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I demoni
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Dostoevskij, Fedor - Claudio Carini

I demoni

Recitar Leggendo, 2022

Abstract: Pubblicato nel 1873, "I demoni" è forse il romanzo più politico di Dostoevskij, nel quale l'autore prende una posizione decisamente critica nei confronti del movimento rivoluzionario che con i suoi attentati terroristici scosse la Russia intorno alla seconda metà del XIX secolo. Volendone semplificare la trama, il romanzo non è altro che il racconto della nascita di una cellula terroristica all'interno degli ambienti liberali e progressisti di una piccola cittadina di provincia. Ma più che su una trama, il romanzo si basa soprattutto sui suoi straordinari personaggi, tra i quali spiccano il retorico e ampolloso Stepan Trofimovič, figura del tipico intellettuale fallito; suo figlio Pëtr Stepanovič, organizzatore di un gruppo terroristico, l'annoiato Stavrogin, sospeso nel suo vuoto metafisico; la madre di quest'ultimo, la ricca Varvara Petrovna, che si avvicina alle nuove idee liberali solo per capriccio; Kirillov, forse il rappresentante più puro della filosofia nichilista.I dèmoni, in definitiva, sono quegli "ossessi" che, avendo perduto la nozione del bene e del male, precipitano nell'abisso morale che loro stessi hanno creato.Nella sua prima uscita la censura mutilò il romanzo di un capitolo molto importante: "La confessione di Stavrogin", capitolo che in questa edizione viene reintegrato nella sua posizione originaria.

L'idiota
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Dostoevskij, Fedor - Claudio Carini

L'idiota

Recitar Leggendo, 2021

Abstract: Da tempo mi tormentava un'idea, ma avevo paura di farne un romanzo, perché è un'idea troppo difficile e non ci sono preparato, anche se è estremamente seducente e la amo. Quest'idea è raffigurare un uomo assolutamente buono. Niente, secondo me, può essere più difficile di questo, al giorno d'oggi soprattutto."Pubblicato nel 1869, Dostoevskij ha scritto "L'idiota" in un momento molto difficile della sua vita; iniziandone la stesura a Ginevra nel 1867 per terminarla poi, dopo averne distrutto una prima bozza, a Firenze nel 1868. Tutta l'opera è centrata su tre figure cardine: Rogožin, che rappresenta l'eros, la passione, l'amore violento, il principe Miškin, il protagonista del romanzo, che rappresenta invece l'amore fraterno e disinteressato, l'amore platonico di impossibile realizzazione, e Nastasja, la figura femminile centrale, la quale, in un punto cruciale del romanzo, dice: "nell'amore astratto si finisce quasi sempre per amare sé stessi".Dostoevskij lascia che l'uomo e la vita stessa si raccontino nella loro enorme complessità e contraddittorietà. "L'uomo è un mistero, un mistero che bisogna risolvere, e se passerai tutta la vita a cercare di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo.