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Trovati 668158 documenti.
I pinguini di Madagascar. Missione: pinguini in ricognizione [Videoregistrazione]
: Dreamworks home entertainment, 2011
A-Team [Videoregistrazione] / regia di Joe Carnahan
: 20th Century Fox home entertainment, 2010
Abstract: Messi insieme con sapienza dal colonnello Hannibal Smith sono la squadra più affidabile ed efficiente dell'esercito americano a cui vengono affidate le missioni che paiono irrisolvibili. Un tradimento inaspettato però li trasforma in fuorilegge, costringendoli ad un'evasione e a lottare per dimostrare la propria innocenza in una giungla in cui è impossibile distinguere gli amici dai nemici. Non è una storia dell'A-Team ma la storia di come l'A-Team sia diventato quello che conosciamo. Fare dell'ominima serie TV un film poteva essere un'impresa anche più improbabile delle omologhe compiute su Starsky & Hutch o Charlie's Angels, invece Joe Carnahan, applicando il suo registro vorticoso e ipertrofico, azzecca il taglio giusto e confeziona un film indirizzato ad un target tredicenne ma diretto con un'abilità tale da conquistare anche l'adulto pronto a regredire. Infantile ma con stile. Ibridando con molta forza il cinema d'azione cartoonesco con la commedia americana, grazie a pesanti iniezioni di ironia e umorismo da one-line, A-Team riesce ad essere sufficientemente basso da andare a pizzicare gli istinti più gretti e contemporaneamente sufficientemente magistrale da vincere la ritrosia e i pregiudizi verso questo tipo di prodotti di un pubblico più smaliziato. I personaggi cardine della serie sono più o meno come li si ricorda, tranne Sberla il quale, probabilmente in virtù della potenza mediatica in continua ascesa dell'attore che lo interpreta (Bradley Cooper), viene piegato per diventare il vero protagonista. Bello e sofisticato come nella serie ma anche uomo d'azione ironico e potente come James Bond, Sberla è l'unico personaggio minimamente approfondito, che sviluppa una storia d'amore e che nutre obiettivi personali al di là di quelli del collettivo. In questo singolo, grosso mutamento sta tutto lo scarto tra un prodotto seriale e uno per il cinema e anche l'abilità del team creativo, modificare un elemento per tenerne costanti altri. Non mancano infatti le sequenze di preparazione del piano, come anche quelle a bordo di diversi mezzi di trasporto, la tradizionale ritrosia di PE (o B.A. a seconda della lingua) Baracus per il volo e il rapporto burrascoso con Murdock (qui più divertente che nella serie). Al di là però delle ottime strategie di marketing è possibile cominciare ad intravedere un'idea dietro i diversi adattamenti filmici delle serie televisive anni '70 e '80, ovvero un taglio fortemente ironico, in linea con lo sguardo che lo spettatore di oggi può avere nei loro confronti. Lungi dal cercare di aggiornare certe dinamiche o di rendere più serie di quanto non lo fossero le pretese di azione e intrattenimento, il remake di serie TV ad Hollywood è fatto (e con successo!) puntando sul divertimento quanto più epidermico possibile, in questo di fatto ricalcando il vero spirito di quei prodotti e configurandosi come la forma di remake più interessante nella giungla che popola la produzione recente. Desta infine grande stupore come un film volutamente disimpegnato come A-Team voglia prendere una posizione politica di granito. Il cattivo qui è indubbiamente la CIA e non uno dei suoi membri bensì l'istituzione tutta. Gli uomini della CIA ricordano i russi degli anni '80 per come sono ritratti: tutti uguali, poco intelligenti, poco leali, poco furbi, viscidi, sadici, egoisti e dotati dei principali difetti umani. Già Green zone, con più cognizione di causa e più motivazioni, lanciava un attacco forte ma ora che anche un film mainstream dal grande incasso non disdegni di lanciare strali fa intravedere come Hollywood sembri aver scelto da che parte stare.
