperienza vissuta in prima persona che distrugge il corpo, i muscoli, le mani, la schiena annientando l'identità di una donna.Dall'altro, come scrive Elsa Dorlin nella sua Prefazione, mostrano come queste dinamiche di dominio siano il risultato di un sistema più grande di oppressione, generato dalle politiche francesi di quegli anni.Le umiliazioni erano innumerevoli, i compiti ardui, e quando nuove ragazze sostituivano le altre, dovevano portare il nome della persona che veniva rimpiazzata.Nelle sue lettere Ega racconta la sua storia con un realismo impressionante, pieno di rabbia, ma anche di ironia.Il suo "rifiuto dell'alienazione" ci apre gli occhi su ciò che ancora oggi può accadere.Un documento raro, vero racconto di una tratta di schiavi contemporanea e testimonianza di una coscienza libera.
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Fandango Libri, 20/02/2024
Abstract: Sono passati duecento anni da quando Cenerentola ha trovato il suo Principe Azzurro, ma la favola è finita. Le ragazze del regno ora devono partecipare al ballo annuale per essere scelte dagli uomini in virtù della loro bellezza ed eleganza. Tutte si affannano per trovare un pretendente con il quale comporre il match perfetto, le ragazze la cui mano non viene reclamata scompaiono nel nulla. Sophia, sedici anni, preferirebbe di gran lunga sposare Erin, la sua migliore amica, piuttosto che sfilare davanti ai corteggiatori. Durante il ballo decide quindi di fuggire, rischiando la propria stessa vita, e dopo una lunga corsa nel bosco si rifugia nel mausoleo di Cenerentola. Lì un incontro inaspettato la porterà a scoprire qualcosa che nella tradizione è rimasto segreto, la vera storia di Cenerentola, da secoli tenuta nascosta. Puntuale, evocativo, avvincente, Cenerentola è morta è un'eccellente riscrittura di un classico in cui lettrici e lettori saranno portati a mettere in discussione le storie con le quali sono cresciuti e fare il tifo per le ragazze impegnate a sovvertire il mondo. Kalynn Bayron fa molto di più che riscrivere una fiaba, la scompone e ricostruisce una storia originale in cui finalmente saranno le ragazze a decidere chi vivrà felice e contenta.
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Fandango Libri, 23/02/2024
Abstract: Nicola Fortore, detto Barracuda (perché dicono che abbia i molari così appuntiti da poter spezzare i nervi della carne), è il capo di Ferrazzano, un paese di niente sperso nella campagna casertana, è un capo riconosciuto, anche se non dalla legge. Oltre il fiume che lambisce il paese, c'è Sant'Elpidio, un centro più ricco, con il suo capo Tiziano Bianco, che è anche il datore di lavoro di Nicola. Tra i due paesi e i due capi c'è un accordo di non belligeranza molto fragile, che per un nulla rischia di incrinarsi, e il ritrovamento del cadavere di una ragazza violentata sull'argine del fiume sembra a tutti gli effetti l'innesco di una bomba e di una caccia all'uomo. Mentre i due cercano di venire a capo, ognuno tra le proprie vie, dell'omicidio, un vecchio amico di Barracuda torna a bussare alla sua porta dopo averlo tradito: Ernesto Foglia arriva dal Sudafrica per proporre a Nicola un affare che non potrà rifiutare, che riguarda una nuova specie di api che sta per passare proprio a Ferrazzano. Con un romanzo che attinge alle radici della sua scrittura, Paolo Piccirillo torna a raccontare il male negli uomini e degli uomini, dipingendo un paesaggio in cui la vita e la sua rovina cedono il passo alla vendetta.
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Fandango Libri, 15/03/2024
Abstract: Vi ricordate la prima volta che avete pianto da tifosi, per la sconfitta di un campione o della vostra squadra del cuore? La prima volta che avete pensato di abbandonare il tifo perché l'amarezza del rimpianto era troppo grande da digerire? Il giornalista e scrittore Lorenzo Fabiano torna indietro al tempo di sé bambino per raccontarci le sue ferite legate allo sport, dieci grandi campioni di altri tempi e di sport non sempre blasonati che hanno segnato il suo immaginario. Il pugile Nino Benvenuti, i ciclisti Franco Bitossi, Giovanni Battaglin e Francesco Moser, il pilota Clay Regazzoni, lo sciatore Gustavo Thoeni, il velocista Pietro Mennea, il tennista Adriano Panatta, e due squadre: la Nazionale italiana di calcio ai Mondiali del 1974 e la Pallacanestro Varese di Dino Meneghin. Dieci episodi attraverso gli anni Settanta, dieci storie di sconfitte che hanno segnato le carriere di altrettanti campioni. Dieci storie con un comune denominatore: campioni che, tramite le sconfitte, e soprattutto la loro accettazione, sono cresciuti e maturati come esseri umani. Dieci storie di riscatto, perché per arrivare a vincere bisogna prima di tutto saper perdere. Sullo sfondo, le cronache di un'Italia altrettanto "ferita", gli anni caldi di attentati, stragi e depistaggi, che segnano il corpo collettivo di un paese uscito malconcio dagli anni del boom. Un libro imperdibile per chi ama le cronache (anche umane) dello sport.
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Fandango Libri, 22/03/2024
Abstract: In un paese della Bassa padana vivono tre amici a un passo dall'adolescenza ma ancora bambini, Brando, Sara e Larcher. Prima di loro ci sono tre adulti, che sono i loro padri, che ugualmente sono amici, il Toni, Sander e Marione. Di generazione in generazione il paese stringe legami, crea famiglie, i figli crescono insieme come hanno fatto i padri, in attesa di imparare i ritmi della vita adulta e proseguire la catena. Solo che nel Natale del 1995 qualcosa si rompe, perché i ragazzini erano quattro, l'ultimo vertice di un quadrato diventato triangolo era Mighè, ma il figlio di emigrati dal Sud muore in modo tragico e poco chiaro. Nel corso del tempo che inciampa davanti all'imprevisto, tre famiglie e il nuovo prete del paese, don Maurizio, cercheranno di ridare spazio al futuro, ma nessuno di loro potrà mai tornare indietro e, a distanza di più di vent'anni, nessun Natale sarà mai un giorno di festa, ma ogni Natale avrà la sua pena da scontare nel ricordo. Con una scrittura che evoca i grandi narratori italiani del Novecento e una struttura che ricorda il cinema contemporaneo, Mattia Grigolo racconta la provincia italiana, una provincia rurale di lavoro e segreti, di padri legati alla terra e figli che la lasciano, di ferocia e nostalgia.