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Tutto un rimbalzare di neuroni
EINAUDI, 2021
Abstract: Cosa resta della scuola senza le levatacce al mattino, l'odore di ormoni, i panini nello zaino? Senza i litigi nel cambio d'ora, gli sguardi in tralice, le corse fuori appena suona la campanella? Eppure la scommessa è sempre la stessa: riuscire a raggiungere gli allievi, a toccarli, anche se sono ben nascosti dietro una videocamera spenta, piú simili a impiegati in smart working - soli, assonnati, inafferrabili. Insegnare in Dad significa provarci dieci volte di piú, sperando che duri il meno possibile. Un viaggio spericolato e vivissimo nel controsenso della scuola a domicilio."Uno era sotto le coperte, una in cucina con lo sfaccendare astioso della madre. Dietro a una è passato il padre in canottiera. Un altro camminava per tutta la casa, forse in cerca di rete, forse in preda a un raptus di iperattività"."Eccola qua, la mia 3H: due anni e mezzo di duro lavoro sulle dinamiche di gruppo e sul rapporto tra adulti e pari, e si era ridotta a una fila di oblò". La prima settimana sembrava una vacanza. Poi abbiamo capito che i libri di testo non li avrebbe aperti piú nessuno, e quegli allievi rintanati dietro uno schermo andavano agguantati in un altro modo. Un mese dopo, i ragazzi si collegavano dai vicoli del quartiere, dal letto, o correndo in riva al mare. "Ministro, mi si sono ristretti gli alunni!" La didattica a distanza è quello che succede quando si toglie alla scuola la concretezza dei corpi, uno spazio reale in cui incontrarsi, scontrarsi, condividere, crescere. È la "scuola meno", dove al posto di sorrisi e bronci ci troviamo a guardare ologrammi e file. Per di piú, in una classe difficile di una zona difficile non è detto che i ragazzi abbiano un computer: si arrangiano col telefono, quando va bene. Magari quello della mamma, magari seduti accanto al nonno con l'Alzheimer. E per loro non andare a scuola significa perdere la prospettiva di un altro mondo e un futuro possibile. Con la rabbia e l'ingegno di chi fa il mestiere piú bello e piú usurante di tutti, Vanessa Ambrosecchio ci racconta cosa significa insegnare: non stancarsi di provare, stanare gli allievi uno a uno, scommettere su di loro, inventarsi ogni giorno domani.contributoriLE Cinzia Poli
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EINAUDI, 2021
Abstract: "Avendo fuggito ogni altro lavoro per paura, mi ritrovo a fare il lavoro che fa piú paura a tutti".Quante volte parliamo dei medici come di eroi, martiri, vittime... In verità, fuor di retorica, uomini e donne esposti al male. Appassionati e fragili, fallibili, mortali. Paolo Milone ha lavorato per quarant'anni in Psichiatria d'urgenza, e ci racconta esattamente questo. Nudo e pungente, senza farsi sconti. Con una musica tutta sua ci catapulta dentro il Reparto 77, dove il mistero della malattia mentale convive con la quotidianità umanissima di chi, a fine turno, deve togliersi il camice e ricordarsi di comprare il latte. Tra queste pagine cosí irregolari, a volte persino ridendo, scopriamo lo sgomento e l'impotenza, la curiosità, la passione, l'esasperazione, l'inesausta catena di domande che colleziona chiunque abbia scelto di "guardare l'abisso con gli occhi degli altri"."Si riesce a lavorare in Psichiatria solo se ci si diverte. Io mi sono divertito per anni. Non tutti gli anni: non i primi - troppe illusioni, non gli ultimi - troppi moduli, non quelli di mezzo - troppo mestiere".Ci sono libri che si scrivono per una vita intera. Ogni giorno, ogni sera, quando quello che viviamo straripa. Sono spesso libri molto speciali, in cui la scrittura diventa la forma del mondo. È questo il caso dell'Arte di legare le persone, che corre con un ritmo tutto suo, lirico e mobile, a scardinare tante nostre certezze. Con il dono rarissimo del ritratto fulminante, Paolo Milone mette in scena il corpo a corpo della Psichiatria d'urgenza, affrontando i nodi piú difficili senza mai perdere il dubbio e la meraviglia. Cosí ci ritroviamo a seguirlo tra i corridoi dell'ospedale, studiando le urla e i silenzi, e poi dentro le case, dentro le vite degli altri, nell'avventura dei Tso tra i vicoli di Genova. Non c'è nulla di teorico o di astratto, in