The hole [Videoregistrazione] / regia di Joe Dante
: Medusa film, [2010]
Abstract: Il piano escogitato da quattro studenti inglesi per sfuggire alle noie del college: è alquanto bizzarro: trascorrere tre giorni all'interno di un bunker (appunto "il buco") utilizzato durante la seconda guerra mondiale. Tuttavia qualcosa va storto, e la bravata in questione si muta in un incubo senza fine. Spetta alla protagonista - Thora Birch, figlia di Kevin Spacey nell'eccellente American Beauty - cercare di ricordare cosa è realmente accaduto durante la permanenza nel bunker, estrapolando, con l'aiuto di una psicologa, la sconcertante verità celata nel suo inconscio. La trama trae ispirazione dall'omonimo romanzo di Guy Burt, e la trasposizione in chiave cinematografica risulta sorprendente. The Hole coinvolge, inganna e infine sconvolge lo spettatore, svelandogli inizialmente false verità ("sembra appena tornata da una vacanza a Disneyland" è l'impressione destata dal primo racconto della protagonista) per poi somministrargli a piccole porzioni l'agghiacciante realtà. The Hole mostra brevi flash di orrore inseriti all'interno della quotidianità studentesca, martella i timpani con effetti sonori taglienti, catapulta in uno scenario claustrofobico prima rallegrato da musica e sesso, poi contaminato dall'angosciante presenza di corpi in decomposizione. Il giovane regista Nick Hamm, dopo lungometraggi di indubbio valore (vedi Martha da Legare) dà ancora una volta prova della propria abilità con la macchina da presa, ricercando in ogni occasione inquadrature mai vittime del caso o della banalità. Lodevoli le scene filtrate dall'obbiettivo di una telecamera (alla American Beauty) durante alcuni colloqui della psicologa con la studentessa reduce dalla terribile esperienza. Il cast degli attori si rivela ottimo: merita un elogio particolare l'impeccabile interpretazione di Thora Birch, dotata di indubbio talento malgrado la giovane età, ma anche gli altri sorprendono per l'ottima recitazione e la pregevole immedesimazione nelle loro parti (la classica ragazzina facile da sedurre, l'atletico, desiderato playboy capitano di una squadra di rugby e cosÏ via). Una piccola curiosità: stando ad alcune informazioni trapelate da canali satellitari ed altre fonti, gli attori protagonisti si sono in un certo senso divertiti nelle varie riprese, malgrado il genere tutt'altro che rasserenante e la drammaticità che avvolge gran parte delle scene. Il finale del film, cinico e pungente come pochi altri, non può che lasciare basiti, suscitando sconforto e al tempo stesso sorpresa e ammirazione. Più in generale è l'intera pellicola ad offrire continui colpi di scena, colmando gli interrogativi che lo spettatore si pone con sconcertanti risposte. In definitiva un Thriller come non se ne vedevano da tempo, dall'ambientazione claustrofobica e dalla sceneggiatura senz'altro curata, nonché dotato di indubbio fascino e di una vibrante atmosfera.
Bats 2 [Videoregistrazione] / regia di Jamie Dixon
: Sony pictures home entertainment, 2008
Abstract: Un'unità scelta, armata fino ai denti, è a un passo dall'obiettivo. Sono gli uomini migliori, non hanno mai fallito una missione ma stanno per essere attaccati con un'arma che non sono pronti a combattere: pipistrelli geneticamente modificati, assetati di sangue e programmati per nutrirsi di carne umana.
Gentlemen Broncos [Videoregistrazione] / regia di Jared Hess
: 20th Century Fox home entertainment, 2011
Abstract: Il solitario Benjamin vive con sua madre, una donna dalle abitudini bizzarre che invece di mandare il figlio in un normale istituto scolastico ha deciso di farlo studiare in casa. Il ragazzo è appassionato di scrittura, soprattutto racconti di fantascienza, e quando si presenta l'occasione di partecipare a un campus di Letteratura è ben lieto di parteciparvi. Relatore del workshop è il celebre romanziere Ronald Chevalier. Tuttavia Chevalier, che sta attraversando un periodo di crisi creativa, dopo aver letto una delle storie di Benjamin decide di farla propria, cambia alcuni particolari e dà alle stampe il suo nuovo romanzo. Benjamin scoprirà il furto letterario perpetrato ai suoi danni e cercherà di far valere i propri diritti. Nel frattempo, un regista indipendente deciderà di farne un film, ma gli stessi personaggi si troveranno invischiati nella diatriba tra il veterano scrittore e la giovane promessa... "Che amarezza! E quanto sono fessi gli americani, quando, con la scusa di compatire gli ingenui, di fatto simpatizzano con i furbastri, nati dalla parte dei vincitori." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 4 giugno 2010) "Spiacerà specialmente a coloro che dopo 'SuperMacho' s'aspettavano un altro super film da Jared Hess. E in vece il piccolo genio appare già bollito (il numero delle gag azzeccate è sotto la sufficienza)" ('Libero', 4 giugno 2010) Note - JARED E JERUSHA HESS FIGURANO ANCHE COME PRODUTTORI ESECUTIVI.
