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Trovati 6820 documenti.

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Hamartía
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Soldano, Rossana - Federico Vellani

Hamartía

Mondadori, 2025

Abstract: Questa è la storia di Lucas e Cristiano, che hanno fatto di tutto per non innamorarsi. In questa storia, Roma ha fatto di tutto "pe faje di' de sì".Roma, 1967. In un caldo pomeriggio di giugno Lucas, giovane americano in cerca di un alloggio provvisorio, suona all'appartamento di via del Pellegrino trovato tramite un annuncio. Dentro sente qualcuno che canta un pezzo dei Beatles con una pronuncia terribile. Quella canzone è Lucy in the Sky with Diamonds. Subito gli è chiaro che in quella casa, inscritta nella cornice perfetta dell'Arco degli Acetari, non parlerà mai la sua lingua: Cristiano, l'esuberante proprietario, ha un accento marcatamente romanesco, ma questa non è la sua unica caratteristica. Cristiano vive liberamente la sua omosessualità ed è maledettamente attraente. Nonostante appartengano a due mondi lontanissimi, i due iniziano una relazione molto intima che investe in pieno le loro vite. Entrambi infatti hanno alle spalle un passato col quale devono fare i conti ogni giorno: Cristiano è alle prese con una famiglia che non appoggia le sue scelte; Lucas, invece, con una scelta che contrasta col suo desiderio. In una Roma all'alba di profondi cambiamenti culturali e sociali, segnata dagli episodi di Valle Giulia, tra personaggi eccentrici, Lucas scoprirà cosa significa avere degli amici e una famiglia, e dovrà decidere a quale amore restare fedele.contributoriLE Federico Vellani

Libera nos a malo
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Meneghello, Luigi - Marco Balbi

Libera nos a malo

Rizzoli, 2025

Abstract: A cura di: Pietro de MarchiMosaico di episodi curiosi di un'infanzia nell'Italia fascista, di piccole epopee autobiografiche, di digressioni filologiche e di considerazioni ironiche sui precetti religiosi. Caleidoscopio di corse in bicicletta, amicizie, primi amori, primi contatti con la quotidianità della morte, Libera nos a malo è il romanzo di un paese. Coniugando partecipazione affettuosa, distacco ironico e rigorosa intelligenza, Meneghello ricrea la commedia umana della provincia veneta tra gli anni Venti del Novecento e il Dopoguerra, offrendo al lettore un mondo magico la cui protagonista assoluta è la lingua. Una lingua concreta e di una ricchezza straordinaria, che capovolge, smaschera e rivitalizza l'italiano ufficiale delle istituzioni e veicola ricordi – di suoni, di oggetti, di immagini – impressi dall'infanzia per sempre nella coscienza.contributoriLE Marco BalbiCU Pietro De Marchi

L'età contemporanea. Piazza Venezia: celebrazione e sconfitta del mito della patria. Le età di Roma
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Vidotto, Vittorio - Vittorio Vidotto

L'età contemporanea. Piazza Venezia: celebrazione e sconfitta del mito della patria. Le età di Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Piazza Venezia è lo spazio pubblico in cui la classe politica liberale celebra il Risorgimento della nazione edificando il grande monumento a Vittorio Emanuele II: tempio all'Unità d'Italia e alla libertà dei cittadini e insieme grandioso omaggio alla monarchia. Occupa un lato del colle capitolino come un nuovo Campidoglio unitario e nazionale che domina la piazza e costituisce lo sfondo grandioso di via del Corso. Inaugurato nel 1911, negli anni della Grande Guerra diventa luogo di commemorazione dei caduti e centro simbolico della nazione vittoriosa quando, nel 1921, accoglie la salma del Milite Ignoto. Ma negli stessi anni in cui il monumento e la piazza si consolidano come spazio pubblico nazionale si compie la loro trasformazione politica di parte, nazionalista prima e fascista poi: è a piazza Venezia e sul Vittoriano che si conclude la marcia su Roma. Dal 1929, con Mussolini istallato a palazzo Venezia, la piazza diviene luogo cerimoniale per eccellenza dei discorsi e delle apparizioni del duce, in un rapporto dinamico con la folla sottostante. Piazza politica e patriottica, le sue funzioni simboliche appaiono sempre più legate ai destini imperiali del fascismo. La forza di questo legame impedisce ancora oggi, a oltre sessant'anni dalla sconfitta del regime e nonostante la recente riapertura al pubblico del Vittoriano, di restituire alla larga platea antistante l'Altare della Patria un significato nazionale.