queste pagine. C'è la vita del reparto, la sete di umanità, l'intimità di afferrarsi e di sfuggirsi, la furia dei malati, la furia dei colleghi, il peso delle chiavi nella tasca, la morte sempre in agguato, gli amori inconfessabili, i carrugi del centro storico e i segreti bellissimi del mare. Ci sono infermieri, medici, pazienti, passanti, conoscenti, caduti da una parte e dall'altra di quella linea invisibile che separa i sani dai malati: a ben guardare, solo "un tiro di dadi riuscito bene". Ecco perché non si potrà posare questo libro senza un'emozione profonda, duratura, e senza parlarne immediatamente con qualcuno.contributoriLE Ascanio Celestini
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I sette killer dello Shinkansen
EINAUDI, 2021
Abstract: Chi sopravviverà? Il thriller dell'anno arriva sparatissimo dal Giappone.Un intreccio alla Agatha Christie e un'ironia alla Tarantino.Da questo romanzo il film con Brad Pitt e Lady Gaga. Un treno partito da Tokyo e lanciato a trecento all'ora nella campagna giapponese. Una valigia piena di soldi nascosta in una delle carrozze. E sette assassini pronti a entrare in azione. Un meccanismo narrativo micidiale, in cui tensione e adrenalina si susseguono fino all'ultimo, straordinario, colpo di scena.Oji ha la faccia innocente di uno studente per bene, in realtà è un pericoloso psicopatico. È lui ad aver mandato in ospedale il figlio di Kimura, che ora si trova sullo Shinkansen - il treno proiettile - per vendicarsi. Ma Kimura e Oˉji non sono gli unici passeggeri pericolosi. Nanao, a suo dire l'assassino piú sfigato del mondo, e la letale coppia formata da Mikan e Lemon sono sullo stesso treno. Chi o che cosa li ha riuniti in una manciata di vagoni? E chi arriverà vivo all'ultima stazione?"Divertente e incalzante, pieno di colpi di scena e di sorprese, I sette killer dello Shinkansen sembra una miscela di Tarantino e fratelli Coen".The Times"Se quello che volete è un romanzo intelligente, ben scritto e pieno d'azione, non cercate oltre".The Japan TimescontributoriTR Bruno ForzanLE Mosè Singh
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EINAUDI, 2021
Abstract: La vita felice è un meccanismo a orologeria: il ticchettio inarrestabile che avvertiamo, pagina dopo pagina, è quello di una famiglia che sta per essere travolta. Accade tutto in una notte, e quella che era una minaccia diventa una ferita che non si può piú cancellare. "Non ne sapevo niente, allora, dei modi in cui l'amore può manifestarsi, né della forza con cui può spingerci in un angolo e toglierci il respiro". Elia ha sedici anni ed è un ragazzo solitario. Suo padre è stato licenziato e ha cominciato a comportarsi in modo strano, sparendo per ore a bordo di un furgone, chiudendosi in garage, scrivendo lettere che denunciano un complotto di cui si sente vittima. Elia prova a decifrare ciò che accade, mentre sua madre sembra non voler vedere. Fino alla notte d'agosto dopo la quale nulla sarà piú come prima: la piccola comunità di Ponte - già segnata dall'omicidio insoluto di un bambino - si sveglia sconvolta per il rapimento di una ragazza, salita la sera precedente su un furgone e poi svanita in mezzo ai boschi. Ma quell'estate per Elia è anche segnata dall'attrazione per Anna Trabuio, dall'amicizia per suo figlio Stefano, dalla scoperta lacerante dei propri desideri e dell'istinto di sopravvivenza. A raccontare tutto questo è Elia trent'anni dopo: un uomo che tenta di ricucire lo strappo del passato e illuminare il buio nella mente di suo padre, immaginando cosa sia accaduto davvero quella notte, e cosa significhi perdere se stessi. Ma soprattutto tenta di rispondere a una domanda: com'è possibile, dopo una ferita cosí profonda, sperare di essere felici? Tra La settimana bianca e Io non ho paura, Elena Varvello ha scritto una storia di formazione diversa da tutte le altre, che cattura il lettore con una lingua cesellata, dura e trasparente.contributoriLE Elena Varvello
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EINAUDI, 2021