Barnyard, ritorno al cortile. Luci, motore, muu! [Videoregistrazione]
: Paramount pictures, 2011
Anna e il re [Videoregistrazione] / regia di David Duncombe
: Sirio Vide, [200-?]
Audrey Rose [Videoregistrazione] / regia di Robert Wise
: 20th Century Fox home entertainment, 2007
Abstract: Il concitato e disperato Elliot Hoover (Anthony Hopkins) cerca di convincere Janice (Marsha Mason) e Bill Templeton (John Beck), genitori di una bambina, Ivy (Susan Swift), che lanima della sua piccola Audrey Rose, morta assieme alla madre in un incidente stradale, si è trasferita in Ivy. I Templeton non gli credono, ma Ivy ha da tempo incubi che stanno aggravandosi. Classico film che vuol convincere della realtà del proprio assunto, e che quindi spinge a dare verosimiglianza a tutto quanto accade, risulta piuttosto fastidioso nelle sue lunghe spiegazioni sulla reincarnazione e sulle problematiche conseguenti. È il difetto tipico di questi horror seri e pseudofilosofici, che un regista abile, ma qui non particolarmente ispirato, come Robert Wise non riesce a eliminare, cercando invano un equilibrio tra realismo e horror, come gli era invece riuscito con #Vedi#Gli invasati. La nobile noia della narrazione serve paradossalmente ad amplificare la riuscita dei momenti veramente inquietanti. Ancora una volta, un Anthony Hopkins precannibalico si dimostra abilissimo nella parte del padre disperato e cocciuto
Iron Man 2 [Videoregistrazione] / regia di Jon Favreau
: Paramount home entertainment, 2010
Abstract: "Io sono Iron Man" così, con lo svelamento dell'identità non più segreta, si chiudeva la storia del film precedente e così si apre quella di questo nuovo capitolo. Tony Stark è Iron Man e ora, dopo 6 mesi, che la notizia è di pubblico dominio il governo e le compagnie concorrenti, non troppo liete che la pace nel mondo sia mantenuta da un deterrente che non gli appartiene, tentano di appropriarsi dell'armatura: "Ho privatizzato con successo la pace" risponde Stark a chi lo accusa di essere fuori dal controllo statale. Non è tuttavia questo il problema più grosso del miliardario con l'hobby del supereroismo. Il palladio, elemento utile a far funzionare l'armatura, lo sta lentamente uccidendo inquinandogli il sangue e il brillante inventore non riesce a trovare un rimedio. Come se non bastasse, nel mezzo di una corsa automobolistica promozionale, a turbare la pace mondiale si presenta Ivan Vanko, figlio di un vecchio collaboratore di Howard Stark (il padre di Tony), colmo di rancore, volontà di vendetta e in possesso dei brevetti originali di molte invenzioni della Stark. Nel 2008 Iron Man fece segnare una delle punte più alte del cinema d'azione degli ultimi anni, raccogliendo il quasi unanime consenso di pubblico e critica per come raggiungeva tutti gli obiettivi del film d'intrattenimento all'americana: avvincere con l'azione, affascinare con un protagonista carismatico in cui volersi immedesimare, divertire e smuovere sentimentalmente. Il team capitanato da Jon Favreau, nel quale spiccava la forma smagliante di Robert Downey Jr., sembrava aver ritrovato lo smalto dell'intrattenimento della Hollywood degli anni '80 fondendo il meglio del cinema del frat pack con il fascino che è proprio dei supereroi da fumetto. Lo stesso non si può purtroppo dire di Iron Man 2, che seguendo la tipica scansione del cinema supereroistico (dopo un primo episodio che narra le origini dell'eroe viene un secondo più denso di eventi e personaggi che mette in crisi e infine consolida la figura protagonista) gioca al raddoppio con l'idea di aumentare il gradimento. Ma così non è. Uno dei pochi cambi fatti al team creativo nel passaggio da un film all'altro riguarda gli sceneggiatori: arriva Justin Theroux (che alle spalle ha la collaborazione a Tropic Thunder) e se ne vanno i 4 realizzatori del precedente. Scelta curiosa che si ripercuote in una scrittura non eccellente: molte sottotrame raccontate in maniera non impeccabile, molti personaggi, un trionfo di