Roma del Grand Tour: gli scrittori. Il mondo a Roma
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Magrelli, Valerio - Valerio Magrelli

Roma del Grand Tour: gli scrittori. Il mondo a Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Sulla facciata di una casa a Londra, spicca la scritta: "Dickens non ha dormito qui". Lo stesso potremmo dire rispetto a Roma per gli scrittori europei dal Settecento ad oggi. Non c'è praticamente drammaturgo, poeta o romanziere che non abbia passeggiato fra le sue strade, lasciando traccia di tale esperienza in opere, lettere, appunti. Com'è ovvio, le reazioni a quel viaggio appaiono estremamente disparate e contrastanti. Forse, però, nessuno avrebbe dissentito da quanto osservò Julien Gracq, quando arrivò definire la Città Eterna come "una macchina per ripercorrere il tempo".

Donne e uomini di fronte al potere. I volti del potere
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Perrot, Michelle - Michelle Perrot

Donne e uomini di fronte al potere. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Caterina da Siena, Giovanna d'Arco, Elisabetta d'Inghilterra, Caterina de' Medici, Cristina di Svezia, Margaret Tatcher, Benazir Bhutto: nei corridoi del potere come nei templi della santità e dell'eroismo non mancano le grandi figure femminili. Eppure sono in netta minoranza rispetto agli uomini. Perché? Si tratta di un'omissione della storia o le "grandi donne" sono davvero così poche? Dietro l'apparente complementarietà che assegna tradizionalmente agli uomini la sfera del pubblico e alle donne quella del privato si nasconda una semplice divisione dei ruoli o piuttosto il testardo rifiuto di riconoscere loro le capacità necessaria alla direzione della cosa pubblica?Il potere politico non è che una delle forme del potere. Le donne ne hanno altri, alcuni caratterizzati nella tradizione come occulti, notturni, circondati da un'aura di maleficio. Perché ovunque, democrazie occidentali incluse, le donne hanno incontrato enormi difficoltà per ottenere pari diritti politici rispetto agli uomini, dal diritto di voto fino alla possibilità di candidarsi e venire elette? Qual è la situazione, oggi? Le donne hanno saputo rivendicare e ottenere l'accesso al potere svincolandosi dalla discriminazione di genere? E qual è la situazione, dove l'idea dell'uguaglianza fra i sessi è nata e dove ha tanto lungamente stentato a tradursi in realtà?

L'età dei Torlonia: l'arte di ostentare il lusso nella Roma papale. Le età di Roma
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Apolloni, Marco Fabio - Marco Fabio Apolloni

L'età dei Torlonia: l'arte di ostentare il lusso nella Roma papale. Le età di Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: La fortuna economica delle maggiori famiglie principesche di Roma è sempre nata grazie all'elevazione di un membro di quelle famiglie al trono di Pietro. Questo non si può dire invece dei Torlonia. Nessun di loro è diventato papa o cardinale, eppure la famiglia, il nome, lo stemma ebbero lo stesso splendore delle maggiori casate romane, non in virtù dello Spirito Santo, ma grazie allo spirito imprenditoriale, al senso degli affari, all'arte difficile e misteriosa di far quattrini con i quattrini. Ancora oggi, pur invisibile, la famiglia Torlonia possiede la più grande collezione di arte antica che esista al mondo in mani private. Ancora oggi conserva gelosamente il possesso della meravigliosa Villa Albani, mantenuta intatta per oltre un secolo e mezzo, ma visibile solo per pochissimi privilegiati. A un dono dei Torlonia dobbiamo il nucleo primigenio della raccolta di pittura della Galleria Nazionale di Roma, ed egualmente lo straordinario gruppo di sculture degli dèi neoclassici che alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna fanno da corteggio al colossale Ercole e Lica di Antonio Canova, commissionato e pagato da Giovanni Torlonia, fondatore della fortuna familiare. Al figlio di costui, Alessandro, spetta invece l'ambizione di rendere visibile lo splendore della propria ricchezza non al modo fuggevole di una stella cometa, ma come un astro nel firmamento nobiliare di Roma. Questa ambizione fu realizzata, ma ebbe un singolare destino di sfortuna: lo splendido palazzo di piazza Venezia è stato abbattuto senza pietà all'inizio del '900 senza una valida ragione. La Villa Torlonia sulla Nomentana, che ebbe anche il fato singolare di ospitare Mussolini, è sopravvissuta a stento e fortunosamente all'abbandono e al vandalismo. Ma ciò che è stato rammentato qui finora è solo parte di un mosaico più vasto.