Abstract: Manhattan, 2022. Una coppia è in volo verso New York, di ritorno dalla loro prima vacanza dopo la pandemia. In città, in un appartamento nell'East Side, li aspettano tre loro amici per guardare tutti insieme il Super Bowl: una professoressa di fisica in pensione, suo marito e un suo ex studente geniale e visionario. Una scena come tante, un quadro di ritrovata normalità. Poi, all'improvviso, non annunciato, misterioso: il silenzio. Tutta la tecnologia digitale ammutolisce. Internet tace. I tweet, i post, i bot spariscono. Gli schermi, tutti gli schermi, che come fantasmi ci circondano ogni momento della nostra esistenza, diventano neri. Le luci si spengono, un black-out avvolge nelle tenebre la città (o il mondo intero? Del resto come fare a saperlo?) L'aereo è costretto a un atterraggio di fortuna. E addio Super Bowl. Cosa sta succedendo? È l'inizio di una guerra, o la prima ondata di un attacco terroristico? Un incidente? O è il collasso della tecnologia su se stessa, sotto il proprio tirannico peso? È l'apparizione di un buco nero, l'aprirsi di una piega dello spazio e del tempo in cui le nostre vite scivolano inesorabilmente? Di certo c'è questo: era dai tempi di Rumore bianco che Don DeLillo non ci ricordava con tanta accecante precisione che viviamo, disperati e felici, in un mondo delilliano.contributoriTR Federica AcetoLE Giancarlo Cattaneo
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EINAUDI, 2021
Abstract: Anni Ottanta, in una cittadina sulle rive di un lago del Nord Italia, al confine con la Svizzera: un aspirante medico condotto si invaghisce di una misteriosa ragazza incontrata a una festa. Per un dottorino neolaureato, con le tasche vuote, dedicarsi a un corteggiamento serrato può risultare oneroso e parecchio frustrante. Soprattutto se la donna dei propri sogni si rivela un tipo complesso, una "bisbetica indomabile" refrattaria alla poesia, benestante ma poco incline a spendere e che regge l'alcol come un carrettiere. Ad aggiungere imbarazzi e malintesi, il nome della giovane non è ben chiaro: Viviana, no Vivìna, anzi Vìvina... Vìvida! Meglio evitare di pronunciarlo. Tra incontri carichi di aspettative - e che ogni volta sembrano trasformarsi in addii - costose peregrinazioni fra malinconici paesi lacustri, goffaggini e incomprensioni, per i due, tanto diversi, ci sarà un lieto fine?contributoriLE Claudio Moneta
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EINAUDI, 2021
Abstract: "Nell'isola di Ornö l'aria è fresca e umida, gli scogli sono immersi nel buio ma il cielo bluastro di giugno è ancora chiaro. Il profumo di mare e di alghe è intenso. Si mescola con l'altro odore, il puzzo dolciastro e nauseabondo della morte".Vincitrice del Glass Key Award 2020, Camilla Grebe è la prima donna a ricevere due volte il prestigiosissimo premio per i migliori autori di gialli scandinavi.Tradotto in 16 paesi.Samuel Stenberg ha diciotto anni, vive con la madre, non ha un lavoro fisso e per una combinazione di ingenuità e pigrizia rimane coinvolto in un affare di droga andato storto. Con la polizia e i criminali sulle sue tracce, trova rifugio in una cittadina nell'arcipelago di Stoccolma, dove inizia a lavorare come assistente del figlio disabile di una famiglia benestante. Il padre non c'è mai e la madre, Rakel, sembra averlo preso in simpatia, finché Samuel non comincia a notare atteggiamenti inquietanti. Nel frattempo, dalle acque dell'isolotto emerge un cadavere, e a occuparsi del caso vengono chiamati Manfred Olsson e la sua collega Malin. Ma quando la corrente fa affiorare un altro corpo, l'indagine si fa ancora piú torbida e Manfred non ha altra scelta che rivolgersi alla criminologa Hanne Lagerlind-Schön."Camilla Grebe mescola gli ingredienti del genere e ci consegna storie mai ovvie, piene di sentimenti e sempre coinvolgenti".Frankfurter Allgemeine Zeitung"Un libro con una tensione altissima".LIREcontributoriTR Gabriella DiverioLE Elisa Contestabile
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EINAUDI, 2021