ammiccamenti al futuro film sui Vendicatori, molti dialoghi non eccezionali e poca azione appesantiscono inevitabilmente il film e, cosa peggiore, tolgono quel misto di arroganza e autoironia che rendeva unico il film precendente. I cattivi da uno diventano due: oltre a Vanko, specchio del Tony Stark inventore, c'è anche Justin Hammer, che è lo specchio del Tony Stark imprenditore, mentre gli alleati raddoppiano e a soffrirne è il rapporto tra Tony e Pepper Potts, ormai ridotto alla solita macchietta da battaglia dei sessi e lontanissimo da quell'amaro e romantico menage a due che li univa. Iron Man 2, insiste e preme su tutti quegli elementi che avevano fatto il successo del primo, portando ogni situazione e ogni personaggio al suo paradossale estremo. La conseguenza è che si perde quell'aura di apparente spontaneità che rendeva godibile il racconto di un uomo che vola in un'armatura tecnologica a favore di una compiaciuta sufficienza. La prova evidente è data dalle molte sequenze che replicano i momenti topici del primo film ma che non ne sono all'altezza. Anche lo showdown finale con la nemesi di turno (un Mickey Rourke perfetto tanto quanto lo era Jeff Bridges) si risolve in poco e senza vero coinvolgimento.
Bagliori nel buio [Videoregistrazione] / regia di Robert Lieberman
: Paramount home entertainment, 2004
Abstract: E' la sera del cinque novembre 1975. Alcuni taglialegna a bordo di un autocarro in una strada di montagna, nel mezzo di una foresta dell'Arizona, vedono uno strano ed inconsueto fascio di luce nel cielo. Malgrado gli ammonimenti dei suoi compagni, e spinto dalla curiosità, Travis Walton scende dall'autocarro per vedere da vicino di che si tratta. Improvvisamente, Walton viene scaraventato per terra da una misteriosa energia. I suoi compagni fuggono, terrorizzati. Più tardi, descrivono le circostanze relative alla sua scomparsa. Raccontano l'avvenimento che avrebbero considerato impossibile se non fossero stati presenti essi stessi: un incontro con un UFO. Per cinque giorni, i taglialegna vengono sospettati di omicidio, fino al momento in cui Walton riappare, disorientato ed incapace di rendersi conto del tempo di sparizione. Walton racconta di essere stato a bordo di un velivolo di alieni e la sua storia attira l'attenzione sulla cittadina di Snowflake. C'è il sospetto che si tratti di uno scherzo, ma c'è la possibilità che il fatto sia accaduto realmente. "Parte lento, senza riuscire a trovare il bandolo della matassa, ma nella seconda parte, grazie ad effetti abbastanza speciali, il regista riesce a catturare un poco di inconscio. All'altare del mistero universale, il film di Lieberman depone ben poco, una bella fotografia notturna, ritratti rustici, qualche intuizione e un manipolo di simpatici attori a paga sindacale". (Il Corriere della Sera, Maurizio Porro, 19/06/93) "Per questa impostazione narrativa da "B movie" degli anni '50 che la fotografia volutamente datata di Bill Pope ("Darkman") esalta, forse il film non incontrerà il gusto di un pubblico assetato di effetti speciali. A noi è simpatico proprio perchè ci ricorda le serate nelle arene estive di un tempo". (La Stampa, Alessandra Levantesi, 13/06/93) "Si procede a rilento, si inciampa in drammi fittizi, si naviga tra l'inverosimile e troppe pretese verità: senza mai veri coinvolgimenti e ai limiti, qualche volta della noia". (Il Tempo, Gian Luigi Rondi, 13/06/93) ""Bagliori nel buio" parte alla grande, visualizzando a ritmo serrato l'avventuroso impatto del gruppo con il misterioso oggetto luminoso, poi si arena nella verbosa ricostruzione dell'incidente, nei burocratici interrogatori di un invadente James Garner nel ruolo di Waters, nei ripetitivi conflitti tra gli amici e ritrova la forza espressiva della fantascienza pura nella sequenza-incubo degli umanoidi che sottopongono Travis ad un doloroso tecnologico intervento chirurgico". (Il Mattino, Valerio Caprara, 17/06/93) Note - REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1993.