La Roma di Liedholm e Falcao. Il mondo a Roma
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Caracciolo, Lucio - Lucio Caracciolo

La Roma di Liedholm e Falcao. Il mondo a Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: La Roma non è solo una squadra di calcio, ma una passione e uno stile di vita. Centrali nella sua storia sono stati gli anni di Nils Liedholm, il Barone, maestro di calcio, di vita e grande educatore civile. Tra gli anni Settanta e Ottanta, la Roma di Liedholm e Falcao ha proposto un modello pedagogico che ha coinvolto e mobilitato centinaia di migliaia di romani, fino alla conquista del secondo scudetto (1982-83) e alla finale stregata di Coppa dei Campioni, persa l'anno dopo ai rigori. A quella radice civile e a quella lezione sportiva, culturale ed esistenziale possiamo tuttora attingere per costruire una Roma migliore. Come squadra e come città.

La democrazia di Pericle. I volti del potere
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Canfora, Luciano - Luciano Canfora

La democrazia di Pericle. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: I più sono ancora convinti che Atene democratica e Pericle siano sinonimi. Eppure il più grande storico di Atene, oltre che contemporaneo e ammiratore di Pericle, scrisse che il suo regime era stato in realtà una "democrazia solo a parole, di fatto un regime personale". Di fronte al caso Pericle, non si tratta solo di capire come funziona la circolarità tra élite e masse, o, come si esprimeva Tucidide, tra "guidare" ed "essere guidati". Si tratta anche di scoprire come e perché la tradizione ha riservato a Pericle un monumento e al suo vere erede, Alcibiade, la taccia di avventuriero. Come si forma, e alla fine vince, una tradizione storiografica benevola, nonostante sia stata insidiata per secoli da una documentazione ostile, se non demolitoria (e che annovera tra gli illustri detrattori persino Platone)? Sarà stata una ragione extra-politica, per esempio, un'imponente strategia di opere pubbliche e di coinvolgimento degli artisti – nel che Pericle fu maestro per i politici di ogni tempo – a salvaguardare il buon nome e la lunga durata di un leader che gli avversari non esitarono a bollare come tiranno? Cercare di capire i meccanismi del lungo predominio politico e culturale di Pericle, e il compromesso tra demagogia, potere personale e di clan che stava alla sua base, è un passaggio obbligato per intendere non soltanto l'età classica ma anche il nocciolo di ogni sistema politico.

L'età barocca. Piazza Navona, giochi greci, geroglifici egiziani e potere papale. Le età di Roma
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Connors, Joseph - Joseph Connors