Abstract: È notte. Su un'autostrada del Nord Italia industriale corre una macchina con a bordo tre funzionari di una ditta commerciale. Tornano a casa da un viaggio di lavoro, sono stanchi, nulla di strano che decidano di fermarsi in un autogrill per bere un caffè e comprare le sigarette; una breve sosta prima dell'ultimo sforzo. Ma in quella stazione di servizio, sotto gli occhi indifferenti dei camionisti assonnati e delle ragazze del bar, il destino aspetta uno di loro. Una leggerezza e una banale dimenticanza lo faranno precipitare nelle maglie di un meccanismo giudiziario impeccabile nella forma, efficiente nei metodi, implacabile nelle conseguenze.Il baffetto lasciò trascorrere qualche secondo. Si passò una mano sul mento, chiuse e riaprí gli occhi. Io ammisi che non era un comportamento corretto parcheggiare in quello spazio, ma vista l'ora, vista l'enorme disponibilità di posti, non ci avevamo fatto caso e comunque, conclusi, ce ne saremmo andati subito. Il baffetto accennò di aver capito, sembrò accettare la mia spiegazione.- Documenti, prego, - disse invece.contributoriLE Claudio Moneta
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EINAUDI, 2021
Abstract: Lei è Hirut, figlia di Fasil e Getey, una ragazzina spaurita in balia di un sistema patriarcale che la vuole schiava. Ma quando i venti di guerra contro gli invasori italiani cominciano a infuriare sulle alture, Hirut, figlia di Fasil e Getey, diventa la temuta guardiana del Re Ombra: come le sue sorelle d'Etiopia ora è un soldato, che non ha più alcun timore di ciò che gli uomini possono fare a donne come lei. "1974, Addis Abeba: "È venuta a piedi e in corriera, attraversando luoghi che per quasi quarant'anni aveva scelto di dimenticare. È in anticipo di due giorni ma lo aspetterà..." Inizia così, con la paziente attesa di Hirut nella stazione ferroviaria della capitale etiope sull'orlo di una nuova rivolta, il lungo flashback con cui Maaza Mengiste ci conduce ai giorni dell'occupazione voluta da Mussolini nel 1935 e portata avanti con inaudita violenza malgrado i richiami della Società delle nazioni. Quando, il primo marzo 1936, l'imperatore Hailé Selassié, al comando del suo esercito, viene sconfitto a Mai Ceu e costretto all'esilio, sugli altopiani e nei villaggi dell'intero paese le donne e gli uomini etiopi organizzano una resistenza vittoriosa, combattendo battaglie il cui clamore rimanda agli epici scontri dell'Iliade. Tutto avviene secondo le regole talora cruente di una società feudale che vanta però un'antica indipendenza e una solida tradizione militare. Il re è salito su un treno che lo sta portando fuori dal suo paese, ma sui crinali dei colli appare il profilo conosciuto e amato del sovrano. È un inganno? Un miraggio? Forse è il potere dell'ombra, che restituisce ai sudditi fiducia e coraggio. Maaza Mengiste allestisce un doppio palcoscenico: sulle alture, agli ordini del nobile Kidane, si organizzano gli irriducibili combattenti etiopi, Aklilu, Seifu, Aster, Hirut, Fifi, la cuoca e innumerevoli altri; mentre sul terrazzamento a strapiombo sulla valle il colonnello Fucelli fa costruire la base italiana dove si fronteggiano opposte concezioni dell'onore e del coraggio, e si sperimenta con inquietante coerenza come una forma d'arte possa diventare un'arma. Nelle fotografie scattate da Ettore Navarra, il soldato ebreo cui viene dato l'ordine sadico e pornografico di immortalare esecuzioni e nudi femminili, leggiamo insieme talento e crudeltà, obbedienza e indifferenza a se stesso. Incrinate, l'una e l'altra, dal coraggio intelligente di Hirut, che si sottrae al ruolo di vittima del suo obiettivo per assumere quello di testimone e poi custode di un archivio d'immagini che raccontano la Storia e la rettificano." (Anna Nadotti)contributoriTR Anna NadottiLE Ilaria Egitto
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EINAUDI, 2021
Abstract: Canale Mussolini è l'asse portante su cui si reggela bonifica delle Paludi Pontine. I suoi arginisono scanditi da eucalypti immensi cheassorbono l'acqua e prosciugano i campi, allesue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironibianchissimi trovano rifugio. Su questaterra nuova di zecca, bonificata dai progettiambiziosi del Duce e punteggiata di città appenafondate, vengono fatte insediare migliaiadi persone arrivate dal Nord. Un vero e proprioesodo. Contadini emiliani, veneti e friulani lascianole proprie terre, dove non rimaneva altroche stare a "puzzarsi di fame" e diventano iprimi attori del nuovo sogno italico di grandezza.A migrare sono famiglie intere, con nonneche sanno guidare un carretto e governare lebestie, uomini forti come tori, donne spavaldeche alle feste della mietitura ballano e ridonocon tutti i maschi, truppe di bambini di ognietà. Sono i "cispadani" scesi dal Nord, e i "marocchini"del Lazio li guardano con sospetto,spiano le loro abitudini disinvolte, le loro donnein gonne corte e sgargianti, allegre.Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi,gli eroi di questa saga straordinaria. Afarli scendere dalle pianure padane sono il carismae il coraggio di zio Pericle, che dentro ilFascio conta qualcosa perché ha meriti di audaciae valore, ma che dal Fascio non si fa dettareordini. Con lui scendono i vecchi genitori,tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolcema inflessibile nello stabilire le regole di casacui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitosoAdelchi, più adatto a comandare che alavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle,Treves e Turati, fratelli legati da un affettoprofondo fatto di poche parole e gesti assoluti,promesse dette a voce strozzata sui campidi lavoro o nelle trincee sanguinanti dellaguerra. E una schiera di sorelle, a volte buonee compassionevoli, a volte perfide e velenosecome serpenti.E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle,la più bella, andata in sposa al più valoroso. Lapiù generosa, capace di amare senza riservee senza paura anche il più tragico degli amori.La più strana, una strega forse, sempre circondatadalle sue api che le parlano e in volosibilano ammonimenti e preveggenze che, comei sogni oscuri della nonna, non basterannoa salvarla dalla sorte che l'aspetta. E Paride,il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato,come l'eroe di cui porta il nome, a esserecausa della sfortuna che colpirà i Peruzzi eli travolgerà.Un poema grandioso che, con il respiro dellegrandi narrazioni, intreccia le vicende drammatichee sorprendenti dei suoi protagonisti aquelle, non meno travagliate, di mezzo secolodi storia italiana. Antonio Pennacchi rievocail passato controverso e insieme epico dellanazione, animando ricordi e fantasmi con unosguardo sempre lucido, ironico e spiazzante,ma soprattutto carico di pietas e profonda commozioneper i propri pcontributoriLE Marta De Lorenzis
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Mondadori, 2021
Abstract: Alle volte non è facile stabilire il confine tra colpa e innocenza. Che cosa succede quando il male ci viene inferto da chi dovrebbe difenderci?Chi è colpevole: colui che produce il male coscientemente oppure chi, in buona fede, crea danni e dolore anche maggiori? Il male è tanto più brutale quando si presenta dietro l'alibi del bene, tanto più violento quando è in- consapevole. È l'estate più torrida del secolo. Matteo, un ragazzino di dodici anni orfano di padre e grande appassionato di musica, è seduto in auto al fianco della mamma nel breve viaggio da un paese di campagna alla città vicina, dove sarà interrogato dal Giudice per un presunto abuso subito due anni prima.Un viaggio di formazione, un crescendo emotivo fino all'incontro fondamentale in quella che lui chiama la "Stanza delle parole".Giudice e Psicologa svolgono il loro necessario compito, ma proprio questo forse è alla radice del male che infliggeranno al "minore", come lo chiamano. Minore, appunto. Quasi fosse un dettaglio marginale di una storia tra adulti, in cui lui non è che una voce.Il viaggio di ritorno sarà breve, e segnerà per Matteo il vero spartiacque tra il mondo dell'infanzia e il suo trovarsi troppo presto "grande". Con questo strappo il ragazzo troverà dentro di sé la capacità di reagire e di riconoscere finalmente l'ambivalenza delle parole, come della vita. Scritta in una lingua discreta, in ascolto del vivido mondo interiore di Matteo, L'innocente è una storia portatrice di una delicatezza senza pelle, che pone domande, più che azzardare risposte. Un romanzo che tocca uno tra i temi più dolorosi e attuali della contemporaneità, raccontato per la prima volta dal punto di vista di un bambino. Un viaggio che accompagna il lettore dietro al velo fumoso delle parole, con lo stesso stupore con cui l'infanzia scopre il volto della realtà adulta dietro le apparenze.contributoriLE Alberto Onofrietti
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Nina&Olga. Che divertimento in fattoria!
Mondadori, 2021
Abstract: Nina e Olga fanno una bellissima gita scolastica in campagna. Scopri la fattoria insieme a loro!contributoriLE Chiara FranceseLE Anita Sorbino
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Nina&Olga. Il posticino scacciarabbia
Mondadori, 2021
Abstract: La barca di carta di Nina si è rovinata. Che rabbia! Per fortuna esiste un posto speciale in cui ritrovare il buon umore...contributoriLE Anita SorbinoLE Chiara Francese
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Nina&Olga. Il miglior regalo di sempre
Mondadori, 2021
Abstract: È la vigilia di Natale! Nina è emozionatissima e continua a chiedersi se Babbo Natale le porterà i regali che aveva chiesto. La aspetta una bella sopresa...contributoriLE Chiara FranceseLE Anita Sorbino
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Nina&Olga. Piccoli misteri della notte
Mondadori, 2021
Abstract: Che paura! Di notte tutte le cose sono un po' più spaventose, Nina lo sa bene! Ma per fornuta c'è la nuvola Olga che la aiuta a calmarsi...contributoriLE Anita SorbinoLE Chiara Francese
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Storia della filosofia moderna - 1. Da Niccolò Cusano a Galileo Galilei
Mondadori, 2021
Abstract: Nel Quattrocento e nel Cinquecento, la "casa" in cui gli uomini abitavano diventò più grande e misteriosa. Si scoprì l'esistenza di un nuovo continente, l'America; e qualcuno intuì che la Terra non era il centro dell'Universo, ma un sassolino che volava in uno spazio i cui confini, se esistevano, non potevano che essere irraggiungibili. A questa dilatazione dello spazio si accompagnò una dilatazione del tempo: giacché l'Antichità, che non era mai stata dimenticata, cessò di essere il passato e diventò un modello vivo e vicino.I grandi intellettuali del tempo, come Niccolò Cusano, Lorenzo Valla, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Leonardo, Erasmo, Machiavelli, Copernico, Montaigne, Campanella, Bruno, Galileo, furono pervasi da un inimitabile entusiasmo.L'eccezionale stagione dell'Umanesimo e del Rinascimento rivivono in questa storia della filosofia moderna scritta con il consueto garbo e ironia da Luciano De Crescenzo.contributoriLE Gustavo La Volpe
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Mondadori, 2021
Abstract: Esiste uno strumento in grado di misurare la felicità? Il denaro è ancora un elemento imprescindibile del benessere di un individuo e di una nazione? Perché il livello del Pil - il famigerato prodotto interno lordo da cui dipendono le nostri sorti - è così importante? È davvero un indicatore affidabile oppure aveva ragione Bob Kennedy quando, in un famoso discorso tenuto nel 1968 alla Kansas University, fece notare che il Pil "mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle"?Prendendo spunto da questi e altri interrogativi il libro di Luciano Canova cerca di sfatare un luogo comune duro a morire: che gli economisti, alfieri di una "scienza triste", non si siano mai occupati di felicità. È vero il contrario. Insieme ai filosofi, i primi a porsi la domanda cruciale - che cosa ci serve per vivere una vita migliore? - sono stati i padri della scuola neoclassica. Poi, soprattutto nell'ultimo mezzo secolo, fior di economisti e premi Nobel - da Easterlin a Kahneman, da Samuelson a Kunets - hanno proseguito il loro cammino, dedicandosi allo studio delle principali dinamiche comportamentali che inducono le persone a compiere certe scelte, anziché altre, in tema di lavoro, acquisti, tempo libero, relazioni sociali.I risultati dei loro esperimenti empirici - che Canova riassume in maniera semplice e illuminante - mostrano che accanto al reddito e alla salute vi sono altri elementi che concorrono a una vita felice: la propensione alla generosità, il supporto sociale, la