La fontana dell'amore [Videoregistrazione] / regia di Mark Steven Johnson
: Walt Disney studios home entertainment, [2011?]
Abstract: Beth Harper, giovane e ambiziosa newyorchese sentimentalmente disillusa, durante un viaggio a Roma per celebrare le nozze di sua sorella prende alcune monete magiche da una mitica fontana dell'amore. Da quel momento verrà inseguita da un variopinto gruppo di spasimanti tra cui un affascinante cronista, Nick, cui Beth non rimane indifferente. Ma l'amore di Nick sarà vero o frutto della magia?
Non per soldi... ma per denaro [Videoregistrazione] / regia di Billy Wilder
: MGM home entertainment, [2002]
Abstract: Un cameraman della TV si lascia convincere dal cognato, avvocato di pochi scrupoli, a fingere un gravissimo incidente, con conseguente menomazione, per ottenere una cospicua assicurazione. Film articolato in 16 capitoletti: "16 piccole, folgoranti ‘moralità’ che percorrono un universo balzachiano del comportamento economico" (A. Cappabianca). Scritto da Wilder col fido I.A.L. Diamond, è una maligna, aguzza, amara commedia di grande interesse sul piano tematico. Lo è un po' meno sul piano della forma per la disarmonia della struttura e l'indecisione del tono. Al suo attivo il memorabile personaggio di Willie Gingrich (Matthau, Oscar come attore non protagonista) e la partita notturna a due, nello stadio deserto, tra Harry Hinkle (Lemmon) e il giocatore nero Boom-Boom (Rich).
Saw VI [Videoregistrazione] : credi in lui / regia di Kevin Greutert
: 01 Distribution, 2010
Abstract: La serie di film iniziata con Saw - L'enigmista e dedicata a una figura molto particolare di serial killer si è rivelata nel tempo come una delle franchise horror di maggiore successo e, al ritmo di un episodio allanno, è rapidamente arrivata al sesto episodio senza più la brillantezza iniziale, ma ancora con qualche carta da giocare. Linizio di Saw VI è tipico della serie. Due persone - un uomo e una donna - sono bloccate in una trappola di Jigsaw, lomicida seriale che ama sottoporre le sue vittime a quelli che definisce giochi: i due sono degli usurai e quindi cè il consueto paravento etico sia per la loro prigionia sia per il tipo di trappola in cui sono caduti. Come nel Mercante di Venezia shakespeariano, infatti, Jigsaw vuole una libbra della loro carne. Solo uno però potrà salvarsi: quello che offrirà più carne. Luomo è grasso e si taglia delle fette di giro vita, mentre la donna, magra, opta per un avambraccio. Chi vincerà? E soprattutto qualcuno vincerà veramente? La struttura dei film della serie è ormai ancorata a un inizio che vede sempre una o più vittime fronteggiare una morte potenzialmente terribile. Come nei film di James Bond, si parte quindi da una sequenza forte per poi riprendere con una narrazione più tradizionale. In questo caso, la storia riparte da dove lavevamo lasciata nel capitolo quinto, con il tormentato detective Mark Hoffman a osservare il cadavere stritolato del suo collega Peter Strahm, colpevole daver capito che lui era complice di Jigsaw. William Easton (Peter Outerbridge) è il capo di unimpresa di assicurazioni. Cerca sempre, anche attraverso un suo team di esperti, di trovare delle scappatoie per non coprire assicurativamente quelli che non sono in buona salute, anche se magari hanno pagato anni e anni di assicurazione. Un caso è quello di Harold Abbott (George Newbern), al quale Easton ha contestato una polizza più che decennale perché non aveva resa nota unoperazione di trentanni prima per la rimozione di una ciste dalla bocca (il che non ha