L'età barocca. Piazza Navona, giochi greci, geroglifici egiziani e potere papale. Le età di Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Tra il 1644 e il 1670 piazza Navona assunse nuova forma e, da antico stadio in rovina, divenne la più leggendaria piazza romana. Bernini, Cortona e Borromini, insieme ai Rainaldi (Girolamo e Carlo), costruirono un palazzo che vantava un'infilata di stanze talmente lunga che era possibile sperimentarvi i cannocchiali, una galleria con i più bei cicli di affreschi barocchi, una fontana maestosa che celebrava i quattro grandi fiumi del mondo cristiano e una chiesa che aveva una delle cupole più alte di Roma. Nessun altro spazio urbano di Roma rivela altrettanto chiaramente le ossessioni barocche per la dinastia e per il destino. Millenaria per storia e globale per pubblico, Piazza Navona divenne un palcoscenico in cui si rappresentava il dramma di un martirio avvenuto agli inizi del cristianesimo, si esaltavano le origini etrusche, si decifravano geroglifici egiziani, si esplorava il più profondo mondo sotterraneo e Virgilio veniva allegorizzato per dare ascendenze mitologiche a una famiglia di provincia che la roulette del conclave aveva improvvisamente catapultato al potere.

La Repubblica di De Gasperi. I volti del potere
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Sabbatucci, Giovanni - Giovanni Sabbatucci

La Repubblica di De Gasperi. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: La Repubblica italiana ha non uno ma molti padri, ma le decisioni cruciali prese nell'arco di un intero decennio portano tutte impresse il nome di De Gasperi. Nel settembre del 1943, alla nascita del Comitato di liberazione nazionale, atto fondativo di un Repubblica dei partiti che ancora non c'è, De Gasperi è presente e subito si capisce che avrà un ruolo decisivo, come leder di un partito (la DC) che è al tempo stesso moderato e tendenzialmente di massa. Nel dicembre del '44, da ministro degli Esteri e interlocutore privilegiato degli alleati, pone le basi per la scelta "occidentale" dell'Italia. Nel giugno del '46 è lui in pratica a tenere a battesimo la Repubblica. Un anno più tardi è sempre lui a decidere l'esclusione delle sinistre dal governo, fissando i tratti del sistema politico italiano. Nell'aprile del '52 resiste alle pressioni del Vaticano per una alleanza con le destre e difende la riforma liberal-democratica della Repubblica contro il rischio di scivolamento verso modelli clerical-autoritari. Infine, nel '53, cerca con la legge maggioritaria non solo di stabilizzare la maggioranza centrista ma anche di spostare l'asse del sistema dai partiti all'istituzione-governo, rafforzando la legittimazione popolare. Se per molti aspetti al Repubblica sarà diversa da come De Gasperi l'avrebbe voluta, non c'è dubbio che l'Italia con i suoi limiti e le sue grandezze, debba allo statista democristiano i propri lineamenti.

Mussolini e il fascismo. I volti del potere
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Gentile, Emilio - Emilio Gentile

Mussolini e il fascismo. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Ha 39 anni Benito Mussolini, è deputato soltanto da un anno, quando diviene il più giovane presidente del Consiglio nella storia dell'Italia unita. Sono tutti più anziani di lui i leader che lo hanno preceduto: Giolitti quando arriva al governo ne aveva 50, era deputato da 10, era stato già ministro. E più anziani sono gli altri leader europei. Lo stesso Lenin al comando arriva a 48 anni, e Stalin a 45. L'età di Mussolini è una rivoluzione generale, rivoluzionario è il modo in cui assume il potere, rivoluzionario il suo stile. Mai il governo parlamentare era stato affidato al duce di un partito di milizia. Mai un primo ministro aveva dichiarato che il suo potere era irrevocabile, lo Stato liberale superato, il parlamentarismo morto. Mai un partito aveva assunto il governo di un regime parlamentare, arrogandosi il monopolio della politica, eliminando le opposizioni, imponendo la propria ideologia come una religione. È la prima realizzazione nell'Europa occidentale di un nuovo tipo di regime, il totalitarismo, fondato sul partito unico, sulla organizzazione delle masse, sul culto del capo come un nume vivente. Il duce è il primo dittatore carismatico nella storia del Novecento. Il suo stile di potere diviene un modello per altri duci nazionalisti aspiranti a diventare dittatori, in Europa e nel mondo. Forse anche nella Russia di Stalin.