libertà di prendere una decisione in autonomia, il grado di fiducia nella comunità in cui si vive, e in particolare la motivazione, vero e autentico motore delle decisioni. Ecco perché politiche ispirate alla sola crescita economica e materiale rischiano di perdere di vista il ruolo giocato da altri fattori imponderabili ma di assoluto valore per una società complessa come quella attuale, alle prese con la rivoluzione digitale e l'avvento dei Big Data.Il metro della felicità è un libro divertente e al tempo stesso profondo, che nel ridisegnare i confini del nostro sguardo sul mondo ci aiuta a capire qualcosa in più delle leggi economiche che lo governano. E di noi stessi.Luciano Canova è dottore di ricerca in Eco-nomia all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dopo un master alla University of Sussex e un'esperienza di ricerca alla Paris School of Economics, è rientrato nel 2009 in Italia.Docente di Economia ed Economia comportamentale alla Scuola Enrico Mattei, si occupa di qualità della vita e misure del benessere. Collabora con alcuni siti di approfondimento come Gli Stati Generali, Info Data del Sole 24Ore, lavoce.info, Centodieci.contributoriLE Luciano Canova
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Mondadori, 2021
Abstract: Cecilia Carboni ha venticinque anni e per buona parte della vita si è ritrovata a seguire, suo malgrado, i diktat imposti dal padre Alberto, uno dei più quotati avvocati milanesi. Proprio per volere suo, si è laureata in Giurisprudenza e ha iniziato il praticantato nello studio legale di famiglia. Il suo futuro sembra già delineato, quando un giorno le viene rivolta una proposta allettante: lavorare nel prestigioso showroom di Franco Sartori, uno degli stilisti più celebri al mondo. Lei, da sempre appassionata di moda, per una volta non ha esitazioni, e sceglie di darsi finalmente la possibilità di decidere da sola della propria vita, senza tener conto del parere degli altri, compreso quello del fidanzato Andrea, avvocato a sua volta e collaboratore di Alberto. La scelta si rivela azzeccata: Cecilia è brava, chiude contratti importanti, tanto che brucia le tappe, fino ad assumere un ruolo di rilievo alla Maison Sartori, nonostante Georgette Lazare, direttrice dello showroom, le remi contro.Ma il destino ha in serbo per lei amare sorprese. Franco Sartori viene trovato assassinato in un cascinale in rovina. È chiuso in una custodia di seta dei suoi abiti da sera, ha una croce rovesciata incisa sul petto e, circostanza ancora più sconvolgente, il suo corpo è collocato dietro una sorta di altare allestito con gli inconfondibili elementi di una messa nera. Per Cecilia è l'inizio di una caduta verticale agli inferi. Sono le convulse settimane delle vendite primaverili, e lo showroom si popola non solo di clienti, ma anche di poliziotti, misteri, segreti insospettabili e purtroppo anche di nuove vittime, ancora in contesti inquietanti. Chi c'è dietro gli omicidi? E se fosse proprio Cecilia la prossima nella lista? L'abisso è pronto a inghiottirla, svelando verità che mai avrebbe immaginato.Con il suo nuovo, adrenalinico thriller, Marina Di Guardo questa volta ci porta tra le mille luci (e ombre) del jet set milanese, dentro ai locali più esclusivi e ambigui della città della moda e giù in fondo al cuore, a volte nerissimo, dei suoi protagonisti.contributoriLE Marina Di Guardo
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Destinazione Vita. Life Skills: il bagaglio essenziale per affrontare il viaggio più importante
Mondadori, 2021