ovviamente niente a che fare con la malattia di cuore che ha adesso). Così facendo, gli obietta inutilmente il disperato Abbott, lo condanna a morte perché nessuno più lo coprirà assicurativamente e non potrà curarsi. Hoffman ha intanto una sorpresa: la detective Perez non era morta nel film precedente, ma, sopravvissuta alle ferite, era stata nascosta dal capo delle operazioni Dan Erickson sino a che non fosse stato sicuro di chi era la talpa che agiva per conto di Jigsaw. Perez ed Erickson pensano adesso che sia Strahm, perciò Erickson vuole che Hoffman lavori con Perez per trovarlo. Hoffman deve quindi fingere di investigare e nello stesso tempo proseguire il lavoro di Jigsaw, che ha lasciato qualcosa di non concluso: in particolare, William Easton. Precursore del cinema della crudeltà, il primo Saw aveva qualità narrative e figurative notevoli: ha creato uno stile e l'ha fatto senza cedere nulla sul piano dellingegnosità del racconto. I seguiti hanno progressivamente perso di incisività, pur contribuendo a creare una complessa architettura che - diversamente dalla norma dei seguiti degli horror di successo, usualmente mere copie carbone - evidenzia la volontà di far procedere la storia in modo articolato e il più possibile originale, anche attraverso una continuity capace di fidelizzare lo spettatore. Personaggi nuovi vengono introdotti ad ogni episodio, mentre altri ritornano, anche inaspettatamente, proprio come in una sorta di soap-opera deviata e perversa. Diversi brani del film precedente vengono mostrati per ricordare quanto già successo in quello che ormai è un tortuoso sentiero narrativo pieno di intrecci e rimandi contorti. Lepisodio numero cinque aveva cominciato a mostrare la corda. Questo è leggermente più teso e ha al centro una questione più significativa. La circostanza infatti che stavolta la storia abbia a che fare con il welfare e la malsana lotteria delle assicurazioni private in America testimonia di unammirevole attenzione allattualità. Gli executives che hanno in pugno salute e destino dei loro clienti sono pronti a sbranarsi tra loro per sopravvivere in una sanguinosa metafora della corsa al successo e al denaro tipicamente americana, ma ormai largamente esportata. Jigsaw è forse lunica notevole figura horror seriale creata dal cinema negli anni zero. Il personaggio è sicuramente interessante, ma probabilmente è stato utilizzato oltre i suoi limiti intrinseci: morente per diversi film e morto per i successivi, solo con una notevole sospensione dellincredulità è possibile accettarlo tuttora come onnipresente nel cuore dellazione. Tobin Bell è, tra gli attori specializzati nellhorror, quello che ha da sempre recitato più sotto le righe, creando unicona fragile e allo stesso tempo potente, un giustiziere senza pietà, ma con un bizzarro senso del fair play. Le sue trappole sono sempre ingegnosamente crudeli e la suspense creata dal loro dipanarsi tra la sofferenza delle vittime e i loro disperati tentativi di salvarsi è spesso consistente, anche in questo episodio. Nel cast, a parte i soliti noti, spicca la prova di Peter Outerbridge, già protagonista del curioso Kissed, che aveva per oggetto la necrofilia. La regia stavolta è di Kevin Greutert, già montatore nei film precedenti. La sua visione è in perfetta continuità con quella dei registi precedenti, anche nellestetica da capannone abbandonato, da deserto postindustriale, sempre vincente per dare il senso di una desolazione totale e senza fine.
Notorious B.I.G. [Videoregistrazione] / regia di George Tillman Jr.