Roma dei pellegrini. Il mondo a Roma
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Frugoni, Chiara - Chiara Frugoni

Roma dei pellegrini. Il mondo a Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: "La nuova Gerusalemme, la teca in cui sono esposti i martiri di Dio": questa è Roma per il pellegrino medievale che incise queste parole in un graffito. Roma è la città del papa, depositaria dell'ordine e della sapienza del passato cristiano, la città scrigno di preziosissime reliquie, dove il visitatore poteva venerare i santi, assistere alle meravigliose cerimonie religiose, guadagnarsi le indulgenze sempre più generose concesse ai pellegrini ed essere liberato da tutte le pene accumulate con i propri peccati da scontare in purgatorio. Ma Roma affascina anche per le sue immense rovine classiche, testimonianza di un passato glorioso che contrasta amaramente con la modestia della città medievale.

La santità governata. I tre papi di san Francesco. I volti del potere
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Frugoni, Chiara - Chiara Frugoni

La santità governata. I tre papi di san Francesco. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Tre papi attraversano la vita di san Francesco contrastandone il dirompente potere spirituale e il desiderio innovatore: Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX. Il primo di loro, Innocenzo III, nel 1209 alla proposta di vita cristiana portata da Francesco dà una risposta estremamente cauta e, secondo alcune fonti, sprezzante e negativa. Non è l'unico rifiuto. Più volte Francesco cerca di far approvare una regola per il proprio ordine e più volte gli viene negato. Alla fine, tre anni prima della morte, nel 1223. Il sigillo papale di Onorio III arriva, ma il testo della versione approvata, la Regola bollata, mostra pesanti intromissioni da parte della Curia. D'altronde fin dall'inizio il movimento francescano è stato sottoposto a un rigido controllo dell'autorità. Gregorio IX, il successore di Onorio III, da cardinale potentissima ha da sempre interferito con l'opera di Francesco, sin da quando seguire l'ordine nella veste di protettore. E continua a condizionarlo anche dolo la sua morte. È Gregorio IX infatti il committente ufficiale della prima biografia del santo ed è lui a porre la prima pietra della fastosa basilica di Assisi, edificio che in tutto contraddice le innovative idee francescane, a cominciare da quella di una radicale povertà, Francesco si rivela dunque una santità "governata", anche se non del tutto soffocata; un uomo molto in anticipo sui propri tempi, il cui messaggio deve essere ancora in parte recuperato.

L'età di Paolo III. Quando Marc'Aurelio si chiamava Costantino. Le età di Roma
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Frugoni, Chiara - Chiara Frugoni

L'età di Paolo III. Quando Marc'Aurelio si chiamava Costantino. Le età di Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Eccolo il Marco Aurelio, il meraviglioso gruppo equestre che domina la piazza del Campidoglio. Non sempre è stato qui, ci è arrivato: prima era collocato davanti al Laterano. La sua lunga storia ha dell'incredibile. Vi si mescolano fortuna, equivoci, fraintendimenti. Nel Medioevo, infatti, si credeva che la statua raffigurasse Costantino, l'imperatore che aveva concesso libertà di culto alla Chiesa cristiana. Lo scambio di persona gli valse la salvezza: fu per quell'errore che sfuggì alle fiamme della fusione, come invece accadde a molte altre statue. Non solo: sembra che Marco Aurelio abbia il dono di far fiorire un gran numero di leggende. Il ciuffo sulla testa del cavallo fu creduto a lungo un cuculo, animale sacro a Marte. Il nemico calpestato che un tempo giaceva ai piedi del cavaliere fu creduto un nano, al quale si attribuiva una relazione con la moglie di Costantino. Guardando la statua siamo al centro di un suggestivo incrocio tra realtà e finzione, dove per capire meglio la storia bisogna inforcare talvolta gli occhiali della leggenda.