Abstract: Ti sei mai chiesto se sei in grado di risolvere i problemi e gli imprevisti che la vita ti presenta? Se sei capace di prendere decisioni efficaci anche sul lungo periodo? Quanto riesci a gestire lo stress e a metterti in relazione con gli altri? O a farti venire un'idea illuminante quando ce n'è bisogno? Immagina di avere fra le mani la risposta a tutti i tuoi dubbi, oltre a una guida per poter crescere felice e consapevole. Quello che ti serve sono sette competenze, o life skills, strumenti indispensabili per affrontare le sfide della quotidianità. Saper RISOLVERE PROBLEMI, PRENDERE DECISIONI, GESTIRE LO STRESS e COMUNICARE IN MODO EFFICACE, oltre a una buona CONSAPEVOLEZZA DIGITALE, a EMPATIA e a PENSIERO CRITICO, ti aiuteranno ad allenare la tua "muscolatura emotiva" e a metterti alla prova con te stesso e con gli altri.Per ogni LIFE SKILL troverai:· un test che ti aiuterà a capire se e quanto la tua competenza ha bisogno di essere potenziata;· una testimonianza reale con cui confrontarti e riflettere;· una spiegazione di come e perché è importante acquisirla;· una serie di consigli pratici su come allenarla al meglio.E, per finire, una playlist con suggerimenti di film, canzoni e libri, per goderti appieno il grande viaggio che è la vita.contributoriIL Pond PemberleyLE Alessandra De Luca
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Mondadori, 2021
Abstract: Italia, 1972. Dopo quattordici anni trascorsi tra i corridoi polverosi di un soffocante archivio alla periferia di Milano, Andrea Ferrante è ormai rassegnato al suo dignitoso quanto anonimo ruolo di piccolo funzionario politico, ben lontano dalla radiosa carriera cui un tempo sembrava destinato. Il rapporto con la moglie Sandra si trascina stancamente. Con suo figlio Umberto, poco più di qualche sporadico litigio.A strapparlo dal torpore del fallimento è un'inattesa convocazione a Roma dove, contro ogni logica e consuetudine, il nuovo segretario del PCI lo nomina tesoriere del partito. L'entusiasmo per il prestigioso incarico, però, lascia presto il posto allo sconcerto: non solo il suo predecessore è stato trovato morto in circostanze poco chiare, ma il primo compito che Ferrante deve affrontare è interrompere il fiume di denaro proveniente da Mosca.Sono anni densi di fermento, quelli della Guerra Fredda, delle università occupate, del volantinaggio in fabbrica, dei cortei di piazza e delle prime vittime del terrorismo.L'Italia è troppo strategica per lasciare l'iniziativa al nemico: comunisti, democristiani, CIA, KGB, servizi deviati, brigatisti e alti prelati del Vaticano si incrociano a Roma, vero epicentro della contrapposizione tra Mosca e Washington, mettendo in scena un conflitto senza precedenti che, anestetizzato dall'abbraccio della Dolce Vita, trasforma la Città Eterna nel parco divertimenti dello spionaggio internazionale.Gli eventi che hanno catapultato l'inconsapevole tesoriere in un labirinto senza apparente via di uscita risvegliano storie provenienti da lontano che si danno appuntamento sulle sponde del Tevere per fare i conti con il passato.Storie di soldi, tanti soldi, storie di militanza e di tradimenti, di fantasmi testardi, nobili proletari, truffatori metodici, ministri senza culto, criminali devoti ed eroi inconsapevoli.In questo avvincente romanzo d'esordio Gianluca Calvosa ricostruisce le dinamiche di una stagione cruciale per la storia italiana, che ancora si riverbera con la sua ombra fosca sul presente.Gianluca Calvosa (Napoli, 1969) dopo la laurea in ingegneria ha svolto un'intensa attività manageriale per poi fondare OpenEconomics, società leader in Italia nella valutazione d'impatto socioeconomico, e Standard Football, spin-off di analisi finanziaria in ambito sportivo. Dal 2002 al 2006 ha diretto la casa editrice de "Il Riformista", "New Politics" e "Quaderni Radicali" e nel 2004 ha contribuito alla nascita di "Formiche", magazine multimediale di economia e politica di cui è tuttora presidente.contributoriLE Maria Pia Calzone