: 20th Century Fox home entertainment, 2010
Abstract: E' la storia del leggendario rapper Christopher Wallace, meglio noto come 'The Notorious B.I.G.' dagli esordi fino alla tragica morte, avvenuta a Los Angeles la sera del 9 Marzo 1997. Nonostante gli sforzi della madre, che cerca in tutti i modi di tenerlo lontano dalla strada, Christopher inizia giovanissimo ad assumere droghe e mette incinta la sua ragazza. Obbligato a mettere la testa a posto dalla nascita della figlia, 'Biggie' (il suo soprannome da bambino) registra un pezzo rap free style e lo invia all'ambizioso impresario Sean 'Puffy' Combs. In poco tempo, Notorious B.I.G. diventa un'icona della cultura afro-americana, si sposa con la cantante R&B Faith Evans ed ebbe una tormentato rapporto di amicizia con Kimberly 'Lil' Kim' Jones. Il successo gli causa anche molti problemi portando al culmine la sua rivalità con il rapper della West Coast Tupac Shakur. Tupac subisce due attentati, nel 1994 e nel 199, e un anno e mezzo dopo, mentre Notorious B.I.G partecipa a Los Angeles ai Soul Train Music Awards... "Immergendoci in una sostanza linguistica amniotica che fa del 'motherfuckin' e del 'fuck you' le unità minime dotate di significato, Tillman racconta a un ritmo di speed che a far lo spazzino guadagnava 28mila dollari, a far l'insegnante 24mila e che dunque per vivere alla grande l'unica cosa era spacciare coca e crack e difendersi con la 44 Magnum." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 12 febbraio 2009) "'Notorious' vale per il suo interprete, l'enorme ma sciolto Jamal Woolad, che riprende i 135 chili per un metro e novanta del cantante e li getta con generosità e controllo nella tappe svelte di una vita a mille, dalla vendita di crack nelle strade di New York al primo contratto che gli fa scoprire, nel talento, e soprattutto col successo, la liberazione dal crimine, al giro vorticoso del mercato discografico nero del rap alla guerra insensata, con aggressione e sparatorie, tra due scuole di rap. (...) Il film non tenta neanche di alludere ai motivi, è concentrato sull'artista e sull'uomo." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 12 febbraio 2009) "La biografia è devota, anzi partigiana, anzi faziosa. E il film è assolutamente riservato agli amanti (o ai curiosi) della cultura hip hop, che qui riconosceranno le figure di numerosi protagonisti di quel mondo (Puf Daddy su tutti). Ma gli interpreti sono superlativi: George Tillman jr, oltre che pacchianamente efficace, è il ricalco perfetto del black santo subito. L'adorata (da queste righe) Angela Basset di 'Strange Days' è la madre in onnipotente angoscia. Il vero figlio di Notorious interpreta suo padre in tenera età". (Alessio Guzzano, 'City', 17 luglio 2009) "Realizzato da una squadra tutto afroamericana, ambientato nei luoghi reali e recitato da attori famosi e inediti come il protagonista Jamal Woolard, che mamma Wallace ha trovato perfetto, 'Notorius' ti dà la sensazione di una vita vera intravista fra il palcoscenico e le quinte." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 17 luglio 2009) "Biografia scolastica e politicamente corretta che poteva durare un'oretta in meno tanto è infarcita di cliché già visti e rivisti. Si fa invece fatica a comprendere le liriche di 'Notorious' visto che l'edizione italiana non propone sottotitoli. Una scelta assolutamente folle. Ne viene fuori la storia di un coatto obeso con pose da gangster circondato da altri 'black without soul' senza identità, cultura, orgoglio di razza, strategia politica, artistica o esistenziale. Pronti a uccidersi tra loro per un nonnulla. Film e protagonista escono con le ossa rotte dal confronto con l'Eminem del superiore '8 mile'". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 luglio 2009) Note - PRESENTATO FUORI CONCORSO AL 59. FESTIVAL DI BERLINO (2009).
Sunshine cleaning [Videoregistrazione] / regia di Christine Jeffs
: Eagle pictures, [2010?]