Roma del Grand Tour: gli artisti. Il mondo a Roma
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Pinelli, Antonio - Antonio Pinelli

Roma del Grand Tour: gli artisti. Il mondo a Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Nato come viaggio di iniziazione e rito di passaggio per i rampolli dell'aristocrazia europea, il Grand Tour tocca il suo apogeo nel primo Ottocento, quando la passione per l'Antico rende l'Italia – e Roma in particolare – la meta di un pellegrinaggio laico. Come in ogni pellegrinaggio che si rispetti, chi l'ha compiuto sente il bisogno di riportare con sé segni tangibili della propria rinascita culturale nel segno dell'Antico e del Bello. Per soddisfare la domanda di questo esercito di compratori, Roma appresta un formidabile stuolo di artisti che sa incrementare e diversificare la propria offerta, ricorrendo a tecniche e a modalità produttive ben collaudate e a nuove invenzioni.

L'età dell'oro. Agostino Chigi il Magnifico e gli splendori della Roma di Raffaello. Le età di Roma
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Pinelli, Antonio - Antonio Pinelli

L'età dell'oro. Agostino Chigi il Magnifico e gli splendori della Roma di Raffaello. Le età di Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Nei primissimi anni del '500, il Rinascimento italiano tocca il suo apogeo, grazie alla felice congiuntura determinata dall'incontro tra le ambizioni universalistiche di papi come Giulio II Della Rovere (1503-13) e Leone X Medici (1513-20), che sognano di far rivivere, nel segno della Chiesa di Cristo, i fasti e l'immagine dominatrice dell'antica Roma caput mundi, e il vertiginoso talento di artisti come Bramante, Michelangelo e Raffaello, capaci di rendere tangibile e visibile questo sogno, elaborando un linguaggio architettonico e figurativo che non si limita ad imitare forme e contenuti dell'antichità classica, ma ambisce ad emularne l'elegante splendore e l'ineguagliata magnificenza. Seguendo l'esempio di Giulio II e di Leone X, Agostino Chigi il Magnifico, questa sorta di re Mida della finanza pontificia, profuse gran parte dei suoi denari in splendidi edifici, opere d'arte, banchetti e apparati festivi allietati da memorabili spettacoli teatrali, ingaggiando molti tra i massimi artisti del suo tempo: dal conterraneo Baldassarre Peruzzi a Raffaello, da Sebastiano del Piombo, che egli stesso convinse a spostarsi definitivamente da Venezia a Roma, al Sodoma e allo scultore fiorentino Lorenzetto, per limitarsi a coloro cui affidò gli incarichi di maggior impegno e prestigio. Agostino Chigi, l'unico committente laico in grado di gareggiare in munificenza artistica con i più potenti tra i cardinali e con la stessa corte papale, fu uno dei grandi protagonisti di quest'età dell'oro, tanto ricca e feconda da forgiare un linguaggio artistico destinato ad imporsi come modello supremo per i secoli a venire, ma anche così spensierata da ignorare le nere nuvole scismatiche che si andavano addensando.

La Chiesa di Papa Wojtyla. I volti del potere
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Riccardi, Andrea - Andrea Riccardi

La Chiesa di Papa Wojtyla. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Giovanni Paolo II è il solo papa del Novecento che può vantare una vittoria politica, quella nel confronto con il sistema comunista. Eppure il suo è un pontificato religioso. Questa è la cifra con la quale si presenta Karol Wojtyła quando, nel 1978, con grande sorpresa di tutti, viene eletto papa. Eredita una Chiesa che, dopo il Concilio Vaticano II e il '68, sembra in declino. Ma il suo messaggio coglie nel segno: "Non abbiate paura! … Aprite le porte a Cristo!". Figlio della Polonia cattolica e dolente, dal 1920 al 1978 quello è stato il suo luogo: la Polonia rinata dalla distruzione plurisecolare, schiavizzata dal nazismo, passata per la Shoah, parte integrande del sistema comunista ma dalla profonda tradizione religiosa. Poi, dal 1978, il suo messianismo mistico si apre al mondo: Occidente, Terzo Mondo, cattolicesimo in crisi, altre religioni, secolarizzazione. Poco catalogabile (progressista o conservatore?) Wojtyła è uno degli uomini chiave del Novecento: combatte il sistema di Jalta, incarna la rinascita religiosa, lotta contro la guerra di Bush (padre e figlio), si fa carico del mondo povero, crede nell'Europa unita, rilancia l'identità cattolica, si misura con il capitalismo globalizzato dopo l'89. I suoi funerali, nel 2005, unici nella storia dei papi, dimostrano il suo carisma, ancora da interpretare.

Stalin e il comunismo. I volti del potere
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Graziosi, Andrea - Andrea Graziosi

Stalin e il comunismo. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Solo tre settimane dopo la sua morte gli eredi ordinano la liberazione di oltre un milione di prigionieri, la fine delle torture e il rispetto dei diritti degli arrestati. Solo tre anni dopo, nel 1956, denunciano al mondo che "il Massimo Genio e il Massimo Condottiero di tutti i tempi e di tutti i popoli" è stato un tiranno spietato. Passano due anni dal crollo del muro di Berlino e la sua grandiosa costruzione economica si affloscia, inerte, su se stessa. Ma, dal 1917 al 1953, Stalin aveva dispiegato un'attività prodigiosa, dando prova di una rara intelligenza, originalità di pensiero e volontà di potenza, unite a una spietatezza che lascia stupefatti. Icona del totalitarismo, egli è un rivoluzionario per cui tutto è possibile, dalla liquidazione di interi gruppi sociali alla deportazione dei popoli, all'uso della fame per imporre quel socialismo cui guarda sempre, sia pure a modo suo, come meta finale. Il suo regime è, fino al 1941-42, un regime imposto con la forza a popolazioni ostili. Lo salva la vittoria contro un nemico feroce, quella guerra che è sua e al tempo stesso dei popoli che aveva oppresso. Ma se la sconfitta di Hitler è parte del suo lascito, a suo debito sono sofferenze e soprusi fino all'annientamento della cultura russa e al distacco delle nazioni dall'Europa. Il tutto per rincorrere una potenza straordinaria ma illusoria, il cui inesorabile esaurimento suscita interrogativi grandi quando quelli posti dalla sua nascita e dal suo sviluppo.

Roma caput mundi. Il mondo a Roma
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Giardina, Andrea - Andrea Giardina

Roma caput mundi. Il mondo a Roma

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: La parola Roma evoca conquista, dominio, impero, sottomissione di popoli ridotti in schiavitù. Ma se Roma fosse stata soltanto questo la sua gloria sarebbe risultata effimera come quella di tante altre potenze antiche e moderne. La città che meritò il nome di caput mundi, "capitale del mondo", rivelò invece una straordinaria capacità di integrare i vinti e di elargire i diritti di cittadinanza. Roma fu una città ospitale, uno spazio sociale aperto ai talenti, senza distinzioni di culture o di razze. Una patria per molti.

L'impero di Augusto. I volti del potere
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Giardina, Andrea - Andrea Giardina

L'impero di Augusto. I volti del potere

Emons Audiolibri, 2026

Abstract: Un giovane di 19 anni irrompe sulla scena politica romana alla vigilia di una tremenda guerra civile e ne diventa il protagonista. In pochi anni tutti i suoi rivali sono uccisi, sconfitti, messi a tacere. Gli altri invocheranno la sua clemenza. Si chiama Gaio Ottavio Cesare, che presto farà suo lo splendido soprannome di Augusto. Nessuno, quando nel 27 il senato gli conferisce quel nome, osa porre una domanda molto semplice: quando e perché la repubblica è passata sotto la sua potestà. In effetti la storia di Augusto racconta uno dei più grandi successi politici di tutti i tempi: raccogliere quello che resta della repubblica romana ormai moribonda e creare un nuovo regime di tipo monarchico. Bisogna avere un'intelligenza e un talento politico fuori del comune per raggiungere l'obiettivo, e saper scegliere accuratamente i tempi e i modi per superare le diffidenze dei romani che odiano la monarchia e temono le cose nuove. Con sublime ambiguità e un consenso né facile né scontato, Augusto attua una rivoluzione dando l'impressione di essere il restauratore delle istituzioni tradizionali, degli antichi culti, della morale degli antenati. Morirà dopo quarant'anni di regno, lasciando ai romani un nuovo regime e ai successori il difficile confronto con il mito della sua persona.