Abstract: Rose Lorkowski lavora come donna delle pulizie per mantenere il figlio Oscar che ha qualche problema di comportamento a scuola. La sua vita, per quanto lei cerchi di rassicurarsi dinanzi allo specchio di casa, sembra ormai giunta a un punto morto. Ha una relazione con un ex compagno di scuola che però è sposato al quale vuole bene ma da cui non può aspettarsi molto. Inoltre sua sorella Norah, dal carattere pronto ad accendersi, viene licenziata dal locale in cui fa la cameriera. Ad entrambe non resta che mettersi in ditta' per un lavoro piuttosto insolito per i più: andare a pulire, dopo i rilievi di legge, le scene del crimine. Con una premessa del genere le strade che una sceneggiatura può seguire sono essenzialmente due. La prima prevede che, a un certo punto del loro nuovo lavoro, le due sorelle individuino degli indizi sfuggiti agli investigatori e li mettano sulle tracce dell'assassino il quale magari, nel frattempo, cerca di metterle a tacere per sempre. L'altra prevede invece, come in questo caso, Alan Arkin nel cast. In questo caso potete essere certi che il film si muoverà nell'ambito del cinema indipendente cercando soluzioni diverse. È quanto accade in Sunshine Cleaning in cui uno dei non numerosissimi grandi vecchi del cinema americano rimasti fedeli a scelte professionali al di fuori del mainstream si vede nuovamente assegnare il ruolo dell'anziano padre (ma soprattutto del nonno, ricordate Little Miss Sunshine?). Perché il lavoro delle due sorelle è si fuori dal comune ma si inserisce in una quotidianità di provincia che solo certo cinema libero da imposizioni delle major può permettersi di raccontare con una simile dolente freschezza. Gli scarti che la vita impone tra le attese e gli accadimenti emergono nelle pieghe delle labbra o in certi accendersi o ritrarsi degli sguardi che Amy Adams (che si conferma dopo Il dubbio una delle certezze del cinema made in Usa) sa offrire a una macchina da presa capace di coglierli.
: 01 Distribution, 2011
Abstract: La scuola materna Celio Azzurro è un modello nell'educazione dei suoi piccoli iscritti, soprattutto riguardo al dialogo tra le culture. Tuttavia, la sua difficile sopravvivenza è dovuta esclusivamente all'energia e alla passione messa in atto dal gruppo docente. "Una scuola modello: in Italia, quindi a rischio estinzione. La racconta Edoardo Winspeare ('Galantuomini'), che compie una civile e documentaristica incursione nel Celio Azzurro, scuola materna romana all'avanguardia, quella del dialogo multiculturale. Dice un'ex alunna che il Celio è un pezzettino di Paradiso sulla Terra : non è retorica, ma resistenza. Alle logiche culturali ed educative della normalizzazione armata: perché se grandi si diventa, tolleranti s'impara. Da piccoli, grazie a buoni - e coraggiosi - maestri." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 29 aprile 2010) "Celio Azzurro è una scuola dell'infanzia immersa in uno di quei tipici angoli di Roma (il Celio appunto) che non t'aspetti di trovare. Dal 1990 ospita una struttura che accoglie bambini di tutte le nazionalità con un percorso educativo molto interessante. Edoardo Winspeare dopo 'Galantuomini' ritorna al documentario seguendo il corso delle quattro stagioni all'interno della struttura. Con stile inevitabilmente eterogeneo: molto bello e poetico, ad esempio, il racconto dei maestri attraverso le foto a ritroso, un po' meno sentito, e quindi incisivo, l'aspetto politico." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 30 aprile 2010) Note - EVENTO SPECIALE ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009) NELLA SEZIONE 'ALICE NELLA CITTA'-L'ALTRO CINEMA'.
L'addestratore / Jeffery Deaver ; traduzione di Valentina Ricci
[Milano] : Rizzoli, 2011
Abstract: Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa Fonte. Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.
Nebbia sul Naviglio e altri racconti gialli e neri / Giorgio Scerbanenco ; a cura di Roberto Pirani
Palermo : Sellerio, 2011
Non e' ancora domani (la pivellina) [Videoregistrazione] / regia di Tizza Covi e Rainer Frimmel
: Officine Ubu, [2011]
Camp Rock 2 [Videoregistrazione] : the final jam / regia di Paul Hoen
: Walt Disney studios home entertainment, [2011?]